Ultimo aggiornamento: 24.08.19

 

Dieci idee creative con cui dare un tocco diverso allo spazio in casa, così da renderla più accogliente o più gradevole dal punto di vista estetico 

 

Per chi ama sperimentare e godere al massimo di quanto offerto dalla curiosità e creatività di artisti e designer, la scelta di qualcosa con cui arredare e dare un tocco di colore alla casa, migliorando la vivibilità degli spazi e incrementando così il valore di una zona dedicata al relax, abbiamo deciso di avventurarci in un viaggio tra le nuove proposte in ambito abitativo, premiando quelle più curiose e trovando qualcosa capace di stupire ed emozionare.

 

La proposta Ooda

Da uno studio di Porto arriva l’idea di un appartamento a due piani tutto progettato intorno alla comunicabilità delle due zone e a una zona sospesa. Sì di questo parliamo quando facciamo riferimento alla rete che è stata tesa per creare un punto di relax dove potersi distendere per dedicarsi a una lettura o trascorrere qualche tempo godendosi l’ozio e lo star sospesi. Una soluzione in cui a un’ottima amaca (i migliori modelli) si affianca un progetto di design e una rivisitazione accattivante.

 

 

Una porta per il ping pong

I designer, si sa, sono persone estrose, capaci di vedere e immaginare qualcosa che a volte nasce dal desiderio, con la differenza di aggiungere al tutto la fattibilità della cosa. È quello che deve essere passato per la testa del progettista tedesco Tobias Fraenzel che ha realizzato una porta nella cui parte alta della cornice si posiziona la rete e che si può letteralmente abbassare dall’alto avendo così un piccolo tavolo da ping pong con cui passare una serata divertente tra amici.

 

Un acquario per dormire sereni

La creazione e realizzazione di una cupola con cui avvolgere gli ospiti di un letto, mettendoli letteralmente con la testa dentro una bolla con cui avere uno sguardo sul mondo sottomarino. Sembra il vezzo di un creativo stralunato ma qualcuno in quel di Las Vegas la vede differentemente. È stato realizzato infatti un progetto che prevede la creazione di una zona letto con la parte superiore  circondata da una zona popolata da pesci, da ammirare beatamente sdraiati.

 

Ombre viventi

Pensate a rendere unico un ambiente, selezionando una forma che richiama la natura, arricchendola con una luce che dall’interno parte e va a proiettare tutto intorno forme che richiamano una foresta o un giardino d’alberi? Valutate allora la creatura partorita dalla fantasia e sinergia di Hilden & Diaz, un duo di stanza a Copenhagen. Si tratta come dice il nome di candeliere d’ombre, una scultura che ricorda un groviglio di sagome in legno che sprigionano sui muri una forza fatta di figure e linee che richiamo rami e alberi.

 

Beanock e il bello dello stare sospesi

Metà letto, metà amaca. La firma su questo bell’oggetto è di Tracy Herrtage. A spingerla lungo questa direzione è stato essenzialmente il gusto e la voglia di qualcosa di semplice e funzionale, comodo e su cui trascorrere tutto il tempo che si desidera approfittando del piacere di essere dondolati e cullati a mezz’aria.

 

Surfing with the sand

Basta poco per ricreare il feeling di stare con i piedi affondati nella sabbia.

Questo il pensiero dell’art assistant Justin Kemp che ha ricreato letteralmente intorno alla sua postazione di lavoro un rettangolo riempito di sabbia. L’idea è quella di unire alla dimensione lavorativa quella idea di relax che muovere liberamente le dita nella sabbia riesce a trasmettere. 

 

La spirale per gli amanti del buon vino

Un’altra creazione che si muove attraversando da un lato il gusto per il buon bere e dall’altro una rivisitazione della forma della scala a chiocciola. Di questo parliamo quando menzioniamo Spiral Cellar, una rivisitazione che guarda ad ottimizzare al meglio lo spazio, lasciando però il giusto posto per le vostre preziose bottiglie di vino.

 

Un biliardo a scomparsa

Fusiontables saluc è un progetto che tende a mischiare le carte in tavola quando si parla di un bel tavolo di design e un biliardo. L’uno non esclude l’altro, in una compenetrazione che punta a ricreare e a far convivere le due destinazioni d’uso unendo in un mix vincente l’utile e il dilettevole.

 

Una vasca in vetro

Perfetta per chi ama le trasparenze, Water lounge si dimostra un prodotto ideale per quanti vogliono abbattere certe barriere, creando l’illusione di essere immersi nel blu di una vasca da bagno senza la chiusura e i limiti imposti da una cornice, qualsiasi essa sia.

 

 

A ritmo di swing

Non parliamo di ballo ma di ottimizzazione degli spazi. Questa la scintilla che ha dato l’idea per la creazione di Swing Table, una proposta in cui le persone intorno a un tavolo possono sedersi su delle sedie a dondolo sospese. L’approccio è da un lato ludico e da un lato pratico, facendo convergere e toccare questi due mondi apparentemente lontani in una soluzione d’arredo simpatica e funzionale, specie per chi deve fare economia di spazi in casa.

 

 

Ultimo aggiornamento: 24.08.19

 

Consigli pratici e una guida passo passo per sistemare al meglio il vostro nuovo acquisto e godere al meglio del relax all’aperto 

 

Avere un’amaca non sempre significa anche saperla montare nel migliore dei modi.

Ma niente paura, anche un’amaca buona ed economica permette di essere collocata e posizionata in maniera efficace, lasciando così all’utente il piacere di sfruttarla in tutte le occasioni, collocandola in modo adeguato su ogni superficie.

 

La scelta della zona

Primo step da compiere è capire dove e come collocare al meglio l’amaca. Si può optare per una parete o un muro di mattoni, oppure eleggere due tronchi di un albero come ideale punto di appoggio da cui partire. Nel caso di una parete bisogna munirsi della giusta strumentazione così da gestire il processo di montaggio e realizzazione in modo adeguato e con la giusta preparazione. 

Cemento e muro di mattoni si sposano bene con un gancio da muro fissato con 4 bulloni. In questo modo le viti assicurano la giusta tenuta, sostenendo e distribuendo il peso a dovere. Per i muri in mattoni che hanno alle spalle una certa età, si consiglia l’utilizzo di viti dallo spessore e lunghezza maggiore. Si riesce così ad ancorare e mantenere l’amaca in modo sicuro, facendo affidamento anche su tasselli, moschettoni e puntare così a un prodotto robusto e dalla giusta tenuta. 

