Ultimo aggiornamento: 23.09.21

 

Se amate il trekking e siete in cerca di nuovi percorsi, i laghi d’Olbe offrono tantissime possibilità, con escursioni davvero spettacolari. 

 

Il trekking ad alta quota è probabilmente una delle discipline più apprezzate da chi ama l’avventura e l’aria aperta. In Italia ci sono tantissimi luoghi che permettono di praticare trekking e affrontare i sentieri più difficili che portano alla scoperta di bellissime attrazioni naturali e panorami mozzafiato. 

Uno dei posti più gettonati dagli amanti della montagna sono le Dolomiti, specialmente quelle sappadine. I suggestivi Laghi d’Olbe ai piedi delle Dolomiti sappadine sono un luogo magico ed evocativo, con il contrasto tra acqua e montagna che può catturare l’immaginazione e farvi entrare in un luogo magico. Non a caso sono sempre presenti nelle varie guide sulla Sappada e su cosa vedere in questa meravigliosa parte delle Dolomiti. 

 

Il percorso 

Prima di cominciare, vi informiamo che i sentieri della sappada sono abbastanza ripidi, quindi meglio partire al mattino, in modo da non camminare con il sole a picco. Troverete il sentiero 138 vicino alla baita del Rododendro di Val di Seis, dove tra l’altro potrete parcheggiare il vostro veicolo. Il sentiero è abbastanza ripido, ma comunque si rivela sicuro in quanto molto ampio. Dovrete solo fare attenzione alle pendenze, ma potrete comunque affrontarle con calma. Il sentiero 138 incrocia con il 140, in un punto molto bello da vedere e dove potete considerare di fare una sosta, per ammirare i vari corsi d’acqua e magari scorgere un po’ di fauna locale. In questa zona c’è un’ampia presenza di marmotte che non si fanno troppi problemi a farsi vedere per darvi il benvenuto nella loro ‘casa’. 

Proseguendo sul sentiero potrete vedere anche dei pascoli che si faranno sempre più presenti avvicinandosi ai laghi. Al termine del sentiero troverete una cappella situata su un punto panoramico che vi permette di osservare il più grande dei Laghi d’Olbe. Da qui potete cominciare a scendere per giungere ai laghi e godervi la vostra giornata, magari consumando il vostro pasto al sacco facendo un bel picnic immersi in questo splendido luogo naturale.

 

Sentieri alternativi

Sempre partendo dalla Baita Rododendro potete prendere il sentiero cai 138, un filo più impegnativo rispetto al 135 in quanto più ripido ma sempre comunque ampio e sicuro. Se siete allenati e praticate trekking assiduamente, potete provare a raggiungere la cima del Monte Lastroni. 

Se invece volete davvero mettervi alla prova, potete provare il sentiero che parte dalla Borgata Lerpa di Sappada e passa dal Rifugio Monte Ferro. Questo sentiero prevede una camminata di due ore e mezza con un dislivello di ben 700 metri, quindi consigliato solo ed esclusivamente se siete degli avventurieri esperti e ovviamente non avete bambini con voi. Il panorama dal Monte Ferro però è davvero spettacolare e ripaga tutta la fatica fatta, inoltre è una delle cose da fare a Sappada più consigliate dagli escursionisti. 

Seggiovia

Nel caso vogliate semplicemente visitare i laghi, potete prendere la seggiovia Sappada 2000 che può farvi risparmiare le energie. Tenete comunque presente che una volta scesi dalla seggiovia dovrete comunque percorrere un sentiero, il numero 135 che presenta qualche dislivello e richiede almeno un’ora di camminata. La Sappada 2000 è una buona soluzione se siete alle prime armi con il trekking ad alta quota, ma non volete perdervi questo straordinario luogo. 

Per ulteriori informazioni sulle varie mete del trekking potete visitare il blog del mulo. Sul web potrete trovare anche posti particolari dove mangiare a Sappada per provare delle pietanze tipiche.

 

Requisiti per il trekking sulle Dolomiti

Come potete immaginare, il trekking sulle Dolomiti non è proprio materiale per principianti, infatti i percorsi ad alta quota sono molto più difficili e non vanno presi alla leggera. I sentieri della Sappada si dividono tra quelli più semplici e quelli più impegnativi, ma in linea di massima dovrete essere un minimo allenati. Questo perché alcuni punti dei sentieri si rivelano decisamente ripidi, inoltre per raggiungere i Laghi d’Olbe dovrete camminare per 7 o più chilometri, fattore da non sottovalutare in quanto si tratta di una zona selvaggia. Importante quindi fermarsi e fare una sosta per recuperare le forze, inoltre ricordate che il trekking non è una gara: potete andare al vostro passo e godervi il panorama, scattando fotografie e ammirando i luoghi naturali che più vi ispirano. 

Se avete una buona esperienza nel trekking, probabilmente sarete già pronti per questi sentieri e magari anche per provare quelli più difficili. In caso contrario, se vi state avvicinando ora a questa disciplina, tenete conto che dovrete avere una buona resistenza e un bel po’ di fiato. Una forma fisica snella può aiutarvi a sopportare la camminata, senza affaticare troppo le ginocchia e la schiena. 

Equipaggiamento necessario

Visto che si tratta di trekking ad alta quota in luoghi naturali con poca presenza umana, vi consigliamo di portare con voi un kit di pronto soccorso per poter far fronte ad ogni emergenza. Il telefono potrebbe non prendere in alcuni punti, quindi meglio portare con voi una mappa, una bussola e magari qualche oggetto per segnalare la vostra posizione come ad esempio un fischietto. 

Nel vostro zaino non devono mancare acqua e delle provviste, mentre per le calzature consigliamo calze termiche e scarpe da trekking alte, possibilmente con il copricaviglia. Vestitevi a strati e portate con voi una giacca a vento, in quanto sulle dolomiti le temperature sono più basse. Per aiutarvi nella camminata potete usare dei bastoncini da Nordic Walking o quelli da trekking. I sentieri più semplici si possono affrontare con tutta la famiglia, anche con i vostri piccoli, magari aiutandovi con uno zaino porta bambini.  

 

 

 

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