Ultimo aggiornamento: 14.12.19

 

Principale vantaggio

La forma delle scarpe è stata perfezionata usando il sistema SensiFit, progettato appositamente per mantenere il piede ben fermo quando si affrontano le discese e i terreni più impervi. In questo modo si potrà avere un buon controllo della propria andatura ed evitare spiacevoli infortuni dovuti a una non corretta aderenza del piede alla suola della scarpa.

 

Principale svantaggio

Non ci sono difetti rilevanti, ma vi invitiamo a stare attenti, in quanto le scarpe da trekking solitamente calzano meglio scegliendo una taglia superiore a quella normale.

 

Verdetto: 9.8/10

Non si trovano tutti i giorni una scarpa da trekking economica, ma allo stesso tempo comoda e performante. Materiali di buona qualità e un design moderno la rendono ideale per lunghe camminate su sentieri impervi o terreni accidentati. La consigliamo a tutte le amanti del trekking e alle principianti in cerca di una calzatura di buona qualità da usare per una gita in campagna, un safari o una semplice passeggiata nella natura.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Stabili

Quando si pratica il trekking l’importante è poter contare su una scarpa stabile in modo da poter affrontare i terreni più impervi con salite e discese. Questo modello di Salomon si distingue per la sua estrema stabilità che consente di utilizzarlo per il trekking più impegnativo. 

La scarpa è stata progettata con il sistema SensiFit, una particolare tecnologia che consente al piede di rimanere quanto più fermo possibile all’interno della scarpa. Una caratteristica da non sottovalutare, dato che nei sentieri in discesa è molto importante poter piantare bene la scarpa sul terreno in modo la propria velocità. Se il piede si muove troppo all’interno, si rischiano distorsioni che possono portare a seri infortuni. 

Tenete conto che si tratta di una scarpa alta, quindi il movimento della caviglia sarà ridotto, per questo il sistema SensiFit si rivela particolarmente ideale. Le più esperte potranno avvalersi della tecnologia Descent Control che permette di affrontare le discese al massimo della velocità, anche su terreni bagnati.

Materiali

Salomon si distingue sul mercato per i materiali di buona qualità utilizzati nel produrre le sue scarpe. Il modello qui recensito si presenta con una fodera in tessuto, mentre il resto è stato prodotto usando materiale sintetico. 

Possiamo dire che si tratta di una scarpa molto resistente, lo testimonia anche il peso leggermente superiore ad altre scarpe da trekking della stessa fascia di prezzo. La pelle rivestita in poliuretano ne aumenta notevolmente la longevità anche se la si utilizza con una certa frequenza. 

La traspirabilità è assicurata dalla struttura rialzata in Gore-Tex, un particolare tessuto sintetico composto da politetrafluoroetilene espanso che oltre a filtrare l’umidità lasciando il piede asciutto, lo protegge dalla pioggia e dall’acqua rendendo la scarpa impermeabile. Questo rende la X Ultra una calzatura adatta per qualsiasi stagione, anche per le estati più calde dell’anno.

 

Protezione

La schiuma in EVA Energycell permette di affrontare i terreni rocciosi più duri, garantendo una protezione completa del piede. Nel contempo la scarpa è in grado di offrire la massima trazione, riducendo lo sforzo fatto nella camminata soprattutto in salita. 

Non manca il parafango protettivo, uno strato in gomma che avvolge la base del piede, proteggendo la punta, il lato mediale e il lato laterale del piede. In questo modo potrete camminare in tutta tranquillità, sapendo di indossare una scarpa in grado di proteggervi da urti contro pietre o altri ostacoli che incontrerete durante le vostre camminate. 

La linguetta copre la tomaia su entrambi i lati, così non vi troverete la scarpa piena di detriti durante nelle discese più ripide. L’ammortizzazione del piede è garantita dalla soletta OrthoLite che allo stesso tempo contribuisce al comfort e alla traspirabilità della scarpa.

 

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Ultimo aggiornamento: 14.12.19

 

Principale vantaggio

Le scarpe risultano molto confortevoli per il piede, ideate proprio per le lunghe passeggiate e escursioni durante i mesi più caldi dell’anno. Per questo sono state realizzate con materiali traspiranti che impediscono all’umidità di ristagnare, eliminando il cattivo odore e risparmiandovi eventuali dermatiti causate dall’eccessiva sudorazione.

 

Principale svantaggio

I materiali non sono molto resistenti, infatti la scarpa potrebbe non reggere a lungo se utilizzata con una certa costanza sui sentieri più impervi. Il grip della suola di qualità discreta non è stato ideato per terreni particolarmente accidentati con presenza di rocce, quanto più per lunghe passeggiate all’aperto. Attenzione anche alla scelta della taglia, le scarpe da trekking solitamente si comprano con una misura in più rispetto alla propria.

 

Verdetto: 9.6/10

Un’ottima soluzione per gli amanti del trekking e per i principianti in cerca di una scarpa pratica ed economica. Il punto di forza sta nella sua estrema comodità e leggerezza che consentono di calzarla subito senza alcun fastidio. Visto il prezzo non aspettatevi materiali di alto livello, si tratta comunque di un buon modello per principianti o da usare l’estate per rilassanti passeggiate su sentieri non troppo impervi.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Design

Queste scarpe da trekking sono state progettate appositamente per l’attività outdoor estiva, lo dimostra il tessuto in mesh che riduce il peso delle scarpe rendendole leggere. La scarpa si presenta con un look spartano ed è disponibile in sole due tinte di colore, quindi è perfetta se preferite le tinte unite ai colori troppo sgargianti. 

La suola Contagrip è uno dei punti di forza del prodotto, si rivela infatti robusta e allo stesso tempo leggera, inoltre aderisce molto bene sul terreno. È stata progettata unendo vari tipi di gomme per offrire buone performance, specialmente durante i mesi più caldi dell’anno. 

Si potranno affrontare diverse tipologie di terreno, ma si consiglia di evitare quelli troppo impervi con forte presenza di rocce in quanto la scarpa è stata progettata più per passeggiate su sentieri facili. Questo la rende particolarmente ideale per i principianti che stanno iniziando a praticare la disciplina.

Confortevoli

Sebbene a livello di materiali non sia la migliore sul mercato, questa scarpa da trekking si difende molto bene grazie all’alto livello di comfort offerto. Comprando la giusta taglia, sarà possibile indossare e usare la scarpa immediatamente, senza avvertire alcun fastidio. 

La suola è una garanzia per la comodità e la traspirazione del piede. Composta con una schiuma particolare e gomma EVA, si rivela allo stesso tempo molto resistente. Per favorire una maggiore aerazione del piede la scarpa è stata creata con una rete aperta, cosa che permette di utilizzarla anche nelle giornate di caldo afoso, senza preoccuparsi dell’umidità e di eventuali dermatiti causate dal sudore.