Altro discorso con pareti in cartongesso, delicate e da approcciare in modo totalmente diverso, magari lasciandosi aiutare anche da un tecnico. Per gli altri casi, basta solo prendere le giuste misure e lavorare con precisione e pazienza, così da sfruttare al massimo quanto messo a disposizione dall’amaca scelta e il come voi riuscite a collocarla in un punto adatto.

 

 

A che altezza sistemare l’amaca

Un aspetto centrale dell’amaca sta nella sua capacità di flessione e di allungamento.

Da molti una delle posizioni scelte e più apprezzate una volta distesi sull’amaca è quella diagonale. Per questa ragione se troppo tesa, l’amaca non consente di giocare al meglio e trovare la corretta postura con cui godere al meglio del meritato relax. 

La proporzione ideale tra larghezza e lunghezza dovrebbe essere di 1:2. Nel caso poi di un’amaca standard per capire al meglio la posizione dei punti di fissaggio bisogna aver ben chiaro che si sta parlando del punto più alto a centro amaca. Per avere un’idea generale, una distanza comoda di 3 o 4 metri può essere l’ideale. 

Un eccesso di distanza non è mai un problema, visto che si può gestire e migliorare con l’aiuto di corde e funi, viceversa la questione si fa più complicata se l’amaca viene tesa in maniera eccessiva, facendole perdere quel suo profilo tipico disteso e rilassato che tanto ci piace. Per chi si appresta a collocarla a parete, l’amaca andrebbe sistemata a un’altezza che non superi i 2,30 metri, considerando il fatto che un modello nuovo tende ad allungarsi ancora di più, motivo per cui si può anche pensare di alzare di 30 cm la misura massima scelta per fissarla. L’oggetto non dovrebbe distanziarsi da terra meno di questa misura. 

 

Nodi e posizionamento

Un altro elemento capace di fare la differenza e assecondare tutta la gestione e struttura dell’amaca è rappresentato dai nodi e dal sistema di fissaggio. Parlando della corde è opportuno considerare la possibile usura delle stesse intorno all’albero o all’elemento di supporto. Per questo alcuni consigliano di rivestire quella zona con una parte di tubo di gomma, lasciando così quella zona protetta e a ridotto rischio di usura. 

Come spessore massimo della corda dagli 8 mm in su non è considerato un problema, anzi, esattamente il contrario. In questo modo infatti si evita che il gancio e il collegamento possano andare a incidere in maniera negativa sulla tenuta finale di tutta la struttura. 

Le cime che si utilizzano sulle barche e in nautica sono tra le migliori opzioni per chi cerca un elemento di fissaggio adeguato e con il giusto elemento di solidità. Esistono diverse opzioni per la scelta dei nodi, alcuni sono molti robusti per chi cerca una chiusura efficace che però si lasci aprire con altrettanta semplicità. 

 

 

Considerazioni finali

Si è visto dunque come la scelta e i supporti scelti pesano in maniera determinante sull’effettiva capacità dell’amaca (ecco la lista dei migliori prodotti)nell’offrire il corretto e migliore supporto per chi ama rilassarsi e tenere in prima battuta la questione del comfort e della migliore zona di fissaggio.

Capire il tipo di parete di cui si dispone e come poter mantenere al meglio tutta la struttura è un altro punto chiave di tutta la questione. Ricordatevi della giusta tensione e di come l’amaca ha nella sua stessa natura una dimensione molto allungata, progettata per dare un adeguato supporto a chi sceglie di mettere fuori casa questo grande classico che ancora riesce a dire la sua. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 24.08.19

 

Uno sguardo alle migliori soluzioni con cui rendere unica la vostra area verde e garantirsi ore di relax in compagnia degli amici o di un libro

 

Creare la giusta atmosfera all’interno di casa è un’impresa che porta spesso con sé creatività e una dose giusta di fantasia. Nelle righe che seguono abbiamo proposto cinque alternative con cui poter dare un look differente a questo angolo.

 

Rielaborare il giardino

Al momento di scegliere le piante e la nuova linea da dare alla zona verde, bisogna tenere in conto le diverse posizioni e lo spazio di cui si dispone. Una volta capito questo aspetto si può procedere alla creazione del giusto angolo con cui poter elaborare e sviluppare in modo altamente personalizzato il tema colorato che si desidera. Molto interessanti le proposte di giardini verticali, con fioriere e una struttura compatta che punta a tenere le piante raccolte, esaltando anche l’effetto scenico. 

Per chi poi non ha a disposizione troppo spazio è una scelta anche strategica, motivata da un’ottimizzazione e una selezione delle note fondamentali dell’area verde. Fiori e piante rampicanti possono andare a sostituire vasi e altri supporti, mentre chi predilige uno sviluppo più orizzontale dovrebbe far attenzione alle proposte che arrivano da quanti scelgono rocce o pietre come base su cui far crescere e dar vita a una zona verde in cui convivono anche piante grasse, con i ciottoli che diventano ugualmente protagonisti. 

Molti poi si mettono al lavoro su mini ingressi o piccoli cortili verdi da attraversare prima di entrare in casa. Cortili studiati con un’alternanza tra sabbia, pietrisco e mini aiuole studiate fin nei minimi dettagli. 

 

 

Complementi d’arredo

La scelta di un set di mobili da giardino segue e incarna al meglio la tendenza di questi giorni legata alla creazione di un’area e una zona in cui poter trascorrere pomeriggi e anche serate in buona compagnia. I materiali a cui puntare vanno dai classici vimini fino alle nuove tecnologie presenti come il rattan sintetico. 

Chi ama il legno può puntare su un supporto in teak, robusto e solido al punto giusto così da garantire un’ottima tenuta anche in presenza di pioggia e una prolungata esposizione all’aperto. Il polyrattan, struttura realizzata in polietilene, possiede l’aspetto tipico di un supporto in vimini, con la differenza però che mantiene e presenta una resistenza maggiore in diverse situazioni, con un costo inferiore rispetto al rattan naturale. Creare dunque una zona open air in cui alle poltrone si alterna anche un tavolo basso, può dimostrarsi una soluzione adeguata alle esigenze di diversi utenti.

 

Postazioni sospese e amache

Per chi apprezza supporti e un’atmosfera più rilassata, la scelta non può che ricadere sull’opzione di un oggetto come l’amaca. A tal proposito in questo caso si presenta la necessità di disporre di un elemento come una parete o due alberi a cui legare le corde, posizionando poi il tutto in modo da star distesi, godendo il fresco dell’ombra e una base morbida e sicura. Si tratta dunque di una soluzione che guarda al posizionamento e collocazione di un’area adatta, pensata per chi non vuole rinunciare al comfort. 

