Ultimo aggiornamento: 06.04.20

 

Una soluzione possibile per cercare di arginare il cambiamento climatico e le gravi conseguenze che può portare.

 

Il cambiamento climatico è un problema reale, sebbene la razza umana stia ancora facendo un po’ di fatica ad accettarlo. Anche senza complicate spiegazioni scientifiche, possiamo sentirlo sulla nostra stessa pelle, d’altronde basta pensare agli ultimi inverni e a quanto sono stati caldi anche nelle regioni del nord Italia. Ovviamente le estati diventano ancora più calde, al punto che nel giro di vent’anni nel nostro Paese si potrebbe sviluppare un clima simile a quello tropicale. 

L’ultima conferenza sul clima tenutasi a Madrid nel 2019 è stata un completo fallimento, con i vertici che non hanno saputo raggiungere un accordo per poter far fronte ai diversi problemi. I Paesi in via di sviluppo come India e Cina, insieme a quelli con una forte cultura industriale come gli Stati Uniti, non sembrano volerne sapere di trovare metodi alternativi, per questo si è deciso di stabilire un nuovo incontro a giugno 2020.

 

Paradiso ecologico

Mentre i politici litigano, qualcuno però ha deciso di agire. È il caso della ditta Tesla Motors di Elon Musk che da anni sta cercando metodi alternativi per il sostenimento energetico. Se da una parte le nuove tecnologie proposte da Musk si presentano a costi davvero troppo alti per poter essere accessibili al pubblico, dall’altra si tratta pur sempre di prototipi in fase di ‘testing’. Tra qualche buona idea e qualche strafalcione (i vetri del Tesla Truck), i progetti del plurimiliardario Tusk vanno avanti, a volte stupendo con soluzioni ecosostenibili convincenti. 

È il caso dell’isola di Kauai, la più grande dell’arcipelago delle Hawaii. Come potete immaginare, parliamo di un vero e proprio paradiso incontaminato composto da spiagge bagnate da un mare cristallino, montagne e vegetazione a non finire. Per mantenerlo ‘immacolato’ Tesla Energy ha lavorato duro installando ben 55.000 pannelli fotovoltaici e 272 batterie per l’accumulo. Una soluzione ecologica perché oltre a ridurre drasticamente l’impatto sull’ambiente, permette all’isola di essere totalmente indipendente a livello energetico. In passato infatti veniva importato il gasolio per alimentare i generatori elettrici, con un consumo elevato anche durante la notte. Al momento il territorio di Kauai è il primo al mondo per autonomia energetica.

 

Dalle Hawaii al futuro

L’impianto fotovoltaico di Kauai è solo l’inizio, infatti il progetto di Tesla è quello di portare all’indipendenza energetica anche altre isole come le Samoa o le Fiji, per poi costruire impianti anche in California e altre parti del mondo. Per portare a termine un simile progetto ovviamente servono fondi e tempo, cose che non mancano al gruppo Tesla. Si stimano almeno due anni o tre anni di lavoro a seconda della grandezza dell’impianto, con il risultato finale che permette ai cittadini dei luoghi alimentati con il fotovoltaico di risparmiare notevolmente sull’energia. 

In teoria si dovrebbe provare in futuro a trasformare interi sistemi energetici a gasolio in fotovoltaici, sia per il risparmio economico sia per ridurre l’impatto sull’ambiente. Se vivete in una casa lontana dai centri abitati potreste considerare l’acquisto del miglior generatore elettrico e di un pannello fotovoltaico. 

 

Ostacoli e complicazioni

La creazione di un impianto energetico come quello di Kauai comporta una spesa notevole, inoltre è necessario molto spazio per poter allestire un numero di pannelli fotovoltaici in grado di alimentare l’intero territorio. Se pensiamo a un centro abitato, possiamo renderci conto automaticamente di quanto potrebbe essere difficile creare questo tipo di alimentazione alternativa. 

Prendiamo una città come Milano, completamente occupata da palazzi, strade trafficate e zone residenziali, viene difficile pensare alla possibilità di posizionare pannelli solari ovunque per soddisfare il fabbisogno energetico dell’intera città. In secondo luogo le isole delle Hawaii, delle Fiji e delle Samoa hanno una densità demografica minore, quindi l’impatto ambientale di veicoli ed elettrodomestici è decisamente ridotto rispetto a quello di un centro abitato sulla terraferma. 

Resta anche da vedere come sarà possibile convincere i vari ‘magnati’ detentori del petrolio, al momento poco propensi a vedere il loro impero cadere in favore delle nuove fonti di energia. Non tutti sono d’accordo nell’investire nel fotovoltaico o in altre fonti di energia rinnovabile, in quanto oltre agli interessi economici ci sono quelli dello sviluppo industriale di alcuni paesi.

 

 

 

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