Ultimo aggiornamento: 04.08.21

 

Situato al centro di un vasto alpeggio delle Dolomiti, il Passo Giau è uno dei valichi più elevati e affascinanti della nostra penisola, attirando ciclisti, motociclisti ed escursionisti da tutto il mondo grazie ai suoi scenari ricchi di bellezze naturali.

 

Il Passo Giau (“Suogo de Jou” in ladino ampezzano) è un valico dolomitico che collega Cortina d’Ampezzo a Selva di Cadore nella provincia di Belluno e reso celebre, non solo per essere stato una delle tappe leggendarie del Giro d’Italia, ma anche per le numerose proposte escursionistiche che offrono la possibilità di esplorare itinerari di meraviglia assoluta sia in estate sia in inverno.

Situato a una manciata di chilometri a ovest da Colle Santa Lucia, rappresenta la meta ideale per gli amanti dei paesaggi di montagna grazie ai suoi scenari incontaminati fatti di laghi alpini, boschi da fiaba e suggestivi borghi ricchi di storia e tradizioni. Con i suoi 2.236 metri di altitudine, si pone come una delle più spettacolari terrazze naturali sulle vette e le valli – dalle Dolomiti bellunesi al versante ampezzano – di tutto il Veneto orientale, un’autentica gioia per gli occhi non a caso apprezzatissima da ciclisti, motociclisti e trekker provenienti da ogni parte del mondo.

Oltre a essere un passo dolomitico di straordinaria bellezza, vanta un percorso di trentanove tornati e tre gallerie di protezione contro le valanghe che viene spesso scelto come circuito per i test dei motori e location per molti spot pubblicitari, rivelandosi anche una valida alternativa per arrivare a Cortina dalla zona dell’Agordino poiché, a differenza della strada del passo Falzarego, è percorribile da camion e corriere.

Ma il passo di Giau è anche uno dei luoghi più ambiti per le escursioni grazie ai suoi numerosi sentieri escursionistici e l’enorme ricchezza naturalistica-ambientale del territorio. Dunque, non perdiamo altro tempo e scopriamo i percorsi di trekking più battuti e rinomati della zona, così qualora capitiate da quelle parti avrete le idee più chiare sugli itinerari da non perdere.

L’offerta naturalistica e culturale del passo Giau

Dopo aver ammirato le immagini in tempo reale offerte dalle webcam del passo Giau, abbiamo deciso di dedicare una guida ai suoi incantevoli sentieri di montagna, che si snodano tra fitti boschi, verdi vallate e vette da cui si può godere di un panorama mozzafiato.

La fatica della camminata viene quindi ripagata dalla spettacolare vista che si ha dalla cima: rivolgendo lo sguardo a ovest si possono ammirare i maestosi profili di Colle Santa Lucia, delle famose Pale di San Martino (il gruppo montuoso più lungo delle Dolomiti, con circa 240 km² di superficie), della Marmolada e di Piz Boè, mentre a est si apre una vista incredibile della conca di Cortina d’Ampezzo, sormontata dai monti Tofane, Croda da Lago, Cristallo, Pomagagnon e Croda Rossa.

Quando il cielo è particolarmente terso si potranno persino scorgere le Tre Cime di Lavaredo e la Croda dei Toni, con i meravigliosi prati d’alta quota a fare da sfondo. Per chi vuole mettersi alla prova con percorsi più impegnativi ed emozionanti, poco distante ci sono numerose vie ferrate, pareti d’arrampicata e percorsi alpinistici che sapranno riservare forti emozioni e fantastici panorami sull’arco alpino orientale.

Inoltre, percorrendo i sentieri del Giau si potrà visitare il museo della Grande Guerra delle Cinque Torri, l’omonima Muraglia e il sito archeologico dell’uomo di Mondeval, che ospita i resti ben conservati e il corredo funerario di un cacciatore del periodo mesolitico vissuto qui 7.500 anni fa. In inverno, gli appassionati di sci e ciaspole potranno utilizzare gli impianti di risalita all’area sciistica Cinque Torri, da cui partono ski tour nel cuore delle Dolomiti come il Super8 Ski Tour e il Giro della Grande Guerra.

Quando le condizioni meteo del passo Giau sono favorevoli, il valico diventa anche una zona ideale dove praticare lo snowkite, uno sport invernale in cui i rider si fanno trainare sugli sci da grandi aquiloni che sfruttano la propulsione del vento. Insomma, un paradiso tutto da esplorare che saprà regalarvi non poche sorprese ed emozioni.

Come arrivare al passo Giau

In genere, le escursioni al passo Giau partono da Pocol, una piccola frazione del comune di Cortina d’Ampezzo facilmente raggiungibile in auto o con i mezzi pubblici. Con la macchina basta percorrere l’autostrada A27 e prendere l’uscita Pian di Vedoia, seguendo poi la direzione verso Cadore e, una volta arrivati a Pocol, le indicazioni per il Passo Giau. Da ovest, invece, bisognerà imboccare l’uscita Egna-Ora sull’autostrada A22 del Brennero e procedere verso Cavalese, Moena, Falcade. Superato Canale d’Agordo si tiene la sinistra in direzione Alleghe e Selva di Cadore.

Chi preferisce viaggiare in autobus, può prendere della linea Cortina-Passo Giau che permette di arrivare al passo partendo da Cortina. Infine, per chi viaggia in treno, la stazione di arrivo più vicina è quella di Calalzo, da cui si possono prendere le coincidenze per Cortina e il Passo Giau.

 

Passo Giau altitudine

Se le località che permettono di raggiungere l’imponente valico delle dolomiti si trovano a un’altitudine di circa 1.300 m, per arrivare al passo del Giau bisognerà affrontare altri mille metri in salita. Sì, perché il suo punto più alto e panoramico si trova a ben 2.236 m s.l.m., una quota che lo rende il secondo varco più alto dell’arco alpino orientale dopo il Passo Sella, con i suoi 2.240 metri di altezza.

A differenza di quest’ultimo, però, il Giau vanta una pendenza notevolmente maggiore, con un’ascesa media del 9% lungo la salita da Cortina alla cima e tratti sopra il 10% nel percorso da Peziè de Parù. Stesso livello di difficoltà anche per il sentiero che parte da Selva di Cadore: qui troviamo 920 metri di dislivello e salite che raggiungono l’11% di pendenza totale, dislocate su dieci chilometri di percorso.

Oltre a visitare Cortina d’Ampezzo (meta del turismo invernale per eccellenza), la regione storica del Cadore e Colle Santa Lucia delle Dolomiti tra Val Badia, Ampezzo e Tirolo, altre tappe irrinunciabili per chi in primavera ed estate si spinge fino a qui (nei mesi invernali meglio attrezzarsi con giacconi da neve e mantella per pioggia per essere pronti a ogni evenienza) sono: il rifugio Giau Fedare vicino alla seggiovia Nuvolao che collega l’area Lagazuoi 5 Torri al comprensorio sciistico del Dolomiti Superski, e il lago delle Baste, un piccolo e suggestivo specchio d’acqua situato nei pressi di Forcella Giau, ai piedi del Monte Mondeval, dichiarato dall’UNESCO Patrimonio Mondiale Naturale dell’Umanità nel 2009.

 

 

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