Altra opzione arriva poi da un dondolo o una poltrona sospesa. Tra le amache più vendute on line una menzione speciale meritano i modelli brasiliani e le proposte messicane, interamente realizzate a mano.

Particolari come linee e dal profilo simile a piccoli bozzoli, le poltrone sospese sono la scelta ideale per chi vuole ottimizzare lo spazio, senza però perdere nulla in stile e rilassatezza generale. Ulteriori punti arrivano poi dal classico dondolo, ampio e spazioso quanto basta per accogliere fino a più persone, donando poi al tutto il fantastico movimento ondulatorio che tanti ha fatto sprofondare in profondi e incoscienti momenti di rilassatezza.

 

Poltrona gonfiabile

Dimensione ideale a cui potersi affidare, la scelta della poltrona che si gonfia all’occorrenza costituisce un punto in cui si trova un elemento comodo e morbido quanto basta, unito poi alla possibilità di cambiare e modificare le dimensioni complessive del punto su cui sistemarsi. La poltrona gonfiabile si modifica e adatta in modo adeguato, scegliendo quella che è la misura migliore con cui occupare uno spazio della zona verde della casa.

 

 

Lampade e lumi decorativi

Altro elemento che può fornire un tocco diverso e suggestivo all’area del giardino è quello delle luci e illuminazioni che si possono aggiungere in punti e zone specifiche. Vanno molto i globi dalle forme più diversificate, oppure le luci che si caricano durante il giorno per poi dare il meglio appena cala il buio, evitando anche l’utilizzo di spine e prese. Ottime in quanto a libertà e gestione del movimento, possono dare un’immagine diversa a un piccolo patio o a un’area verde. 

Si possono poi creare anche soluzioni differenti, pensate per chi cerca colorazioni anche più ardite da dare a questi punti. Nulla vieta poi di scegliere anche qualcosa su cui inserire candele e luci naturali, per un’atmosfera che sa di antico.

 

 

Ultimo aggiornamento: 24.08.19

 

Entriamo nel dettaglio dei prodotti in cui design e creatività vanno a braccetto, a tutto vantaggio della possibilità di scelta e di chi vuole appagare il proprio gusto.

 

Cercare e trovare una buona amaca che faccia al caso vostro. Non sempre la questione è così scontata e per questo abbiamo deciso di esaminare più nel dettaglio la categoria, con un’attenzione sia alla qualità del prodotto finale sia a un buon rapporto tra spesa e risultati. 

È l’idea forte nata da due ragazzi di Belluno che ha scelto di seguire il frutto di un’intuizione e trasformarla in qualcosa al tempo stesso indossabile e su cui sdraiarsi. Il frutto di questa sensibilità e voglia di fare si chiama Nomad Hammock.

 

I creatori

Daniel Benvenuti e Tiziano Rinaldo vengono da ambiti lavorativi in cui alla creazione e produzione di contenuti digitali, si affianca anche il design grafico e la progettazione. Ingredienti essenziali capaci di dar vita a un’idea al tempo stesso semplice e pratica. Partendo dal fatto che un oggetto come l’amaca può essere un supporto adeguato a chi ama muoversi anche per brevi tragitti. Come coniugare questa idea con la trasportabilità e aggiungere anche qualcosa in più, invece che andare a togliere lasciando solo la praticità di un’amaca portatile? 

Da questa e molte altre domande i due ragazzi di Belluno hanno deciso di muoversi, adattando e modellando nel tempo la forma di un’amaca fino a renderla in tutto e per tutto uno zaino in cui inserire diversi oggetti. Dalle prime prove in casa il processo e lo studio si sono affinati, migliorando e ottimizzando forme fino a raggiungere dopo molto fatica e progettazione la forma finale di un rettangolo con una linguetta a chiudere il tutto.

 

 

Dalla carta alla realtà

L’ispirazione può arrivare da diverse parti e in questo caso ad andare incontro ai due progettisti è arrivata la carta, più specificamente l’arte di piegarla che in Giappone ha raggiunto il suo vertice massimo nell’origami. Attraverso questo processo si è giunti così al raggiungimento di una forma e una serie di piegature che lasciano spazio sia ai passanti e alla linea stessa dell’amaca, con un sistema di chiusura che stringe al meglio e mantiene compatta tutta la struttura. 

Il tessuto in cordura poi si dimostra una scelta di campo improntata alla resistenza e alla robustezza, aspetti che chi si muove o pratica sport come surf, escursionismo di una giornata o vuole solo staccare la spina, tiene nella massima considerazione. Non solo però agli sportivi vuole rivolgersi Nomad Hammock, dimostrandosi anche un ottimo supporto per chi vive la città e ci lavora, scegliendo così di trascorrere la pausa in relax così da sfruttare al meglio quel tempo fuori dalla quotidiana produttività. 

 

Le specifiche

Puntando a qualcosa che fosse al tempo stesso comodo da portare e con una capienza interna adeguata a un’uscita di un giorno, si è scelto di fissare 50 cm come lunghezza massima dello zaino/amaca, con 30 cm di larghezza e una capacità di 20 litri. Dal video esplicativo si vede come una volta aperto, vengono tirati fuori una piumino invernale, un cappello, un tablet, degli auricolari, un cellulare, una borraccia di medie dimensioni e un taccuino. Presente poi anche una copertura impermeabile antipioggia, con cui avvolgere lo zaino e mantenere l’interno asciutto a dovere. 

I lacci per il fissaggio dell’amaca sono inclusi all’interno della packaging, così come l’elasticità del tessuto si accompagna anche a un comfort e a una piacevolezza dello stare sdraiati che è una cifra ulteriore del duro lavoro di perfezionamento portato avanti dai due. Loro stessi affermano poi a più riprese di aver scelto collaborazioni con aziende specializzate e maggiormente inserite nei processi di industrializzazione di un prototipo per avere e restituire un’esperienza migliore e più ricca agli utenti. Lo si vede anche dalle cinghie traspiranti e dal supporto posteriore collocato all’altezza della schiena. 

Gli strap presenti sull’amaca consentono poi modifiche e adattamenti in maniera semplice e intuitiva, guidando poi l’utente nella chiusura grazie a un sistema di indicazioni colorati così da sbagliarsi quando si va a ripiegare il tutto. 

Pensata per un uso singolo riesce a sostenere un peso massimo di 140 chili, con un insieme di tessuti come il nylon per il supporto una volta aperta, la cordura 1.000 per quel che riguarda la robustezza e delle cinghie resistenti che chiudono al meglio e si stringono senza difficoltà intorno un grosso palo o al tronco di un albero.