 

Performance

Da questo punto di vista la scarpa si attesta su livelli medi, con puntale e tallone rinforzati per garantire una maggiore protezione delle dita. Il sistema anti fango consente di camminare anche su terreni bagnati dalla pioggia, mentre i tacchetti profondi consentono di avere un buon controllo sulle salite e sulle discese. In questo modo sarà possibile usarla in diverse occasioni, Non è adatta alle camminate più impegnative, ma si presta molto bene per passeggiate di allenamento o per percorsi medi.

 

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Ultimo aggiornamento: 14.12.19

 

Principale vantaggio

Il look della scarpa da trekking vi colpirà, specialmente se siete amanti dell’estetica e la cercate anche nel vostro equipaggiamento. I dettagli del design non solo la rendono piacevole alla vista, ma anche molto comoda da indossare. La chiusura stringata risulta molto pratica, inoltre i materiali sintetici sono morbidi e confortevoli per il piede, permettendovi di sfidare i sentieri più impervi con sicurezza. La membrana interna in Gore-Tex può resistere alle intemperie, così potrete usare le scarpe anche in condizioni meteo poco favorevoli e superare acquitrini o pozzanghere senza problemi.

 

Principale svantaggio

Come tutte le scarpe vendute online, anche questa dispone di diverse taglie che potrete selezionare dalla pagina del prodotto. Questo implica che dovrete scegliere con attenzione, calcolando che solitamente i modelli per il trekking calzano più stretto, quindi è consigliabile puntare su una taglia di un numero più grande.

 

Verdetto: 9.6/10

Non ci troviamo di fronte alle migliori scarpe da trekking dell’anno, ma il rapporto qualità-prezzo di questo modello ci ha convinto pienamente. Nonostante il costo basso, è una scarpa prodotta con ottimi materiali sintetici, comoda e soprattutto performante grazie al grip della suola stabile e preciso. La consigliamo agli amanti del trekking in cerca di un paio di scarpe confortevoli e impermeabili, attenzione solamente alla scelta della taglia. Il modello Ultra Raptor è stato pensato principalmente per utenti di sesso maschile.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Design

Elegante e comoda, questa scarpa si presenta nel migliore dei modi. Si tratta di un modello basso che lascia libera la caviglia, in modo da favorire movimenti più agili del piede e della gamba. Il design pieno di dettagli e zigrinature la rende particolarmente piacevole da vedere, una buona soluzione per chi non vuole rinunciare all’estetica anche nello sport. 

Colpisce l’insieme di colori e il dettaglio della suola e dei lacci stringati che creano un intreccio graffiante e accattivante. La fascia di rinforzo in microfibra con spalmatura anti-abrasione la protegge da graffi e urti. da Il ‘look’ della scarpa magari è un po’ troppo ‘maschile’, ma sono disponibili diversi colori dello stesso modello, in modo da poter accontentare tutti i gusti.

Materiali

All’esterno e all’interno, la Ultra Raptor è stata creata prevalentemente usando materiale sintetico, sebbene una parte della membrana interna sia in Gore-Tex. In generale la calzatura risulta molto resistente, comoda e confortevole, grazie anche alla tecnologia Vibram capace di ammortizzare ogni passo in modo da alleviare parzialmente la fatica quando si affrontano i sentieri più impervi. 

Oltretutto, la scarpa è molto leggera e traspirante, così non si stresseranno troppo i piedi e si eviteranno fastidiose dermatiti causate dal sudore. Il Gore-Tex conferisce al modello una buona impermeabilità, quindi potrete usarle anche in condizioni meteo sfavorevoli e attraversare percorsi che prevedono pozzanghere o acquitrini. 

Per quanto riguarda i dettagli tecnici, oltre al Gore-Tex troviamo l’intersuola in MEMIex ammortizzante, la suola con Impact Brake System e puntalino anti urto che permette sia di proteggere la punta del piede, sia di avere una maggiore manovrabilità nei movimenti. Per le discese potrete avvalervi del tacco pronunciato Trail Bite che vi aiuta a frenare lungo i sentieri più impervi.

 

Taglia

Sono disponibili moltissime taglie, anche le mezze misure che solitamente non si trovano spesso ne online e ne nei negozi di scarpe. Per la scelta della taglia vi consigliamo di valutare se è il caso di optare per un numero in più rispetto alla vostra normale. 

Le scarpe da trekking solitamente sono più strette di quelle da passeggio, quindi potreste trovarle un po’ scomode se optate per il vostro numero esatto. Con la giusta taglia potrete iniziare a usare la scarpa immediatamente, dato che risulterà comoda dalla prima camminata. Così non dovrete ‘provarla’ e tornare a casa con i soliti dolori sul tallone, tipici delle scarpe nuove.

 

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Ultimo aggiornamento: 14.12.19

 

 

Principale vantaggio

Si tratta di un barbecue elettrico senza fumo estremamente versatile e pratico. È dotato di due bruciatori in acciaio inox che possono arrivare fino a 10 Kw di potenza che sarà possibile regolare con una pratica manopola, al fine di poter cucinare diverse pietanze che richiedono una cottura diversa. Sul ripiano laterale si troverà un pratico fornello da 2,8 Kw, molto utile per preparare contorni mentre si sta grigliando, oppure per mettere l’acqua della pasta a bollire. Troverete anche un ripiano dove poggiare piatti o utensili per poterne usufruire immediatamente.

 

Principale svantaggio

I materiali lasciano molto a desiderare in quanto non danno la sensazione di poter resistere a lungo nel tempo, specialmente se si utilizza il barbecue con una certa frequenza. Il problema sta nella fragilità dei vari componenti che durante il montaggio si possono rompere facilmente se non si presta attenzione. Lo stesso montaggio non è affatto semplice, d’altronde basta guardare il design del barbecue per capire che si dovrà sudare parecchio al fine di mettere insieme tutti i pezzi correttamente. È consigliabile farsi aiutare da almeno un’altra persona e avere a disposizione tutti gli attrezzi necessari per facilitare il compito.

 

Verdetto: 9.4 / 10

A causa dei materiali poco resistenti e del montaggio eccessivamente complicato, non possiamo ritenere questo barbecue elettrico il migliore sulla piazza. Merita comunque un punteggio alto per l’alta versatilità garantita dai bruciatori con potenza regolabile e dal fornello laterale. Il peso leggero del modello vi consente di spostarlo agevolmente, sebbene le dimensioni molto ampie sono poco adatte ad un balcone o ad un piccolo giardino. In conclusione possiamo consigliare il barbecue a chi dispone di un budget limitato, ma non vuole privarsi del piacere di fare una bella grigliata con familiari e amici.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Pratico

Da un barbecue elettrico ci si aspettano buone performance e su questo il modello di Sochef non delude affatto le aspettative. La griglia è dotata di bruciatori in acciaio inox che arrivano ad una potenza massima di ben 10 Kw che si può regolare grazie alla pratica manopola di controllo. In questo modo potrete cucinare diverse pietanze, portando il barbecue alla temperatura di cottura ideale. 

