Ultimo aggiornamento: 07.06.20

 

È possibile ricavare capi d’abbigliamento da materiali riciclati? Secondo alcuni esperti la moda sta per prendere una strada decisamente eco-friendly.

 

Vi siete mai chiesti quanto può inquinare una fabbrica di vestiti o di scarpe? Il consumatore spesso acquista senza chiedersi da dove provengono i prodotti, come sono realizzati e soprattutto quale il loro impatto ambientale. Presi dalla vita di tutti i giorni, con le relative gioie e dolori, spesso ignoriamo tutto quello che succede al di fuori del nostro recinto. La cosiddetta ‘comfort zone’ si fa sempre più stretta e accogliente, al punto che diventa davvero difficile uscirne. 

In realtà il recente allarme sui mutamenti climatici meriterebbe qualche attenzione e accortezza in più, sebbene forse il mondo vada troppo veloce per poter essere fermato e cambiato radicalmente. 

Il cambiamento però sta avvenendo, in modo lento e senza farsi troppo sentire in diversi settori. Basta pensare alle macchine elettriche che tra qualche anno saranno all’ordine del giorno, o ai vari sistemi per l’alimentazione che sfruttano i pannelli solari. I settori della moda e dell’abbigliamento ‘casual’ sono molto importanti, infatti si sta cercando di puntare sull’ecologico in modo da ridurre l’impatto ambientale.

 

Il riciclo

Probabilmente nel giro di qualche anno la giacca a vento più venduta sarà completamente prodotta in plastica o altro materiale riciclato. Parlando di plastica, sappiamo tutti che ultimamente questo materiale sta diventando un vero e proprio problema, specialmente per l’ambiente marino. Alcune acque sono completamente invase da oggetti di plastica, buttati inavvertitamente in mare senza alcuna remora. Così vengono ritrovati sulle spiagge cadaveri di balena che una volta ispezionati rivelano chili e chili di plastica ingurgitata insieme al krill. 

Il riciclo è diventato importantissimo, non a caso in molti centri cittadini italiani è stata imposta la raccolta differenziata, eliminando i vecchi bidoni dell’immondizia e sostituendoli con isole ecologiche dove i contenitori sono apribili solo con una tessera magnetica.

 

Abiti riciclati

Ma dove va a finire tutta la plastica riciclata? In alcuni paesi, specialmente in quelli scandinavi, vengono aperti interi negozi o megastore dove è possibile comprare qualsiasi cosa prodotta con materiale riciclato, addirittura laptop o smartphone. In Italia siamo ancora un po’ indietro con il riciclo, sebbene stiamo facendo dei bei passi avanti rispetto a qualche anno fa. 

Nel campo industriale, i materiali riciclati vengono solitamente utilizzati per la produzione di parti per l’industria automobilistica. Ultimamente però anche le aziende di moda hanno cominciato a usare la plastica per produrre vestiti ecosostenibili. In Spagna esiste un’azienda chiamata Ecoalf famosa per la sua produzione di abiti prodotti al 100% con materiale riciclato, portato dagli stessi pescherecci che in mare raccolgono quintali di plastica insieme ai pesci. La produzione va dalle giacche alle scarpe, inoltre non si parla solo di plastica, bensì anche di altri materiali derivati anche dal riciclo dell’organico. Si parla di scarti di caffè utilizzati per colorare i tessuti, oppure di tappi di bottiglia per creare lacci, ma anche copertoni di automobili trasformati in suole di scarpe.

 

Le bottiglie PET

Non tutta la plastica però va bene per il riciclo, infatti sono ricercatissime quelle PET, una sigla presente sulla confezione di alcune bottiglie che si utilizza per indicare plastica con presenza di Polietilentereftalato, un nome abbastanza difficile da ricordare e da pronunciare. Per questo motivo si è deciso di abbreviarlo utilizzando questa sigla. 

Il PET contiene materie derivate dal petrolio greggio, quindi si tratta di una plastica estremamente facile da lavorare per poterla riutilizzare in diversi campi industriali. Oltre alle bottiglie di plastica, il PET si può trovare anche in contenitori alimentari, detergenti e nei vassoi dei cibi precotti. Se volete riciclare bottiglie di plastica PET, vi consigliamo di conservarle in un luogo fresco lontano dalla luce solare e dal calore estremo. 

La plastica PET ha una data di scadenza entro la quale occorre riciclarla, quindi fatelo appena potete in modo da non sprecare il materiale. Grazie ai tessuti nati dal PET sono state create una enorme quantità di giacche, senza tra l’altro diminuire i profitti delle aziende che hanno investito nel riciclo. D’altronde parliamo di capi d’abbigliamento ben realizzati che non hanno niente da invidiare a quelli prodotti con i metodi ‘classici’. 

Anche il mondo dell’alta moda ha cominciato a sfruttare questo materiale, basti pensare ad H&M che nel 2017 ha realizzato dei capi di abbigliamento con tessuti ad alta qualità. Non si è fatta attendere Louis Vuitton che ha iniziato a promuovere una collezione di abiti ecosostenibili grazie all’attrice e attivista Emma Watson, famosa per aver interpretato Hermione Granger nella saga cinematografica di Harry Potter.

 

 

 

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