 

 

Il futuro

Al momento è in corso una campagna Kickstarter e diversi brand e marchi internazionali hanno espresso interesse per la creatura dei due Bellunesi. Entrambi felici dei risultati puntano però anche a incentivare nuove proposte che nascono dal basso e localmente. 

I buoni riscontri ottenuti grazie a un video e a un’idea vincente e realizzabile, hanno convinto Daniel e Tiziano che se due persone riescono a portare avanti e a ottenere risultati simili, lo stesso si può ripetere anche per altre idee e progetti. Un ulteriore obiettivo è quindi supportare e promuovere quanti vogliono guardare in quella direzione, forti di un’idea su cui scommettere.

 

 

Ultimo aggiornamento: 24.08.19

 

Viaggio lungo la linea che unisce il fai da te alla cultura del riciclo, il tutto declinato in un prodotto pensato per il relax all’aria aperta

 

La bellezza e il senso di ozio che un oggetto come un’amaca riesce a trasmettere unisce da un lato la piacevolezza dello stare sospesi alla semplicità di un supporto capace di mantenere inalterato il suo fascino nel tempo, aprendo anche alla sperimentazione e a un’evoluzione dal basso. A partire dai materiali che il mondo e quello che ci circonda sanno offrire, partiamo per un viaggio ricco di invenzioni e adattamenti, con al centro sempre e solo lei: la cara vecchia amaca. 

 

Dal patchwork alla sedia sospesa

Jeans di un tempo scoloriti e cuscini o parti di un divano. Quando arriva il momento di mettersi all’opera tutto o quasi, può diventare un mezzo per creare e dare vita a una bella amaca sospesa.

Gli strumenti con cui lavorare includono quasi sempre della corda robusta e una o più aste da posizionare sui lati corti, facendo leva sulla buona distribuzione dei pesi e su un tessuto elastico come quello di certi jeans che una volta uniti e ben stretti riescono a sostenere in maniera ottimale chi vorrà regalarsi momenti di relax.

 

 

Trapunte e nastro adesivo

Altra opzione arriva poi da quello che si riesce a riutilizzare partendo da una comoda trapunta. In questo caso il materiale di partenza è ancora più robusto e consente di mantenere al meglio la tensione, supportando al contempo il peso di chi vuole sdraiarsi, senza trascurare un aspetto importante come quello rappresentato dai motivi e dai colori che una coperta di questo genere riesce a offrire. 

Per chi invece vuole sfruttare del buon nastro adesivo si può puntare su un oggetto capace di dire la sua in quanto a resistenza e semplicità. L’importante è dedicarsi con cura alla messa in opera di tutta la struttura, tendendo e collegando in modo appropriato tutte le parti che andranno a comporla. Quindi spazio a forbici, colla e tanta pazienza grazie a cui collegare tutti gli elementi per dar vita a un’amaca multi colorata.

 

Plastica per i più audaci

Un’amaca economica è un oggetto per cui si può sfruttare anche un numero di buste e sacchetti di plastica che probabilmente avranno trovato posto in un ripostiglio o una credenza della casa. Bisogna unire e legare una gran numero di questi oggetti se si vuole veramente aver ragione della struttura, mantenendo la giusta tensione e una dimensione adatta a chi desidera sdraiarsi in sicurezza sul supporto. 

Simbolo di qualcosa in perenne trasformazione, un’amaca di questo tipo è la prova di come si possa riutilizzare e applicare un semplice elemento in cui mettere alimenti od oggetti, ridando loro una dimensione e una collocazione nuova e di maggiore impatto, specie sul fronte del benessere e del relax.

 

Sospesi dall’alto

Una bella rivisitazione nasce anche in chi ha deciso di adeguare la comodità di tipica dell’amaca a un presupposto e situazione differente come l’interno di un ambiente domestico. Si possono sfruttare delle corde robuste e fissarle al soffitto, facendole passare intorno a un tessuto e collocare al centro di questa struttura uno o più cuscini. Si va così a lavorare con oggetti che si hanno disponibili e a portata di mano, gestendo questa dimensione in maniera creativa, aggiungendo poi un elemento d’arredo in casa che non ingombra e migliora il piacere della seduta.

 

Al centro della rete

Si parla qui di un altro elemento che può dare il contributo e un significativo supporto a quanti desiderano non passare per un acquisto ma sfruttare quanto hanno già in casa o procedere a una creazione fai da te. Per chi non teme troppo certe altezze, non mancano gli esempi di persone che hanno scelto di lanciare e tendere letteralmente una rete tra uno o due supporti, così da poterla gestire in maniera adeguata una volta che si desideri lanciarsi e allungarsi su una superficie magari non morbida come quella di una trapunta in tessuto ma altrettanto funzionale per chi guarda in primis alla sostanza. 

 

 

Taglia e cuci

Un ultima suggerimento ci arriva dal mondo dell’uncinetto. A tal proposito stupisce e lascia anche piacevolmente sorpresi, la proposta di chi si mette letteralmente a cucire la trama che andrà a comporre il complesso di forme con cui dar corpo all’amaca. Molto interessante e d’impatto l’effetto finale, con forme e temi tipici dell’uncinetto che si allungano lungo tutto il corpo dell’amaca. 

Si vede dunque che la situazione per chi non teme di mettersi all’opera la possibilità di gestire e creare qualcosa di unico e capace di fare la differenza, si sposa anche con il tema del riciclo e dell’utilizzo di qualcosa che può diventare altro, offrendo un nuovo sguardo e una dimensione differente al tema e alla questione di un’amaca completamente personalizzata e rispettosa delle possibilità offerte da quanto si riesce a riutilizzare.

 

 

Ultimo aggiornamento: 24.08.19

 

Una nuova pratica che sfrutta lo star sospesi, la meditazione e il buon fitness per assicurare benessere sia alla mente sia al corpo

 

Dal nome potrebbe far pensare a una variante del famoso ballo, in realtà il richiamo forte è al tema del dondolare, a cui si aggiunge poi la dolcezza e l’armonia dei movimenti. Benvenuti dunque nell’universo dello Sweeng, in cui grazie a un’amaca economica ma resistente e di qualità ci si può tenere in forma sperimentando un mix interessante tra pratica e stile.  

 

Di cosa stiamo parlando

Si tratta essenzialmente di una ginnastica dolce in cui l’utente lavora appoggiato su un’amaca e attraverso una serie di movimenti procede a mettere in funzione certe parti del corpo con un ibrido che unisce meditazione a movimento lineare e atmosfera sospesa. 