Oltre alla griglia con i bruciatori, il modello è dotato di un fornello laterale sul quale sarà possibile posizionare una pentola o una padella per preparare pasta e contorni. Si tratta di una trovata molto gradita, in quanto vi permette di gestire la preparazione del pranzo o della cena usando solo il barbecue, senza dovervi spostare in cucina. Sull’altro ripiano sarà possibile poggiare utensili per la cucina, mentre nel cestello portaoggetti si potranno mettere i vari condimenti.

Design

Le dimensioni del barbecue sono abbastanza ingombranti. Questo lo rende poco adatto ad un balcone o giardino di piccole dimensioni, mentre se disponete del giusto spazio non mancherà di farvi fare un figurone con gli ospiti. Dei due ripiani laterali, quello del portaoggetti è pieghevole, quindi si potrà risparmiare un po’ di spazio. 

Grazie al pratico coperchio potrete cucinare con più rapidità le vostre pietanze e cuocerle in modo ottimale, inoltre non spargerete il fumo per l’ambiente. Per quanto riguarda il peso, ci troviamo davanti ad un modello molto leggero e facile da trasportare grazie alle rotelle, quindi basterà sollevarlo leggermente da terra e farlo scorrere sul terreno.

 

Materiali

Sono il tallone d’Achille del Souchef e gli fanno perdere qualche punto. I vari componenti risultano molto fragili e non danno l’idea di essere particolarmente longevi. Se avete intenzione di usare il barbecue in modo intensivo, dovrete fare molta attenzione e usarlo con una certa cura, al fine di farlo durare più a lungo nel tempo. 

La scarsa qualità dei materiali si riflette soprattutto sulla fase di montaggio, in quanto se viene fatta in fretta e senza le dovute accortezze c’è il rischio di rompere i componenti ancora prima di poter utilizzare il barbecue. 

Il montaggio inoltre risulta particolarmente complicato, infatti se non siete particolarmente esperti può essere saggio farsi aiutare almeno da un’altra persona. Tenete pronti cacciaviti, brugole e avvitatori in modo da poter eseguire il montaggio correttamente.

 

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Ultimo aggiornamento: 14.12.19

 

Esistono diverse soluzioni da adottare quando siete in campeggio e la vostra tenda si sporca oppure avete bisogno di scaldarla. Scopritele in questo articolo.

 

Ogni campeggiatore che si rispetti utilizza in primis la tenda, per cui giungerà prima o poi a quel momento della propria vita in cui avrà bisogno di lavarla e impermeabilizzarla. Certo, detto così sembrano tutte operazioni facili, ma in realtà c’è bisogno di attenzione, perché la tenda da campeggio è paradossalmente tanto resistente quanto fragile, soprattutto all’azione corrosiva di certi prodotti. 

Più in basso scoprirete il perché è importante eseguire queste operazioni, come farlo e, in più, anche come scaldare l’ambiente durante le notti più fredde.

 

Come scegliere una tenda?

Può capitare che ci si accorga di avere in cantina una vecchia tenda da campeggio: ritorna così in mente l’idea di voler fare una gita fuori porta e sfruttarla nuovamente. Tuttavia, a meno che non ci siano elementi evidenti da notare subito, può capitare che proprio durante il campeggio si verifichino alcuni problemi dovuti al tempo, alla polvere o a qualche strappo sul telaio. 

Per evitare situazioni spiacevoli allora la soluzione è quella di acquistarne una nuova tra le diverse tende da campeggio vendute online. Il suggerimento per scegliere la migliore è quello di dover innanzitutto capire in che condizione sarà utilizzata, quindi se avete bisogno di alcune caratteristiche tecniche come la resistenza al vento. 

 

 

Quando lavarla e perché

Può sembrare strano, ma anche la tenda da campeggio (i migliori modelli) deve essere lavata, soprattutto se la si utilizza in ambienti polverosi o se ha piovuto molto. Una tenda pulita resiste anche più a lungo, ecco perché una buona consuetudine è quella di lavarla ogni volta che la si utilizza, evitando che l’eventuale polvere o sporcizia depositata possa corrodere la superficie. 

Chiaramente, se la si utilizza poco, la frequenza di lavaggio si può abbassare anche a una volta l’anno, ma solo per essere sicuri ed evitare che l’entrata di eventuale acqua dia il via libera alla formazione di umidità e quindi, nei casi peggiori, di muffe fastidiose. 

Con questi piccoli accorgimenti, durerà più a lungo e non riscontrerete problemi di salute di nessun genere, nemmeno dopo un’intera stagione all’aperto.

 

Due semplici mosse per averla pulita

Per fare in modo che il lavaggio sia più efficace, è consigliabile dividerlo in due momenti distinti. Se siete stati in vacanza per diverso tempo, prima di ritornare e quindi di chiuderla, ritagliatevi un attimo per togliere il grosso. 

Smontatela e con un panno umido e dell’aceto pulite le parti metalliche, poi passate agli interni, avendo cura di eliminare la polvere, le briciole, gli insetti, le foglie e tutto quello che può esserci entrato.

Una volta essersi assicurati che dentro è pulita, è il momento della parte esterna, ovvero la più delicata, perché si rischia di rompere o forare il tessuto. Con una spazzola a setole leggere date una passata prestando particolare attenzione allo sporco persistente, e nel frattempo continuate a smontare ogni parte fino a piegarla, lasciandola quanto più pulita possibile.

Il secondo momento è quando si arriva finalmente a casa ed è giunta l’ora di fare il lavaggio vero e proprio. Rimontate la tenda in giardino o in uno spazio abbastanza largo, ripassate la spazzola, per essere sicuri di eliminare qualsiasi sporcizia più grossolana, e poi passate all’acqua e al sapone. 

Quest’ultimo è importante che sia neutro, perché deve essere diluito nel secchio d’acqua in cui dovrete immergere un panno, con cui passerete le pareti interne ed esterne della tenda per poi sciacquare con una pompa e lasciar asciugare all’aria aperta. 

 

Perché è importante impermeabilizzare la tenda da campeggio e come farlo

D’altro canto, rendere impermeabile una tenda, vi permette di evitare l’entrata dell’acqua durante eventuali piogge, quindi anche di impedire, di riflesso, che il telo si rovini e che quindi il prodotto non sia più utilizzabile. 

Per questa operazione ci sono due scuole di pensiero: una che indica l’utilizzo di prodotti chimici e un’altra che esorta invece a servirsi di tendoni. A nostro avviso, entrambe le soluzioni possono essere vincenti, sebbene ci siano sempre pro e contro da tenere in considerazione. 

