Ultimo aggiornamento: 20.11.19

 

Il coltellino svizzero può essere utilizzato in varie occasioni grazie agli accessori di cui dispone. Ma quando diventa illegale? Scopritelo in questo articolo.

 

Il coltellino svizzero è uno strumento multiuso che unisce compattezza, praticità e comodità di trasporto. Per questa ragione è utile per chi, spesso e volentieri, preferisce tenerlo in tasca, oppure in un cassetto, come anche nel vano portaoggetti dell’auto e della moto. 

Ciò nonostante, non è così difficile leggere fatti di cronaca che raccontano di multe salate delle Forze dell’Ordine fatte a chi ne aveva uno con sé. Effettivamente, quello che molto spesso viene tralasciato è che, per quanto sia uno strumento banale e apparentemente innocuo, si tratta invece di un oggetto pericoloso. 

In commercio esistono numerose tipologie più o meno complete, eppure anche il miglior coltellino svizzero, ovvero quello che risponde ad alti criteri di sicurezza, è considerato al pari di un’arma. Per questa ragione è necessario conoscere ciò che dice la legge sul suo trasporto e utilizzo, evitando così di incappare in sanzioni salatissime. 

 

Cos’è un’arma secondo la legge?

Quando si legge il termine “arma”, l’immagine più comune che potrebbe sovvenire alla mente è quella di una pistola, ma per chi è a digiuno delle diverse tipologie esistenti, sappiate che non è l’unico strumento a cui ci si riferisce.

Si potrebbe parlare a lungo di tutto quello che viene definito un’arma, ma per tagliare la testa al toro e dare il giusto peso all’argomento, è meglio affidarsi a quello che dice la legge. A tal proposito, è possibile fornire due tipi di definizioni che si compenetrano: una tecnica e una giuridica. 

Sotto un profilo meno legale, un’arma è qualsiasi strumento che viene utilizzato per offendere, magari ferire, in virtù della sua natura o della modalità di utilizzo. Del resto, secondo la visione giuridica, quindi meno tecnica, un’arma è tutto quello che si può desumere da quanto è scritto nelle norme del Codice Penale (artt. 585 e 704) e nell’articolo 30 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

 

 

Armi improprie e armi proprie

Ora scendiamo ancora più nel dettaglio. Sia dalla definizione giuridica e sia da quella tecnica, è possibile evincere che le armi si distinguono in due tipologie: armi proprie e armi improprie. 

Nello specifico, della prima categoria fanno parte tutti quegli oggetti e strumenti che hanno intrinseca la pericolosità. 

Si tratta quindi di armi da fuoco come fucili e pistole, congegni esplosivi come le bombe incendiarie e anche quelle armi bianche come strumenti da taglio e con la punta. D’altro canto, quando si parla di armi improprie, si fa riferimento a bastoni, mazze, tubi, catene e tutti gli oggetti che non nascono con lo scopo di offendere, quindi tutto cambia in base alla modalità di impiego. 

Secondo la legge, per alcune armi proprie sono necessarie specifiche autorizzazioni, come per esempio il porto d’armi. Del resto però, anche una semplice spranga può diventare pericolosa se chi la utilizza ha scopi poco nobili.

 

Come si classifica il coltellino svizzero

Sulla base di quanto appena detto, se ne può dedurre che un coltellino svizzero è classificabile come arma impropria, ma non sempre. Che lo portiate in tasca, nello zaino oppure nel vano portaoggetti di un veicolo, il coltello multiuso è sempre considerato come un oggetto che potrebbe essere utilizzato per ferire qualcuno. 

Certo, potreste pensare che qualsiasi oggetto può essere considerato al pari di un’arma, anche una bottiglia rotta, oppure la cintura in macchina. Ciò nonostante, quello che più di tutto può aggravare la situazione è sia l’utilizzo che se ne fa, sia le circostanze previste dal Codice Penale.

Più avanti potrete leggere riguardo le eventuali sanzioni decise dalle normative di cui abbiamo già parlato.

 

Portare con sé un coltellino svizzero: si o no?

Per come si è abituati, a causa anche delle varie notizie di cronaca che parlano di aggressioni in strada e di scippi, è naturale voler portare con sé un coltellino o altri oggetti per difendervi. 

Ciò nonostante, la legge parla chiaro: all’infuori di contesti di lavoro in cui si necessita di tali strumenti, questo non è possibile. Tendenzialmente, dopo quanto detto, chiunque potrebbe considerare illegale l’utilizzo di un coltellino multiuso, sebbene sia uno strumento comodo perché unisce in poco spazio diversi accessori, e perciò di interesse per tutti gli amanti del fai da te. 

Ma le cose sono ben diverse perché viene definito legale qualora lo si utilizza in casa per lavori personali oppure per lavori esterni e in orari specifici. Se invece in altre occasioni si viene sorpresi con in tasca o in borsa quest’arma impropria, allora si rischia sanzioni pecuniarie e detentive.

 

Misure di sicurezza

Ma quando questi strumenti possono essere portati fuori dai contesti lavorativi? Le misure di sicurezza da adottare si limitano all’utilizzo solo in casi estremi. Tra questi ultimi potrebbe esserci la necessità di avere in tasca un coltellino multiuso per raccogliere un po’ di legno nel bosco. 

Ma potrà servire anche a degli scout, magari durante il campeggio o in altre occasioni. Ciò nonostante, il motivo principale, oltre che essere giustificato e non astratto, deve corrispondere anche a regole comportamentali lecite.

Quindi è necessario rispettare canoni come non portarlo con sé in orari ambigui (difficilmente, secondo la legge, avrete bisogno di un oggetto simile nella notte fonda) o se si è ubriachi.

 

 

Eventuali sanzioni

Secondo la normativa italiana, la pericolosità di un coltellino multiuso è aggravata anche dagli accessori che sono inclusi, poiché più o meno tutti potenzialmente rischiosi se usati imprudentemente. 

Come per altri strumenti simili, anche per il coltellino svizzero multiuso la legge è poco clemente, perché la sanzione prevedere un’ammenda che parte da 1000€ e può arrivare anche a 10000€, oltre che un potenziale arresto che va da sei mesi fino a due anni.

Ma non finisce qui, perché se si viene colti in flagrante con un coltellino multiuso in eventi pubblici, le sanzioni sono raddoppiate: 20000 euro di ammenda e fino a tre anni di detenzione.