Antigravity e unnata aerial yoga sono i due punti di partenza da cui muove il discorso dello Sweeng. Fusi insieme, portano tutta una serie di risultati interessanti sia a livello muscolare sia per quel che riguarda la postura e il benessere mentale. 

Non manca poi anche una dimensione ludica e giocosa con cui confrontarsi. Una volta saliti sull’amaca i ricordi volano verso il tempo in cui ci si divertiva come matti dondolando sull’altalena. La sensazione è proprio quella: un dondolio piacevole che rilassa e distende, apportando attraverso il passaggio e la gestione di diverse routine benefici reali per chi desidera mantenersi al meglio in forma. 

 

 

I benefici per il corpo

Già si conoscono la buona gestione e gli aspetti positivi apportati sul corpo dalla pratica di attività come la meditazione e le posizioni dello yoga. La mente influenza il corpo e viceversa, creando così un flusso continuo in cui le due sfere si accrescono vicendevolmente, mantenendo un equilibrio corpo/mente di indubbia efficacia. 

Se a queste positività andiamo ad aggiungere la dimensione sospesa e la possibilità di sfruttare posizioni inverse stabili e semplici da mantenere, si vede bene come si amplia lo spettro di influenza e i benefici apportati da chi pratica con assiduità e una sincera curiosità lo Sweeng. Ispirato alla pratica dello yoga questo nuovo modo di muoversi potenzia da una parte la zona dorsale, avendo cura di poter sfruttare anche la parte delle braccia con un buon supporto per quel che riguarda la distensione della colonna vertebrale e di tutta la zona delle vertebre interessate. 

Interessanti punti anche per quel che riguarda la zona degli addominali, con diverse fasce muscolari interessate e un buon sistema con cui poter sfruttare mobilità del corpo e resistenza alle diverse sollecitazioni provate durante una sessione.

 

I cinque momenti fondamentali

Per chi voglia iniziare a sperimentare al meglio questa nuova disciplina, in primo passaggio può essere riassunto nel momento di quella che è chiamata Fullness, ovvero la forza che sprigiona da un corpo allenato che ci struttura e protegge anche dal passare del tempo.

A seguire poi si fa menzione all’integrazione e unione tra corpo e mente. Si parla in questo caso di Syncrony, ovvero di quel flusso per cui corpo e mente si strutturano e definiscono a vicenda. L’importanza del respiro e di come attraverso di esso si riesce a veicolare al meglio tutta l’energia e l’intenzione, scegliendo di volta in volta la corretta posizione con cui poter affrontare la sessione in corso. Il flusso è ben rappresentato dal termine Flow, che stà a significare la capacità e la scorrevolezza di chi si mette sul giusto cammino, seguendo con il respiro e accompagnando così tutto il moto del corpo. 

 

 

Attraverso una serie di passaggi si acquista man mano una maggiore e più forte consapevolezza delle proprie qualità e dimensioni, con una migliore e più forte tenuta fisica e mentale anche nell’incertezza e nel dubbio. L’ultimo e centrale aspetto che migliora e conduce verso una pratica sempre più centrata e consapevole arriva dal quinto movimento.

Meditation è il nome assegnatogli, ovvero concentrazione e quel soffermarsi su un punto e una dimensione del qui e ora, scegliendo consapevolmente una chiarezza mentale che si trasforma poi in una pratica attenta e che accompagna al meglio l’utente nel corso dei tanti passaggi con cui poter svolgere tutti gli esercizi e i movimenti.

Si capisce bene dunque il come e il perché un oggetto come l’amaca possa ricevere un trattamento speciale all’interno di questa pratica, aiutando e supportando in tutti i sensi chi decide di mettersi alla prova e sperimentare questa nuova via con cui provare a mettersi alla prova, coniugando in un mix interessante pratiche meditative e ginnastica dolce.

 

 

Ultimo aggiornamento: 24.08.19

 

Analogie e differenze sul tema del relax prendendo in considerazione due tra i modelli più diffusi sul mercato

 

Il piacere di stare distesi non ha prezzo, poi se la base è costituita da una bella amaca allora il gioco è fatto. I modelli disponibili sono diversi e in questa occasione vogliamo concentrarsi sulla proposta che viene dalla tipologia dell’amaca brasiliana, confrontandola con quella messicana. 

 

Il modello messicano

Particolare lo stile di lavorazione e la tecnica con cui si realizzano queste amache. Molto utilizzate da diverse popolazioni del Messico, in particolare nello Yucatan, si tratta per lo più di amache fatte a mano, con un tessuto naturale che viene lavorato principalmente dalle donne e salvo qualche rara occasione anche dagli uomini. Sono dunque pezzi unici, lavorati da popolazioni del posto e che donano un tocco tutto particolare alla casa, mantenendo anche un rapporto con la terra d’origine capace di attraversare lunghe distanze per trasformarsi in un oggetto pensato per il relax e la comodità di persone distanti anche migliaia di chilometri. 

 

 

Chiamate anche amache a rete sono di diverse misure e con un peso che varia dai 650 grammi raggiungendo poi nei modelli XXXL più robusti anche i 3 chili complessivi. Essendo formata da tutta una serie di fili è importante assicurarsi che questi non vadano a intrecciarsi, anche in occasione di un lavaggio che va eseguito specificamente a mano. Una volta lasciata l’amaca nell’acqua per un tempo massimo che non deve superare i trenta minuti, la si può stendere e lasciare ad asciugare. 

Da un controllo e uno sguardo iniziale si vede dunque che si tratta di un’amaca pensata e progettata sia per una singola persona nella sua dimensione definita dalla lettera B, passando poi per misure anche più grandi e familiari nei modelli L e XL. Il processo di tessitura occupa una parte specifica della lavorazione, mentre l’inserimento dei passanti e la giusta collocazione delle aste avvengono in momenti differenti e da parte di persone che si occupano di questo passaggio specifico. 

 

L’amaca brasiliana

A differenza del modello messicano, quella brasiliana è una delle amache più vendute.

I motivi sono presto detti: si tratta di una tipologia realizzata con un tessuto morbido e su cui è piacevole distendersi, avendo così a disposizione un supporto adeguato con cui potersi allungare sfruttando anche le diverse misure disponibili. 

Di solito il colore è il vero protagonista per quel che riguarda queste amache, con tessuti cangianti che variano e mescolano le diverse tinte, passando poi da un tipo di amaca anche a tinta unita che però non perde il suo tratto tipico in cui piacevolezza e morbidezza accolgono l’utente. 