Il vantaggio di utilizzare, ad esempio, un prodotto chimico come lo spray, è quello di poterlo portare sempre con sé senza che occupi tanto spazio in borsa, a differenza dell’impiego di un tendone, che invece necessita di uno scomparto apposito. 

Ciò nonostante, il metodo più in voga e utilizzato dai professionisti è proprio quest’ultimo, che consiste semplicemente nel posizionare e agganciare ai paletti un telo impermeabile, in grado di coprire tutta la superficie della tenda.

 

 

Scaldare la tenda da campeggio

Quando si è in casa, è semplice ripararsi dal freddo delle notti invernali, ma quando si è in campeggio e quindi all’aperto, l’unico metodo è quello di isolare e scaldare la tenda, per cercare di ritrovare quel comfort casalingo.

Innanzitutto, la prima cosa da fare è quella di isolare la tenda dal terreno: per riuscirci basta posizionare un telone impermeabile sotto la tenda, in modo che l’umidità non raggiunga l’interno e poi passare agli step successivi.

Molti alpinisti utilizzano i classici fornelletti da campeggio per scaldarla; li posizionano all’interno e accendendo la fiamma. Tuttavia è un’operazione altamente rischiosa e se possibile da evitare, poiché la combustione avviene in una camera chiusa, quindi se da un lato la tenda si scalda velocemente, dall’altro c’è bisogno di avere gli occhi sempre aperti e la mente reattiva.

C’è anche da ricordarsi che potrebbe formarsi della condensa interna, perciò se la tenda non è provvista di zone per il passaggio dell’aria, questo metodo è da scartare a prescindere, perché l’accumulo d’acqua durante la notte la renderebbe gelida, trasformando l’interno in un frigorifero.

Per sopperire all’impossibilità di sfruttare il fornellino, potete optare per lo scaldino, che offre un sollievo temporaneo, ma che necessita di una presa di corrente. Questi apparecchi possono scaldare le mani e i piedi, alzando quindi la temperatura corporea, ma è importante non tenerli a stretto contatto con le parti del corpo, altrimenti potreste ustionarvi.

 

 

Ultimo aggiornamento: 14.12.19

 

Uno dei requisiti fondamentali per trascorrere una bella vacanza in campeggio, è quello di saper montare la tenda. Vediamo insieme i passaggi necessari.

 

Chi sceglie di passare il tempo libero in campeggio ama il contatto con la natura, perciò trova rilassante immergersi completamente in quella che viene chiamata “esperienza ecologica rigenerante”. In questo genere di occasioni, le avventure spesso e volentieri non mancano,  ma per tanti può essere la prima volta. 

Quindi, se non avete mai sperimentato l’apertura e il montaggio di una tenda, niente paura, perché nei paragrafi successivi vi forniremo i giusti consigli per riuscirci nel migliore dei modi e senza troppi giri di parole.

 

Prima di partire

Finalmente è arrivato il giorno tanto desiderato, le vacanze vi lasciano più spazio per rigenerarvi, eppure questa volta volete scegliere un posto diverso, magari più isolato. In Italia ci sono campeggi che vi possono offrire quanto cercate, sebbene la maggior parte di quelli presenti sul territorio sono più adatti a comitive, ma per fortuna non mancano anche altre offerte.

Perciò, prima di partire, scegliete innanzitutto il luogo in cui andrete a sostare. Questo vi servirà sia in fase di acquisto, per scegliere la migliore tenda da campeggio, sia per prepararvi l’attrezzatura necessaria alla sopravvivenza, l’igiene intima, la sicurezza e così via.

 

 

In base alla destinazione

Ogni campeggio è diverso dall’altro, perché offre soluzioni più o meno comode per poter passare del tempo di qualità, fosse anche solo per due giorni. Quando siete in negozio oppure online e dovete scegliere l’attrezzatura per il soggiorno fuori porta, considerate il tipo di meta.

Per esempio, se avete intenzione di recarvi in montagna, munitevi di scarponi adatti tanto per il trekking, quanto per riposare i piedi durante la notte. Se avete invece intenzione di andare in zone più marittime, valutate l’acquisto di attrezzatura che sia adatta all’aria salmastra, quindi che sia resistente alla ruggine.

 

Qualche accorgimento

A prescindere dalla destinazione, quando tornerete a casa, anche la tenda da campeggio si deve lavare. A tal proposito è buona norma acquistarne una già impermeabilizzata, ma se non riuscite a trovarla in commercio, si può ancora correre ai ripari, perché serviranno solamente dei teli di plastica con cui coprire la tenda durante la permanenza.

In più, quando lo spazio a disposizione diminuisce per la quantità di oggetti da portare con sé, per gestirlo meglio ed evitare che si rovinino e sporchino, vi suggeriamo di dividere gli accessori come i vestiti nello zaino.

Per quanto riguarda le scarpe, è sempre meglio tenerle lontano, ma non fuori la tenda, perché se ne avete un solo paio potrebbero bagnarsi, rischiando così di non poterle utilizzare.

I campeggiatori professionisti consigliano di lasciarle vicino l’entrata affinchè siano sempre sott’occhio, al contrario di sedie ed eventuali tavolini, che invece andranno messi rigorosamente fuori dalla tenda.

 

Strumenti utili

Prima di vedere, passo dopo passo, come montare una tenda da campeggio, è necessario riunire tutti gli elementi a disposizione nella scatola, e fare un elenco di quelli che potrebbero essere utili e che vi consigliamo di acquistare.

Molto probabilmente, nella confezione troverete i tiranti e i picchetti, che vi serviranno per fissare la tenda al suolo spiegando il telaio. A questo dovete aggiungere: un telo largo da stendere al di sotto, dei tiranti e dei picchetti di riserva, ma anche dei pali per rinforzare il sostentamento e un martello per fissare e stabilizzare i picchetti nel terreno.

 

Primo passo: capire dove posizionarsi

Avete tutto pronto e sotto mano? Ora resta solamente da accertarsi del meteo, quindi capire l’eventuale velocità del vento, se sono previste piogge torrenziali oppure tempeste vere e proprie. 

Una tenda può essere posizionata ovunque ma scegliete comunque con cura il luogo, di modo che non ci siano problemi nel montaggio e nello smontaggio, in particolar modo durante la notte. Cercate anche un terreno in pendenza, così vi sarà più facile evitare di entrare in contatto con l’acqua nel caso di pioggia.

Evitate posti in prossimità degli alberi, perché durante una tempesta potrebbero attirare i fulmini e, sebbene l’ombra durante il giorno sia piacevole, la resina tende a rovinare lo strato impermeabilizzato della tenda.

 

Secondo passo: stendere il telo e spiegare la tenda

Adesso è arrivato finalmente il momento del montaggio, quindi rimboccatevi le maniche e abbiate un po’ di pazienza. Prendete prima di tutto il telo da stendere sotto la tenda, e posizionatelo sul terreno su cui avete intenzione di dormire, perché farà da base impermeabile alla struttura, creando uno spessore che vi ripara dall’umidità del terreno durante la notte.

