Ultimo aggiornamento: 07.06.20

 

Il kayak non è solo un’imbarcazione per sportivi a cui piacciono le scariche di adrenalina ma anche per chi vuole condurre uno stile di vita sano e attivo o semplicemente pescare.

 

Il kayak è un’imbarcazione che inizialmente potrebbe far pensare alla canoa. Difficilmente un principiante riuscirebbe a distinguerli a una pigra occhiata, tuttavia le differenze sono molteplici, a partire dalla forma. La canoa è ampia e più ospitare due o più persone, all’interno di questa si sta in ginocchio o, se provvista di un’alzatina, seduti su di essa. 

Per la navigazione si usa una pagaia a una sola pala e bisogna quindi attivamente cambiare lato alternatamente per spingersi in avanti. Il kayak è invece un’imbarcazione utilizzata dai popoli che vivono nelle inospitali zone artiche come gli inuit e gli eschimesi. È quindi molto più stretto e piccolo, solitamente ospita una sola persona, ma ha una forma più lunga e affusolata. All’interno del kayak si sta seduti con le gambe distese, trasformando l’imbarcazione in una propaggine del proprio corpo e ci si muove utilizzando una pagaia a doppia pala, molto più comoda per gestire corsi d’acqua veloci, rapide e direzionarsi in modo immediato.

Originariamente tali imbarcazioni venivano usate per il trasporto e per la caccia ma hanno poi assunto un valore sportivo e sono tenute in gran considerazione dagli amanti degli sport estremi, permettendo di praticare rafting e discesa lungo fiumi impervi.

 

Il kayak come strumento sportivo

Il bello dell’imbarcazione è che può essere goduta sia da principianti sia da esperti e in tutti e due i casi sono risaputi i benefici del kayak apportati all’organismo. Innanzitutto si tratta di attività cardio, che mette in moto quindi il sistema cardiovascolare ossigenando tutti i tessuti e facendo lavorare il cuore correttamente. Per un’ora di attività il kayak è in grado di far consumare oltre 400 calorie, una quantità notevole se paragonata ai 20 km necessari su una bicicletta per consumare lo stesso ammontare di calorie.

Per quanto riguarda i muscoli invece, spingere la pagaia nell’acqua e muoversi così in avanti fa lavorare i muscoli delle braccia, delle spalle, della schiena, del petto e degli addominali, favorendo così il potenziamento muscolare di tutta la parte superiore del corpo.

I principianti possono utilizzarlo in mare o su specchi d’acqua tranquilli come i numerosi laghi presenti in Italia mentre gli esperti in cerca del brivido possono dedicarsi al rafting e usufruire dei fiumi più impervi del Paese.

 

 

Pesca con il kayak

Negli ultimi tempi si è diffusa una disciplina chiama kayak fishing, ovvero la pesca con il kayak. In realtà più che un’invenzione dei tempi moderni è un ritorno al passato, basti pensare che veniva utilizzato proprio per procurarsi il cibo e il sostentamento dalle popolazioni delle zone artiche. Per chi volesse provare l’esperienza non c’è naturalmente bisogno di recarsi ai poli ma basta recarsi lungo le cose e spingersi un po’ al largo con una canna da pesca installata sulla parte posteriore del kayak per iniziare a pescare in mare.

Il vantaggio nell’utilizzare il kayak è la silenziosità, non avrete un motore a bordo che può spaventare i pesci e vi avvicinerete alla zona pescosa in modo del tutto naturale. Prima di iniziare a pescare con il kayak però bisogna avere una buona preparazione in tutte e due le discipline per effettuare l’attività in tutta sicurezza dal momento che le dimensioni dell’imbarcazione vi spingeranno a recarvi da soli in zona.

Per quanto riguarda la pesca in laghi e fiumi è possibile effettuare pesca a spinning e a mosca sfruttando dei kayak di piccole dimensioni, facili da manovrare anche in spazi più ristretti e muoversi agilmente nella vegetazione. In mare, invece, il kayak dà il meglio di sé e le tecniche di pesca adottabili sono tre: anche qui lo spinning, traina e bolentino. La pesca a spinning prende il nome dall’esca artificiale, spin, appunto, che attira pesci predatori come spigole, barracuda, dentici, ricciole e lampughe in ambito marino mentre in acqua dolce può insidiare trote, salmoni, pescegatti, salmerini persico. Può essere quindi praticata sia nelle scogliere naturali sia alle foci dei fiumi.

La pesca a traino prevede il fissaggio di canne da pesca nella zona posteriore dell’imbarcazione ed esche vive o addirittura pesci per attirare predatori mentre si naviga. Se generalmente viene utilizzata da grandi imbarcazioni a motore sul kayak assume dei diversi connotati essendo la propulsione legata al vostro movimento. Vengono anche in questo caso installate due canne montate contemporaneamente con esche a diverse profondità per incrementare le possibilità di cattura. I pesci catturabili sono tonni, barracuda e ricciole.

Il bolentino, infine, viene praticato a barca ferma usando una canna da pesca o la lenza a mano. È una disciplina molto variabile e garantisce un po’ di personalizzazione in base al pesce desiderato. Si possono quindi usare esche diverse come calamari, gamberi e sarde per catturare gallinelle di mare, triglie, mormore e orate.

 

 

Modelli di kayak

Per praticare l’attività senza impegno o su specchi d’acqua tranquilli potrete fare affidamento anche su kayak gonfiabili a basso costo, tuttavia se avete intenzione di praticare pesca con il kayak (ecco i migliori modelli) o navigare lungo fiumi impetuosi, potrebbe non essere la soluzione migliore.

Il primo passo è quello, naturalmente, di imparare a utilizzare l’imbarcazione, fate dunque affidamento sulle varie associazioni sul territorio italiano che vi permettono di noleggiare kayak e usufruire di corsi appositi. Solo successivamente potrete decidere di acquistare il vostro kayak personale in base alle esigenze che vi si presenteranno. Quelli dallo scafo rigido, generalmente, sono molto più costosi ma anche più performanti e dureranno molto di più, resistendo a rami e rocce aguzze.

 

 

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