Trattandosi di un oggetto in tessuto è bene prendere alcune precauzioni al momento di utilizzare la prima volta questa amaca. Per prima cosa si può procedere ad appenderla, quindi una volta afferrati entrambi i lati, si può procedere sedendosi al centro dell’amaca, tenendo i piedi ben poggiati a terra. Per quel che riguarda il lavaggio si può anche procedere a una pulizia in lavatrice, facendo però attenzione ai colori e per la prima volta passare direttamente a un lavaggio a mano. L’amaca di tipo brasiliano ha dalla sua una lavorazione e creazione del tessuto che si affida maggiormente a una stoffa robusta e con tutto l’essenziale per dare quella sensazione di piacevolezza durante la seduta. 

 

 

Questione di gusti

Si capisce dunque che sia da una parte sia dall’altra, la questione non è tanto sulla piacevolezza quanto sullo stile che si desidera sposare. L’intreccio delle lavorazioni messicane o il tessuto di quelle brasiliane? Sempre di amache si tratta e con un ventaglio di possibilità anche per quel riguarda le misure e la grandezza con cui poter affrontare la dura questione del relax e dello svago. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 24.08.19

 

Ogni angolo della Terra ha le sue ineguagliabili bellezze, visitarle tutte è impossibile ma almeno cominciate dai dieci trekking che abbiamo scelto per voi.

 

In Italia non mancano incantevoli percorsi che non lascerebbero indifferenti nessun amante del trekking ma perché limitarsi solo a quelli “vicino casa” quando in giro per il mondo ce ne sono tantissimi altrettanto meritevoli? Se volete nuovi luoghi mozzafiato non dovete fare altro che leggere quanto segue. Abbiamo selezionato dieci trekking che meritano la vostra attenzione e chissà che uno di questi non possa essere una delle vostre prossime tappe ma non dimenticate di mettere ai vostri piedi un paio di scarpe da trekking buone ed economiche (ecco i migliori modelli).

 

Il Camino del Rey

Il nostro viaggio comincia da Malaga, Spagna. È il Caminito del Rey, fino a qualche tempo fa considerato uno dei più pericolosi al mondo ma ora reso più agibile. Avrete modo di camminare su passerelle che sovrastano le gole a un centinaio di metri d’altezza. Il sentiero ha accesso dalle cittadine di Ardales e Alora. La gola di Gaites è attraversata dal fiume Guadalhorce che arriva fino a una profondità di 700 metri. La passerella si estende per 2,9 km e c’è un tunnel parallelo di 300 metri che rappresenta un percorso alternativo in caso di pioggia o forte vento. La zona offre una grande quantità di specie animali e vegetali.

 

 

Il percorso degli Inca

Suggestivo il percorso che porta a Machu Picchu, lo stesso che compiva il popolo Inca secoli prima. Il sentiero è fatto di scale e gallerie che conducono fino alla gola del fiume Urubamba e alle cime delle Ande.

 

Cinque Terre

Se l’idea di dover prendere l’aereo non vi piace, dalle nostre parti, come detto in apertura, non mancano i bei luoghi come le Cinque Terre che offrono, guarda caso, cinque percorsi diversi per gli amanti del trekking.

 

Pitons

Riunione è un’isola di origine vulcanica che si trova nell’oceano Indiano Occidentale; appartiene all’arcipelago delle Mascarene. L’isola offre panorami imperdibili. Il Piton des Neiges è la cima più elevata mentre il Piton de la Fournaise, situato a sud est, è uno dei vulcani più attivi al mondo.

 

GR20

Il GR20 è un percorso che attraversa la Corsica da nord ovest a sud est. È ritenuto uno dei più affascinanti al mondo ma anche uno dei più difficili e dunque consigliabile agli escursionisti più esperti. Lungo 180 km congiunge il comune di Calenzana con quello di Conca. Il GR20 attraversa la catena montuosa corsa e il parco regionale della Corsica. Percorrere per intero il GR20 richiede circa due settimane a meno che non vogliate battere il record di François D’Haene che ha impiegato 31 ore e 6 minuti.

 

Kalalau

Il sentiero di Kalalau sull’isola Kauai, nello stato delle Hawaii, si estende per circa 18 km lungo la costa settentrionale dell’isola. È ritenuto uno dei percorsi più belli ma anche più pericolosi al mondo. Gli escursionisti più esperti completano il viaggio di andata e ritorno nell’arco di una giornata mentre quelli meno esperti impiegano 48 ore. Le aree di campeggio lungo il tragitto sono due Hanakoa Valley e Kalalau Beach; al di fuori di queste due aree non è consentito campeggiare.

 

Valle di Paro

In Bhutan avrete modo di compiere un viaggio spirituale attraversando la Valle di Paro dove potrete ammirare luoghi incontaminati e tanti templi buddhisti.

 

Overland track

Overland track è un trekking di 70 km nel bel mezzo della Tasmania. Il percorso ha inizio dal Visitor Centre del parco nazionale delle Cradle Mountains. Il parco si caratterizza per le foreste di eucalipto, laghi e paludi sorvegliate da suggestive montagne come il monte Oakleigh alto 1.286 metri. State attenti al Currawong, un uccello molto diffuso dunque avrete molte probabilità di avvistarlo. A cosa dovete stare attenti? A che non frughi nel vostro zaino. 

L’escursione dura circa una settimana. Potete concedervi piccole deviazioni dal percorso per ammirare cascate e altre bellezze naturali. Come potete immaginare l’Overland Track non è roba per novellini, serve una certa esperienza e preparazione. La buona notizia che non serve portarsi dietro tanta acqua perché nei rifugi ce n’è in abbondanza.

 

We Coast Trail

È un percorso di backpacking lungo 75 km che si estende lungo la costa sud occidentale di Vancouver, Canada. Il We Coast Trail fu costruito nel 1907 per rendere più agevoli i salvataggi dei naufraghi e fa parte del Rim National Park. È considerato uno dei percorsi escursionistici migliori al mondo.

 

 

The Narrows

Nello Utah (USA) c’è il parco nazionale dello Zion che ospita il The Narrows, un percorso di 16 miglia che ha inizio dal Chamberlain’s Ranch. L’esperienza è di quelle che non si dimenticano. Servono circa due giorni per completare il percorso, tempo che comprende una notte in tenda lungo il fiume. Il National Geographic l’ha classificata al quinto posto delle 100 avventure da portare a termine nella vita.