Dopodiché scegliete l’orientamento della tenda, quindi, per avere maggiore privacy e più tranquillità, evitate di posizionare l’entrata rivolta verso la strada o verso altre tende del campeggio. Ora potete passare al montaggio della struttura, aprendo la tenda e inserendo nelle asole della parte superiore le bacchette che faranno da sostegno. 

Fate in modo che si trovino nei due angoli opposti, formando sul terreno l’immagine di un quadrato. Quindi bloccatele nell’occhiello che è spesso presente a ogni angolo e, per avere maggiore stabilità, fate dei nodi tra le due bacchette. 

A questo punto lo scheletro della tenda è pronto per essere posizionato e fissato sul terreno, ma prima di farlo dovrete coprire la struttura con il telo esterno, che è presente nella confezione, avendo cura di far combaciare le aree di apertura e areazione.

 

 

Terzo passo: fissare i picchetti

Poiché la struttura l’avete appena terminata di montare, il gioco è quasi fatto. L’unica cosa che manca è fissare la tenda al terreno e renderla stabile con l’ausilio dei picchetti, dei tiranti e del martello.

Prendete i quattro picchetti e i tiranti e accoppiateli, quindi legateli alle asole, poste alle estremità della base della tenda, e tirate il telaio in modo tale che sia più teso possibile, ma senza esagerare. 

Poi, con l’ausilio del martello, fissate i picchetti in modo alternato, perciò date un colpo a uno, poi all’altro e così via, in modo da essere veloci ed evitare che la tenda si rovesci se ci sono folate di vento più forti.

 

 

Ultimo aggiornamento: 14.12.19

 

Non tutti amano le vacanze in tenda e in campeggio, ma ci sono modi diversi per passare il tempo. Ecco alcuni giochi e attività interessanti.

 

Ognuno è fatto a modo proprio: per questa ragione può succedere spesso che le scelte di uno non vadano bene per un altro. Talvolta capita, soprattutto in famiglia, che si organizzino uscite fuori porta, come il campeggio, per fare qualcosa di diverso, vivere un’esperienza poco ordinaria, ma ciò può non è essere piacevole per tutti.

Per sopperire a queste occasioni, abbiamo raccolto nove giochi e attività da fare in compagnia, per ingannare il tempo, e che convinceranno anche i più titubanti.

 

Organizzate i pasti in maniera divertente

Il primo gioco e suggerimento che vogliamo darvi è quello di organizzare il momento dei pasti in modo che sia facile socializzare anche con altri campeggiatori. Valutate anche l’idea di programmare per ogni giorno di permanenza un tema principale, da prendere come esempio e con cui preparare pietanze prelibate. 

Quindi impersonate il ruolo di un giudice, stabilendo chi è riuscito a rappresentare il tema del giorno in maniera più fedele. In caso di grigliate, quindi del classico cibo da campeggio, fate un lavoro di gruppo, dividetevi e scegliete chi deve fare cosa, per poi decretare chi ha vinto. 

 

 

Create una storia da vivere come un’avventura

Se si tratta della prima esperienza, perciò optate per pochi giorni e il tempo a disposizione è di appena un weekend, cogliete questa opportunità per creare, insieme ai vostri compagni, un’avventura.

Un’idea potrebbe essere quella di sviluppare qualche tema che vi riunisca in queste due giornate e che possa portarvi a sviluppare fantasia e senso di avventura. Sempre nel rispetto delle regole, vivete questa esperienza come un’esperienza straordinaria da cui attingere, magari scoprendo il giusto modo per affrontare il tedio, passando il tempo con lo spirito giusto.

 

Scegliete una tenda capiente e abbellitela

Se ancora dovete acquistare un prodotto nel quale sostare, allora optate per uno che sia abbastanza grande da poter essere abbellito al suo interno. In commercio, di solito, la tenda da campeggio più venduta è anche quella migliore per quasi tutte le occasioni, in modo che risulti capiente, spaziosa ma non gigantesca e ingombrante. 

Quindi addobbatela con luci, create una sorta di caverna solo vostra con dei libri, magari dei cuscini: così facendo vi risulteranno meno difficili quei giorni di campeggio. Potrete, per esempio, ospitare i vostri amici e passare del tempo di qualità mentre fuori piove.

 

Caccia al tesoro!

Se avete tanta fantasia e il tempo di organizzarvi non vi manca, allora la caccia al tesoro è ciò che fa per voi. La programmazione di tutto l’iter può essere più facile se già conoscete quelle zone, ma ciò che vogliamo suggerirvi è qualcosa che va oltre il classico “trova l’oggetto che ho nascosto”.

Si tratta di creare dei personaggi e una storia che sarà interpretata dai componenti della famiglia o della vostra comitiva. Potreste mettere in scena la storia di un libro che avete letto, oppure della vostra serie tv preferita.

 

Costruire con le pietre

Un’altra idea è quella di andare alla ricerca delle pietre più particolari e iniziare a creare dei disegni sul terreno, oppure cercare di metterle in equilibrio in stile zen. Farlo vi porterà via un po’ di tempo, ma la soddisfazione finale potrebbe valere il doppio, perché sarete riusciti a creare una pila in equilibrio fatta solo di pietre. 

Questo schema necessita di particolare pazienza, ma potreste comunque optare di fare gli artisti e costruire e disegnare come si fa con la sabbia, anche se state cercando una pratica rilassante.

 

Fare gli influencer 

Il nuovo mestiere dei giorni nostri è l’influencer: si tratta di una persona celebre sul web che condivide storie e crea contenuti che spesso e volentieri lo riguardano. Allora perché non fare lo stesso, ma in famiglia? Fate foto, video e documentate tutto quello che state facendo, che avete sperato ci fosse e quello che vorreste fare. 

In questo modo al termine dell’esperienza, ciò che avete registrato strapperà un sorriso a voi e a chi vi conosce, grazie alla simpatia di quelle scene che magari sul momento apparivano consone e noiose.

 

Prove di birdwatching ed escursionismo

Un campeggio che si rispetti e che è immerso nella natura deve avere un gruppo di escursione sui monti, colli o altre zone. Approfittatene per fare un po’ di birdwatching, portandovi dietro un binocolo con cui cercare gli uccelli più particolari e rari.

Potreste scoprire che il posto in cui state campeggiando è ricco di animali liberi che in città non potreste mai incontrare. Ancora meglio se avete con voi una macchina fotografica, perché così potete immortalare per sempre quell’attimo.

 

Raccontare storie avventurose 

Arriva la sera e finalmente è giunto il momento di accendere il fuoco. Proprio come nei classici film americani, radunatevi tutt’attorno e mentre arrostite un po’ di marshmallow, raccontate la storia più particolare che avete mai sentito. 

