Ultimo aggiornamento: 15.04.21

Ai giorni nostri non c’è meta o nazione che non si possa raggiungere, la maggior parte in modo estremamente semplice – mettendosi al volante, prendendo un treno o un aereo – alcune con qualche difficoltà in più. In linea di massima, comunque, tutto il mondo è a portata di mano, anzi distante un solo click, quello del mouse nella pagina di una compagnia aerea o di noleggio auto.

 

Ma quanto sappiamo davvero dei Paesi in cui il mondo è suddiviso? E in particolare, che cosa conosciamo dell’origine dei nomi che identificano le varie nazioni? Ecco perché abbiamo voluto toglierci questa curiosità, andando a scoprire il significato dei nomi di tutti gli stati europei, effettuandone la traduzione letterale. Prima di entrare nel merito di quelle più interessanti e particolari, è bene specificare che in diversi casi l’etimologia e l’origine sono incerte, anche perché i nomi sono passati attraverso secoli di storie e dialetti, perciò non è possibile garantirne l’assoluta accuratezza. Resta comunque un esercizio che incuriosisce e che può diventare anche lo spunto per una riflessione. 

 

I nomi più curiosi

Va da sé che non possiamo che cominciare a entrare nel merito delle varie traduzioni con la nostra amata Italia, il cui nome sembra derivi dalla parola “italòi” con cui i greci identificavano la tribù dei Viteli (o Vituli), stanziata nell’attuale Calabria e dedita al culto del vitello (“vitulus” in latino). Ecco perché la traduzione letterale corrisponde ad “abitanti della terra dei vitelli”. Un’ulteriore curiosità storica è che fino al III secolo a.C. il termine indicava esclusivamente la porzione di territori corrispondente alla “punta” del nostro Stivale e solo dopo fu esteso al resto del Paese. Bisogna però evidenziare come non tutti siano concordi con questa etimologia, infatti diversi studiosi ritengono che il termine Italia derivi dalla forma “Diei-talia” o “Diovi-telia” che sarebbe l’equivalente della frase “Il Paese della luce”. Una versione decisamente più romantica. 

Il nome Germania (Deutschland) significa letteralmente “terra del popolo” ma la sua origine è davvero molto incerta, anche perché, fino al 1871, era suddivisa in numerosi stati e tribù. Le prime tracce del termine si hanno attorno al I secolo a.C., quando Giulio Cesare parla della tribù dei Germani, il cui nome potrebbe derivare da “gairm”, ovvero “grido di battaglia” e identificherebbe un popolo particolarmente rumoroso. 

Il nome della nazione dei nostri vicini di casa (Francia) deriva dalla parola latina che identificava la tribù dei Franchi, la cui etimologia può essere fatta risalire a una parola germanica che identificava la lancia e dunque, per estensione, questa popolazione di guerrieri, armati appunto di lance. In numerose lingue la parola “franco” viene utilizzata come sinonimo di “libero”, visto che i Franchi, diversamente dai Galli, non si sottomisero all’Impero Romano. 

La Spagna venne curiosamente chiamata dai Fenici “Î-šəpānîm”, ovvero “isola delle procavie”, curiosi mammiferi che la popolazione mediorientale trovò in grande quantità in quel territorio (anche se in realtà fecero un po’ di confusione perché si trattava di lepri).  

 

Spostiamoci verso Est 

Proseguendo il nostro viaggio virtuale tra le traduzioni dei nomi, troviamo la Bulgaria che prende il nome dal popolo bulgaro, che a sua volta sembra derivi dalla parola turca “bulgha”, che significa “misto”, visto che questa popolazione era un crogiolo di tribù turche e slave. Spostandoci di pochi chilometri troviamo la Croazia, il cui nome potrebbe derivare dalla parola persiana “nomade” o “pastore” ma anche, in una versione più romantica, dalla parola serbo-croata “hrbat”, che significa “cresta montuosa”. 

Decisamente suggestiva l’etimologia della parola “shqipëria” (che è il nome con cui i suoi abitanti chiamano l’Albania) che letteralmente significa “Figli delle Aquile”, dalla parola “shqiponija” che identifica il rapace. Secondo la leggenda sembra che, nell’antichità, gli abitanti di queste terre  venerassero questo animale come una divinità.

Passando alle ex repubbliche sovietiche, la versione ufficiale legata all’origine del nome Lituania identifica il fatto che la nazione abbia un ampio litorale (dal latino “litus”) ma è decisamente da preferire quella legata alle leggende locali, che fa derivare la definizione da “lietus” che, in lingua lituana, significa “pioggia” e, quindi, “luogo piovoso”. Per quanto riguarda l’Ucraina, la derivazione è dalla parola slava “krajina”, letteralmente “terra di confine”. 

In Scandinavia, da segnalare l’origine del nome Norvegia che deriva dall’unione delle parole (in lingua norrena) norðr e vegr, che si possono tradurre come “via settentrionale”, con chiaro riferimento allo sviluppo della nazione in lunghezza verso il Polo Nord. Per quanto riguarda la Danimarca, invece, la parola (che si può tradurre come “marca dei Dani”) è frutto dell’unione del termine germanico “dhen” che significa piatto, con riferimento al territorio pianeggiante e di “mark” che significa “frontiera”. 

Insomma le curiosità sulle origini dei nomi sono davvero tante e spesso la realtà viene ammantata di mito e leggenda, così da rendere le etimologie più suggestive e affascinanti. Adesso, dunque, siete pronti per lasciare la “terra dei vitelli” per un bel viaggio, magari in camper o con la vostra attrezzatura da campeggio, in un “luogo piovoso”, nella “terra dei disboscatori” o “nell’isola delle procavie”. 

 

 

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