 

 

Ultimo aggiornamento: 24.08.19

 

Pannelli solari per camper – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensione del 2019

 

L’uso dei pannelli solari è sempre più diffuso, non soltanto per gli impianti domestici ma anche per i motorhome, la categoria di autoveicoli in cui rientrano camper e roulotte, per le imbarcazioni e anche per le piccole abitazioni delle zone montane e rurali.  La nostra guida contiene ulteriori informazioni atte a capire come scegliere un buon pannello solare per camper in grado di soddisfare le vostre esigenze; troverete inoltre la recensione di quelli che, secondo i pareri dei consumatori, sono i migliori pannelli solari per camper del 2019, tra i prodotti venduti online. Tra questi spiccano soprattutto il pannello Eco-Worthy L02P100-N-1, un modello policristallino con un ottimo rapporto qualità-prezzo, e il Direct Importer SP15, costoso ma di alta qualità e completo di kit per il montaggio e regolatore di carica.

 

 

Tabella comparativa

 

Lo mejor de los mejores

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Come scegliere il miglior pannello solare per camper

 

Per capire quale pannello solare per camper comprare a prescindere dai consigli d’acquisto inerenti alla migliore marca, presunta o tale che sia, e cercando di attenerci a un’ampia gamma di possibili esigenze, abbiamo preparato una tabella di comparazione che confronta prezzi, pregi e difetti dei modelli più apprezzati dai consumatori.

I pannelli solari inseriti nella tabella, infatti, sono quelli che hanno ottenuto il massimo gradimento da parte degli acquirenti, arrivando quindi a occupare i primi posti della nostra classifica relativa al miglior pannello solare per camper.

 

Guida all’acquisto

 

I vantaggi dell’energia solare

I pannelli solari sono la soluzione ideale per risolvere il problema dei costi di gestione energetica; gli impianti fotovoltaici domestici purtroppo, anche se i prezzi si sono notevolmente abbassati, richiedono ancora un spesa iniziale abbastanza consistente.

Tuttavia, però, se l’esigenza è quella di fornire energia a una motorhome, che si tratti di un camper, di una roulotte o di un’imbarcazione, oppure a una piccola abitazione situata lontano dalla rete elettrica, come le baite delle zone montane, per esempio, o i casali situati in remote zone rurali, allora i pannelli solari rappresentano una valida alternativa ai gruppi elettrogeni alimentati a combustibile, soprattutto per quanto riguarda i costi di gestione a lungo termine.

 

Monocristallino o Policristallino

I pannelli solari fotovoltaici, a differenza di quelli termici che hanno uno scopo differente, sono dei dispositivi optoelettronici in grado di convertire l’energia solare in energia elettrica mediante, appunto, l’effetto fotovoltaico e, di conseguenza, essere utilizzati come generatori di corrente.

I moduli dei pannelli solari fotovoltaici sono realizzati in silicio, il materiale semiconduttore su cui si basa l’intera industria elettronica moderna, e può essere di due tipi, monocristallino o policristallino; il silicio monocristallino ha una maggiore purezza e quindi riesce a raggiungere un’efficienza del 18-21%, ma è molto più costoso rispetto al policristallino.

Quest’ultimo, invece, pur presentando delle piccole imperfezioni strutturali, rientra pienamente nei canoni di tolleranza richiesti per la realizzazione di celle solari, incluse quelle a elevate prestazioni; l’efficienza dei pannelli solari realizzati con silicio policristallino raggiunge solo il 15-17%, ma sono di gran lunga più economici.

 

Ulteriori accessori

L’impianto fotovoltaico necessita di determinati componenti per essere assemblato: i cavi di collegamento con gli innesti specifici di tipo MC4, le scatole di derivazione e il regolatore di carica da collegare alla batteria.

Non tutti i pannelli solari in commercio sono dotati di questi componenti, che quindi andrebbero acquistati separatamente andando a incidere sulla spesa complessiva; in questi casi è sempre consigliabile orientarsi verso modelli un po’ più costosi, ma completamente accessoriati.

 

I migliori pannelli solari per camper del 2019

 

A riprova che il rapporto qualità-prezzo, nella maggior parte dei casi, ha la meglio sulle caratteristiche oggettive possedute dal pannello solare, uno dei prodotti più apprezzati dagli acquirenti è un modello che, seppur realizzato in silicio policristallino, è capace di erogare un quantitativo minimo di elettricità anche in condizioni di scarsa illuminazione solare.

Tra gli altri prodotti, ovviamente, ci sono dei pannelli solari in silicio monocristallino, più costosi ma dalla resa migliore, che si prestano non soltanto all’utilizzo su veicoli e imbarcazioni, ma possono essere collocati anche su una tenda o usati per la creazione di impianti fotovoltaici per uso domestico.

 

Prodotti raccomandati

 

Eco-Worthy L02P100-N-1

 

Principale vantaggio:

Il pannello solare riesce a fornire una buona dose di energia anche se installato in una zona interessata dall’ombra.

 

Principale svantaggio:

Nel prezzo è compreso il solo pannello e poco altro: dovrete comprare inverter, staffe, batteria e tutto ciò che può servire a soddisfare le vostre particolari esigenze.

 

Verdetto 9.7/10

Abbiamo avuto modo di riscontrare ampia soddisfazione da parte degli utenti per il pannello in esame. Il rapporto qualità/prezzo è giudicato favorevolmente e noi ci accodiamo a tale opinione.

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Descrizione Caratteristiche Principali

 

Funziona bene anche in caso di ombra

Con i costi dell’elettricità che tendono sempre verso l’alto, “ecologizzare” la propria casa munendosi di pannelli solari come questo, nel tempo, consente un bel risparmio. Ma daremmo un’informazione incompleta se ci limitassimo a questo esempio perché il pannello Echo-worthy fa al caso di caravan, roulotte e barche.

Essendo realizzato in policristallini, il pannello da 100W riesce ad accumulare energia solare anche se installato in luoghi interessati dall’ombra durante la giornata. Poi è chiaro, migliore e prolungata l’esposizione al sole e più performante è Eco-worthy. Abbiamo avuto modo di accertare che la soddisfazione dei clienti per l’acquisto è stata alta, anche a distanza di diverso tempo dopo l’installazione a testimonianza della buona longevità dimostrata dall’articolo.

Installazione semplice

Installare il pannello solare si è dimostrata essere un’operazione tutt’altro che complicata. Vogliamo comunque chiarire un punto poiché qualcuno potrebbe fraintendere. Se volete fornire energia alla vostra abitazione, e con ciò intendiamo dire, usare tutti gli elettrodomestici, luci e quant’altro, vi servirà ben più di un pannello solare.

Ecco, per una installazione di tale portata è meglio chiedere il supporto a un professionista che oltre a occuparsi dell’installazione saprà anche dirvi di quanti pannelli avete bisogno per far fronte alle vostre esigenze. Ad ogni modo il pannello è preforato e dotati di cavo 12AWG della lunghezza di 90 cm, connettori e una scatola di derivazione certificata IP-65, dunque può far tranquillamente fronte a polvere e acqua.