Abbandonate per un attimo la tecnologia e vivete quel momento con la vostra immaginazione mentre ascoltate un po’ di musica, leggete un buon libro o scambiate opinioni con i vostri amici o parenti.  

 

 

Giochi in scatola o di carte

Il gioco in scatola ha sempre riunito e diviso tutti, ma non per cause particolarmente serie, piuttosto perché si mette in mezzo la fortuna del principiante. Ciò nonostante è un modo divertente di passare il tempo e di tenere occupati anche i bambini, trascorrendo più tempo con loro. 

Se avete poco spazio per portarli con voi, una soluzione potrebbe essere quella di incastrarli nel portabagagli. Se questa manovra vi risulta troppo difficile, andrà bene anche un mazzo di carte, perché occuperà meno spazio.

 

 

Ultimo aggiornamento: 14.12.19

 

Vogliamo oggi analizzare le caratteristiche di un oggetto molto utile in estate e durante i viaggi più lunghi, il mini frigo.

 

Se una volta l’idea di bere un buon bicchiere d’acqua fresca durante i lunghi viaggi in macchina o durante una calda giornata al mare era solo un miraggio, con le nuove tecnologie diventa possibile. Vari sistemi messi in gioco da aziende di elettrodomestici e non solo infatti, propongono modelli di mini frigo sempre nuovi. 

Il funzionamento di questi oggetti appare misterioso e in effetti non sempre si rivela particolarmente intuitivo. Ciò che importa è che riesca ad accompagnarci nelle giornate più calde in maniera facile da usare e molto efficace. Vediamo quindi i vari funzionamenti proposti dal mercato, facendo luce anche sul consumo medio di ciascun modello.

 

Il raffreddamento classico statico

Come abbiamo già accennato, ogni mini frigo lavora in modo diverso: ci sono infatti varie tipologie di funzionamento che cambiano anche in base a efficacia e consumo. Il primo tipo che vogliamo descrivere è il raffreddamento classico statico: si tratta di un metodo usato anche all’interno di frigoriferi elettrici ed è quindi il sistema tradizionale, presente nelle nostre cucine già da diversi decenni. 

Si compone di un circuito che serve a raffreddare l’aria e che possiede la classica forma a serpentina: all’interno di questa viene messo un gas apposito e il tutto viene inserito all’interno delle pareti del frigo stesso, rivestite di una lastra sottile realizzata solitamente in metallo, che funge da isolante termico.

Al momento dell’accensione, il raffreddamento del circuito avviene grazie a un compressore che è in grado di spingere il gas all’interno della serpentina. La temperatura interna del frigo è regolabile tramite una manopola collegata a un termostato, in modo che possiate scegliere voi quella che più ritenete adatta alla conservazione dei vostri cibi.

Una volta fissata tale temperatura, il compressore si ferma per poi riprendere a funzionare quando la temperatura si alza nuovamente, ossia quando si tiene la porta aperta per troppo tempo.

In questi modelli si è soliti osservare un sottile strato di ghiaccio sulle pareti: quando la temperatura si innalza però, il ghiaccio si scioglie e l’acqua prodotta confluisce in una vaschetta posta sopra al compressore. Tale vaschetta poi si svuota automaticamente, poiché l’acqua generalmente evapora per via del calore emanato dal compressore.

 

 

Il raffreddamento ventilato

Il secondo sistema che vogliamo illustrare e che caratterizza molti modelli di mini frigorifero è quello ventilato. Il meccanismo è analogo a quello statico appena illustrato, ossia è analoga la presenza di un circuito e del gas di raffreddamento. Stavolta però è presente una ventola aggiuntiva, pensata per distribuire l’aria fredda in maniera decisamente più uniforme all’interno del frigo.

Si tratta di un particolare da non sottovalutare in caso di grande quantità di cibo, perché è importante poter garantire la giusta dose di freschezza a ogni vano.

 

Il raffreddamento no-frost

Un ultimo metodo che vogliamo illustrare è quello del raffreddamento no-frost: si tratta di un sistema che evita la formazione di ghiaccio sulle pareti e che quindi rende più facile, o previene del tutto, la fase di sbrinamento.

In questo caso la temperatura interna del frigo si abbassa grazie a una fitta rete di canalizzazioni, nelle quali passa l’aria fredda in modo per così dire forzato, ossia grazie alla presenza di meccanismi elettrici ed elettronici complessi.

 

Il consumo

Sebbene non sia sempre facile spiegare come funzionano queste tipologie di oggetti, è importante sottolineare che si tratta di sistemi molto diversi, anche dal punto di vista del consumo energetico.

Per quanto riguarda il primo sistema, quello definito tradizionale, sappiamo che è utilizzato ormai da molti anni; nonostante questo però, il suo funzionamento è lievemente cambiato, perché è cambiato il gas utilizzato all’interno della serpentina. 

Studi successivi infatti hanno dimostrato che lo smaltimento del frigorifero comportava conseguenze molto gravi sull’ambiente dal punto di vista inquinante. La tecnologia ha dunque provveduto alla sostituzione di tali gas con l’ammoniaca.

 

 

I fattori che influenzano il diverso consumo energetico di un frigo o di un mini frigo sono essenzialmente tre: le dimensioni, la capacità di raffreddamento e la stabilità della temperatura.

Ovviamente, un frigo di grandi dimensioni tenderà a consumare più di un mini frigo, poiché è maggiore il volume di aria da raffreddare. La capacità di raffreddamento è un altro fattore da tenere in considerazione: un modello che ottimizza i consumi è certamente in grado di agire sugli alimenti più rapidamente.

La stabilità della temperatura infine è il fattore che indica la capacità del frigo di mantenere allo stesso valore la temperatura interna, anche se le condizioni climatiche esterne dovessero variare. Per questo è importante posizionare il frigo lontano da eventuali fonti di calore come finestre o forni.

Non è facile dare un vero e proprio valore al consumo di un frigorifero: sappiamo però che un ottimo mini frigo deve poter garantire dei buoni standard senza però gravare troppo sulla bolletta.

Poiché inoltre abbiamo già sottolineato l’importanza delle dimensioni, per quanto riguarda il suo consumo, c’è da aggiungere che, necessariamente, questo è molto minore di un normale frigorifero di uso casalingo. Gli standard sul mercato al momento sono di 450 kWh all’anno e tali valori sono migliori all’aumentare delle classi energetiche. 

Attualmente la migliore è la A+++ e al giorno d’oggi in commercio sono presenti elettrodomestici appartenenti alle prime tre categorie, poiché i vecchi macchinari, più dispendiosi e energeticamente meno validi, hanno pian piano lasciato il posto a tecnologie migliori.

