Ultimo aggiornamento: 10.07.20

 

Un genio in qualsiasi campo, Leonardo da Vinci aveva idee davvero innovative per il suo tempo, vediamo quali sono quelle meno conosciute.

 

Fantastichiamo un po’ e proviamo a immaginare che il nostro caro Leonardo da Vinci sia finito nel Rinascimento italiano dopo un viaggio dal futuro. Cosa farebbe? Dopo lo shock iniziale inizierebbe a trovare di che vivere e come farlo se non inventando oggetti strabilianti assolutamente impensabili per quei tempi? In realtà Leonardo di Ser Piero da Vinci non ha niente a che fare con la fantascienza, infatti è nato e vissuto come qualsiasi altro essere umano, con l’unica differenza di aver inventato e sperimentato di tutto… e aver dipinto alcuni dei quadri più importanti della storia dell’arte. 

Nato ad Anchiano il 15 aprile 1452 Leonardo non è stato fermo un singolo secondo di tutta la sua vita, diventando una delle figure più conosciute del rinascimento italiano. La maggior parte della sua fama è ovviamente attribuita alla famosa Gioconda e ad altre opere come l’Ultima Cena o La dama con l’ermellino, ma non bisogna dimenticare che è stato anche un inventore e uno scenografo teatrale, dando alla luce diverse creazioni sperimentali che solo dopo centinaia di anni sono state sperimentate e introdotte nella nostra vita di tutti i giorni. 

 

L’elicottero

Leonardo da Vinci era ossessionato dal volo, al punto da aver messo a punto una sorta di deltaplano chiamato ornitottero. In realtà il nostro inventore si prodigò nella creazione di un elicottero primordiale composto da un paio di eliche montate su un supporto simile a quello di una mongolfiera. Il principio è lo stesso dei moderni elicotteri, ma ovviamente senza un motore dovevano essere degli umani ad azionare il macchinario. 

Il peso eccessivo trasportato però rendeva impossibile il sollevamento da terra e di conseguenza il volo. Le sue invenzioni aeree avranno trovato ben pochi volontari, visto che fallire l’esperimento equivaleva a schiantarsi al suolo! Ad ogni modo a distanza di secoli Leonardo aveva già in mente il principio di volo degli elicotteri, chissà cosa potrebbe inventarsi oggi con la tecnologia moderna. 

Il carro armato e le lame rotanti

Ai tempi del rinascimento italiano le guerre e le schermaglie tra i vari eserciti erano all’ordine del giorno, per questo non stupisce che Leonardo abbia provato a creare delle macchine devastanti per poter aiutare i signori sotto i quali prestava servizio. Nella fattispecie per Ludovico Maria Sforza, il Duca di Milano, Leonardo creò alcune delle sue opere e invenzioni più incredibili, tra le quali una sorta di carro armato. 

Si trattava semplicemente di una sorta di macchinario coperto da un’armatura spessa con all’interno dei soldati muniti di cannoni. L’idea era quella di permettere alle truppe nel carro armato di sparare da qualsiasi lato senza venire colpite. Un mezzo probabilmente inattaccabile per l’epoca, ma anche impossibile da realizzare. I progetti del carro armato includono anche un’altra arma micidiale, ovvero una sorta di biga dotata di lame rotanti trainata da uno o due cavalli che sarebbe stata in grado di falciare la fanteria nemica. 

 

La calcolatrice

Una delle sue invenzioni rimaste nell’ombra, la calcolatrice di Leonardo è un’idea che ovviamente non ha potuto vedere alcun tipo di prototipo visto che all’epoca mancavano i materiali e ovviamente le tecnologie per poter realizzare un calcolatore. La bozza del macchinario nel folio 36v del Codice di Madrid presenta dei tasti, delle rotelle e degli ingranaggi che facevano pensare a una sorta di strumento musicale. 

Negli anni ‘60 però un ingegnere di nome Roberto A. Guatelli fu assunto dalla IBM per replicare alcuni macchinari di Leonardo e pubblicò una ricostruzione presentando il prototipo come una vera e propria calcolatrice antica.

 

Anemometro

Una persona come Leonardo da Vinci non si poteva certo non interrogare sui fenomeni atmosferici, figuriamoci trattenersi dal provare a studiarli! Per questo l’inventore provò a creare un dispositivo per verificare la direzione del vento e la velocità usando una sorta di banderuola montata su un supporto e che sarebbe dovuta ruotare nella direzione relativa alla provenienza della corrente. Questo dispositivo è stato poi perfezionato in futuro fino a diventare l’anemometro che tutti conosciamo. 

A differenza del carroarmato o dell’elicottero, al giorno d’oggi tutti possono provare a usare questa invenzione, basta comprare un anemometro venduto online scegliendo tra modelli digitali e analogici.

 

Lo scafandro

L’interesse dell’uomo verso le profondità marine risale ai tempi antichi, per questo Leonardo non resistette a trovare qualche soluzione. In realtà non fu il primo scienziato del tempo a pensare alla creazione di uno scafandro, ma invece di abbozzare una semplice idea Leonardo si diede da fare e cercò di analizzare l’invenzione da un punto di vista tecnico. Per Leonardo non è possibile collegare all’elmo dello scafandro un tubo per la respirazione, perché sarebbe stato necessario un ricambio di aria che altrimenti sarebbe ristagnata nel tubo soffocando il povero sommozzatore. 

Per questo avrebbe dotato l’elmo di due tubi d’aria per aumentare e migliorare il flusso. L’elmo prevedeva un visore coperto da un vetro e doveva essere indossato con una particolare tuta con dei pesi per far scendere il sommozzatore in profondità. Per risalire doveva solo lasciarli e nuotare verso la superficie. Il progetto non fu mai realizzato, ma al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano è possibile ammirare una ricostruzione davvero stupefacente. 

I robot

Nel rinascimento i ricchi signori amavano le rappresentazioni teatrali, al punto da allestire interi palcoscenici nelle loro regge. Per questo motivo gli scenografi erano altamente richiesti e Leonardo ovviamente non si tirò certo indietro e stupì i reali di Francia con un incredibile leone meccanico in grado di camminare da solo. Questa invenzione non è stata mai ritrovata, quindi non è possibile dimostrare effettivamente se funzionasse. 

Leonardo però non si limitò ad una mera scenografia, infatti nel Codice Atlantico si trovano i disegni per un cavaliere meccanico, una sorta di robot da battaglia che anticipa tutti gli anime mecha giapponesi. Il progetto è comunque molto sommario e poco dettagliato, probabilmente abbandonato in fretta dall’autore… ma almeno questa volta possiamo giustificarlo, visto che in robotica siamo parecchio indietro anche noi uomini moderni!

 

 

 

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