Come avete visto quindi, il funzionamento dei mini frigoriferi è analogo a quello dei normali elettrodomestici di uso casalingo. Sta a voi decidere quale pensate sia il migliore per voi, valutando le varie opzioni e confrontandovi con chi ne ha già fatto uso. 

Il consumo di questa tipologia di apparecchi è certamente vantaggioso e non grava particolarmente sulle tasche e sull’ambiente: un acquisto di questo tipo quindi, se necessario, è un ottimo modo per avere bevande fresche sempre con sé o per rendere ancora più completo l’arredamento di una stanza degli ospiti o di qualsiasi altro locale. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 14.12.19

 

Con la guida di oggi vogliamo mettere in chiaro la procedura corretta per la pulizia profonda e accurata del frigorifero.

 

Il frigorifero è uno degli strumenti più utili all’interno di ogni cucina: consente di poter conservare cibi e bevande in maniera del tutto sicura, evitando in questo modo spiacevoli sprechi. I modelli più recenti posseggono anche numerosi altri accessori che rendono il tutto più semplice, ma necessitano di attenzioni particolari in termini di manutenzione. 

Come ogni elettrodomestico infatti, anche il frigorifero ha bisogno di essere pulito e soprattutto sbrinato con cura, in modo da potergli garantire una vita lunga e in modo che possiate usufruirne sempre senza problemi. 

Con la guida di oggi vogliamo analizzare queste procedure, facendo chiarezza sulla cadenza temporale da rispettare e sui prodotti più adatti da utilizzare. Proporremo prodotti di uso comune e che sicuramente avete in casa, così da rendere il tutto ancora più semplice.

 

Sbrinare e pulire

Sebbene possa sembrare che questi due termini abbiano lo stesso significato, in fatto di frigoriferi, in realtà è importante precisare che si tratta di due operazioni molto diverse e da effettuare in momenti differenti della vita del vostro elettrodomestico.

Lo sbrinamento consiste nel far sciogliere la grande quantità di ghiaccio che si è irrimediabilmente creata a seguito del suo utilizzo: questa operazione può essere evitata qualora il vostro frigo presenti la tecnologia no-frost, che impedisce proprio la formazione di blocchi di ghiaccio. Anche in questo caso comunque è necessario provvedere al suo scongelamento: vedremo nel paragrafo successivo come fare.

Se questo tipo di procedura avviene in circostanze particolari, al bisogno o prima di un viaggio, il discorso cambia per quanto riguarda la pulizia. Essendo un luogo destinato alla conservazione di cibo, è importante che questo sia tenuto sempre ben pulito, in modo da evitare la formazione di muffe o di cattivi odori. 

Per questo si tratta di un’operazione da effettuare piuttosto di frequente, vedremo successivamente come nel dettaglio.

 

 

Lo sbrinamento

Come abbiamo detto quindi, i frigoriferi si dividono tra coloro che presentano il sistema no-frost e coloro che invece hanno ancora il vecchio funzionamento. Per la prima tipologia quindi, non dovrete preoccuparvi della rimozione dei blocchi di ghiaccio, per cui non c’è una cadenza specifica con cui procedere. 

Può accadere però che decidiate di partire per un viaggio e che quindi abbiate la necessità di svuotare e staccare il frigo, cosa che consigliamo sempre di fare per evitare inutili sprechi.

In questo caso staccare la spina non basta, perché il vostro elettrodomestico rilascerà in automatico una grande quantità di acqua.

Quello che dovete fare però è occuparvi della raccolta dell’acqua: solitamente è possibile posizionare una ciotola al di sotto del punto dove l’acqua fuoriesce, in modo che in poco tempo questa si riempia senza bagnare il pavimento. 

Se volete essere maggiormente sicuri, munitevi anche di asciugamani e tappetini, che andrete a posizionare in corrispondenza degli stessi punti. Il momento giusto per questa procedura è ovviamente quello in cui la quantità di cibo conservata è la minima possibile: in questo modo sarà più facile provvedere alla rimozione e alla conservazione del cibo stesso in un posto differente.

Se invece il vostro frigo non presenta il comodo sistema no-frost, potete decidere di agevolare lo scioglimento del ghiaccio posizionando delle ciotole con acqua calda all’interno dei vari vani. Anche in questo caso dovrete provvedere al corretto raccoglimento dell’acqua con i metodi già citati.

 

La pulizia interna

Che sia un frigo grande o piccolo, scelto magari tra i mini frigo più venduti (lista dei migliori prodotti), è importante che venga effettuata una pulizia accurata di ogni sua componente. Si tratta di un’operazione che potete effettuare al bisogno, ossia in caso di macchie o cattivi odori, o in ogni caso quando il frigo è in fase di scongelamento.

Dovrete rimuovere tutti i piani e i cassetti vari e procedere al loro lavaggio: per questa fase consigliamo l’utilizzo di acqua calda e bicarbonato, un ingrediente dalle proprietà pulenti e deodoranti. In caso di macchie o di aloni difficili da rimuovere potete munirvi di un apposito detersivo, meglio se ecologico, lo stesso che utilizzate solitamente per la pulizia dei vostri piatti. 

Poiché si tratta di una fase che deve avere anche valore disinfettante, in caso di muffe potete usare un altro ingrediente naturale, l’olio di tea tree, che va lasciato agire prima di procedere strofinando.

Anche i vani interni del frigorifero possono essere puliti con acqua calda e bicarbonato: l’asciugatura può invece avvenire all’aria o con l’utilizzo di panni in microfibra. Lo stesso procedimento di pulizia deve essere effettuato per il freezer, con l’accortezza di eliminare eventuali blocchi di ghiaccio facendo leva con una spatola.

 

 

La pulizia esterna e il funzionamento

Anche la parte esterna di questo elettrodomestico ha bisogno di pulizia: le maniglie e le varie giunture infatti sono luogo di accumulo di sporcizia o fastidiosi aloni, che potrete rimuovere nuovamente con del bicarbonato o utilizzando appositi spray.

Una volta concluse tutte queste operazioni, è il momento di rimettere in funzione il vostro elettrodomestico. Generalmente il manuale di istruzioni è molto chiaro su questo punto,  poiché specifica la regolamentazione della temperatura e propone programmi diversi in base alle vostre esigenze. Tra questi segnaliamo la possibilità di scegliere la modalità a risparmio energetico.

A questo punto siete pronti per riempire nuovamente frigo e freezer, utilizzando contenitori puliti e cercando di distribuirli in modo equo all’interno di ogni vano. Solo così siete sicuri che il freddo si distribuisca in ogni punto allo stesso modo. 

Per mantenere questa pulizia quanto più a lungo possibile, evitate di riporre cibi aperti che potrebbero causare perdite di liquidi o emanazione di cattivi odori. Per quest’ultimo inconveniente poi, potete provare inserendo all’interno un bicchiere di bicarbonato o di fondi di caffè, elementi ideali per l’assorbimento dei cattivi odori. 

Come avete visto quindi, si tratta di procedure semplici da effettuare e realizzabili grazie a ingredienti di uso quasi sempre comune: solo così potrete rendere la vita del vostro elettrodomestico lunga e sana. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 14.12.19

 

Descriviamo brevemente alcuni degli articoli che il mercato propone, per alleviare i disagi derivanti dal grande caldo estivo.

 

Se una volta, davanti alle alte temperature, non si poteva che aspettare e cercare modi casalinghi per avere un po’ di refrigerio, per fortuna adesso la tecnologia ci viene in aiuto con soluzioni più o meno alla portata di tutti. Oltre ai comuni sistemi di condizionamento, costosi e invasivi, esistono tutta una serie di piccole alternative che vogliamo adesso elencare e che speriamo possano esservi di aiuto nelle giornate estive. 

 

Cuscino a gel

Uno dei momenti peggiori di una giornata eccessivamente calda è certamente quello notturno. Come sappiamo, infatti, il letto può essere un vero e proprio incubo, se si pensa al calore emanato dalle lenzuola o dall’umidità della stanza. 

Il viso è forse la parte del corpo che soffre maggiormente di questo inconveniente ed è per questo che il primo accessorio che vogliamo proporre è un cuscino del tutto innovativo. Il materiale che lo compone internamente, infatti, è un gel pensato per rilasciare un’immediata sensazione di fresco, non appena entra in contatto con la pelle del viso. 

In questo modo riuscirete a trascorrere notti decisamente più fresche soltanto grazie all’utilizzo di un accessorio molto semplice e dal costo davvero accessibile.

 

 

Ventilatore portatile

Ma il problema del caldo si presenta anche e soprattutto durante il giorno e in particolar modo nelle strade della città. Quante volte infatti non siete riusciti a godervi una vacanza da turisti per via del calore emanato dai vicoli e dagli edifici? Fin troppe di sicuro ed è per questo che vogliamo esporvi alcune delle caratteristiche di un accessorio ancora più semplice da usare e davvero efficace.

Si tratta di un ventilatore portatile, ideale per chi ama rinfrescarsi con il movimento dell’aria e non tollera la sensazione di quella condizionata su di sé. I formati proposti sono molti, ma quello che più ci ha convinto è certamente il cappellino da sole con le ventole incorporate.

Le modalità di funzionamento sono diverse: generalmente si trovano a pile, ma per coloro che prestano particolare attenzione alle fonti di energia usate e agli eventuali sprechi, proponiamo anche la versione con pannello solare. 

Un piccolo dispositivo di questo tipo è infatti applicato sulla parte superiore del cappello ed è pensato proprio per catturare i raggi del sole e trasformarli in energia per far muovere le ventole.

 

Mini frigo da viaggio

Un’abitudine che dovremmo avere tutto l’anno, ma che in estate si fa più esigente, è quella di bere la giusta quantità di acqua al giorno: intorno ai 2 l, ma nelle giornate più calde è importante contribuire alla comune perdita di liquidi aggiungendone ancora. 

Durante viaggi e trasferte però non è sempre possibile avere con sé l’acqua necessaria, ma soprattutto non è sempre possibile averla ben fresca. Un buon bicchiere d’acqua a bassa temperatura è infatti uno dei modi migliori per contrastare la sensazione di calore diffusa, tipica di questa stagione. 

Per questa esigenza ci sono infatti i mini frigoriferi da viaggio: alcuni di questi modelli presentano la possibilità di essere attaccati anche al sistema elettrico della macchina, così da mantenere le bevande al fresco durante tutta la durata del viaggio. 

In caso contrario, un sistema termico isolante, insieme con l’inserimento di elementi ghiacciati all’interno, eseguirà lo stesso compito anche se in maniera meno efficace. Procuratevi quindi il miglior mini frigo e godetevi un buon bicchiere d’acqua fresca in ogni momento del vostro viaggio.

 

Piscina gonfiabile

Chi lo ha detto che per avere una piscina ci vuole necessariamente un giardino o un impianto professionale? Il mercato ci delizia con un’invenzione davvero geniale, quella della piscina gonfiabile: le dimensioni sono contenute e basta quindi poco più che un balcone, anche non eccessivamente ampio. 

Abbiate cura di tenerla sempre ben gonfia e pulita e godetevi qualche minuto di relax prima di andare a dormire, in modo che il corpo possa beneficiare di una temperatura più gradevole.

 

Tritaghiaccio

Tornando alla necessità di assumere la giusta quantità di liquidi, è doveroso aggiungere che ciò è possibile in diversi modi, anche più divertenti della semplice acqua. Più leggera di un gelato e più rinfrescante di una bevanda, la granita vanta una lunga tradizione di gusti e modalità di preparazione tutti diversi, che potete però riproporre comodamente a casa vostra.

Vi basterà un semplice tritaghiaccio, manuale o elettrico, un oggetto facilmente reperibile in commercio e pensato proprio per la realizzazione di ricette davvero rinfrescanti. Sarà sufficiente infatti aggiungere al ghiaccio tritato l’ingrediente che più preferite, dal caffè, ai succhi di frutta, agli sciroppi aromatizzati.

 

 

Cerotti rinfrescanti

Con la stessa modalità del cuscino refrigerante, la tecnologia vuole fare un passo ancora più avanti, proponendo questa volta dei cerotti pensati per lo stesso scopo. Il materiale contenuto al loro interno è nuovamente un gel capace di sprigionare un’immediata sensazione di freschezza dopo pochi minuti dall’applicazione e si colloca forse tra le proposte più geniali in questa categoria.

La modalità di utilizzo è molto semplice e i tempi per usarli dipendono da voi e dalle vostre esigenze: il vantaggio è quello di poterli applicare anche durante il giorno, magari sotto i vestiti, in modo da mantenere una temperatura corporea più bassa rispetto a quella a contatto con l’aria calda, tipica di queste stagioni.

I posti più strategici però, qualora vogliate indossarli in casa, sono quelli dove è maggiore il flusso sanguigno, ossia tempie e polsi. 

 

Borraccia termica

Infine, la più classica delle soluzioni al caldo estivo è certamente lei, la borraccia. La novità però risiede nella sua struttura, che è pensata per mantenere la bevanda inserita alla sua temperatura iniziale. Vi basta quindi utilizzare dell’acqua fresca o qualsiasi altro liquido vogliate gustare e la borraccia termica farà il resto.

Si tratta di una soluzione ottima anche dal punto di vista ambientale: l’abitudine in queste stagioni è infatti quella di passare di bar in bar, acquistando ogni volta bottiglie in plastica di acqua sempre fresca. Con l’acquisto di una borraccia termica contribuirete a diminuire la produzione di rifiuti migliorando notevolmente l’impatto ambientale.