 

Ottimi materiali

Un’altra caratteristica che ha convinto gli utenti è la qualità dei materiali. A loro dire il pannello è solido, ben costruito e di assoluta affidabilità. Interessante, poi, la possibilità di aggiungere un kit solare eolico: in questo modo si ha una doppia azione per la carica della batteria.

Dobbiamo dire che grossi difetti non ce ne sono, ma è opportuno segnalare che, oltre al pannello, dovrete procurarvi le staffe per il montaggio, la batteria e l’inverter, oltre ad altre cose che dipendono dall’uso che avete intenzione di fare. Dunque, parlare di kit non è il caso. Segnaliamo queste mancanze per eccesso di precisione e con lo scopo di essere il più possibile chiari ma per il costo dell’articolo, non si poteva pretendere di più.

 

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Direct Importer SP15

 

Il pannello solare SP15, commercializzato dalla ditta di articoli elettronici Direct Importer, è un modello al top di gamma che si distingue per il costo e le prestazioni decisamente elevate.

Infatti è realizzato in silicio monocristallino e ha una potenza di 150 Watt, è parte di un kit che include i supporti in alluminio, il passacavo, sei metri di cavo anti-UV e un regolatore da 10 Ampere per due batterie; il kit è pre-assemblato, quindi si installa in modo facile e veloce, e con tutti i supporti occupa un ingombro di 148,2 x 67,6 x 5,5 millimetri e ha un peso complessivo di 12,8 chilogrammi.

L’elevato livello di prestazioni lo rende ideale non soltanto per i veicoli e le imbarcazioni, ma anche per le abitazioni situate in zone rurali o montane remote, non raggiunte ancora dalla normale rete elettrica; gli acquirenti ne confermano le ottime specifiche e il prezzo elevato.

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Offgridtec 3-01-001260 50W

 

Anche quello di Offgridtec è un pannello solare di alta qualità, ed è anche particolarmente costoso rispetto agli altri modelli esaminati nella nostra guida, dal momento che l’unità modulare da 50 Watt ha un prezzo quasi analogo a quello di un pannello solare economico da 100 Watt.

Infatti è realizzato in silicio monocristallino, collocato in un telaio di alluminio e protetto da vetro temprato ESG, che offre un’elevata resistenza alla piegatura, allo shock termico e all’insolazione; ha un ingombro di soli 65 x 50,5 x 2,5 centimetri e un peso di 4,5 chilogrammi, dispone inoltre di cavi di collegamento da 90 centimetri di lunghezza, con connettori MC4 ma, purtroppo, nella confezione di vendita non è incluso il regolatore di carica.

Gli acquirenti ne confermano la qualità, ma il costo elevato lo rende adatto soltanto ai più esigenti, specialmente considerata l’ulteriore spesa per il regolatore di carica, da acquistare a parte.

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VIASOLAR Kit PRO 100 Watt

 

Il Kit PRO da 100 Watt di potenza, invece, è decisamente il più costoso tra tutti i pannelli solari per camper che abbiamo messo a confronto, ma è anche al top per quanto riguarda la qualità e le prestazioni offerte, nonostante la cellula fotovoltaica sia realizzata con silicio policristallino, dall’efficienza leggermente inferiore rispetto alle cellule realizzate con il silicio monocristallino.

Il Kit PRO è composto dal pannello solare, completo di cavi di collegamento di 5 metri di lunghezza, e dal regolatore di carica compatibile con batterie da 12 e 24 Volt; quest’ultimo dispone di schermo LCD per visualizzare e impostare i vari settaggi, e anche di uscita USB da 5V/2,5A.

È configurato in modo da consentire successive espansioni, ma gli acquirenti consigliano di alzare la posta e acquistare anche un inverter da collegare al pannello, in modo da aumentarne ulteriormente l’efficienza, soprattutto per alimentare le luci e i piccoli elettrodomestici.

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GIARIDE SPB-M100

 

Il GIARIDE SPB-M100 è un pannello solare di alta qualità sotto tutti gli aspetti, infatti è realizzato in silicio monocristallino ed è flessibile, con la capacità di seguire una curvatura regolare fino a 30°; è estremamente leggero, soltanto 1,9 chilogrammi, e può essere montato praticamente ovunque, sul tetto di casa, su autoveicoli, imbarcazioni, camper, cabine e perfino tende da campo data la sua leggerezza e flessibilità.

Misura 119 x 54 centimetri e ha uno spessore di soli 2,5 millimetri, grazie alla sua potenza di 100 Watt può caricare batterie da 12 o da 18 Volt; è venduto completo di cavi di collegamento da 90 centimetri di lunghezza, con connettori MC4 maschio/femmina, il regolatore di carica, però, va acquistato separatamente.

La soluzione flessibile, secondo gli acquirenti, lo rende estremamente semplice da installare, anche utilizzando soltanto strisce di velcro; le prestazioni sono ottime, ma il prezzo, come al solito, è alquanto elevato.

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Eco-Worthy L02P100-N-1

 

Il pannello solare per camper L02P100-N-1, prodotto dalla ditta californiana Eco-Worthy, è una unità modulare di base progettata per sistemi off-grid, quindi ideale per camper, roulottes e imbarcazioni, ma adatta anche per installazione domestica.

È un pannello fotovoltaico economico da 100 Watt, realizzato in silicio policristallino e inserito in un telaio di alluminio, quindi molto resistente alla corrosione e alle intemperie, pesa solo 7,6 chilogrammi e misura 996 x 665 x 35 millimetri; è completo di scatola di derivazione impermeabile di grado IP65, cioè completamente protetta contro la polvere e i getti d’acqua a bassa pressione, e cavi da 12 millimetri di diametro e 90 centimetri di lunghezza, con connettori rapidi di tipo MC4 maschio e femmina.

È potente quanto basta per caricare senza problemi una batteria da 12 Volt, e può essere installato in più unità nel caso in cui si abbia l’esigenza di caricare batterie dal voltaggio superiore.

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Come utilizzare un pannello solare per camper

 

Va bene vivere all’avventura e a contatto con la natura ma difficilmente si riesce a rinunciare a tutti i comfort della vita moderna. L’energia elettrica è certamente una di queste. Dopotutto basta un black-out di poche ore per mandarci nel panico. Ecco perché quando si parte per un viaggio in camper, è bene munirsi di pannelli solari in grado di fornire l’energia di cui si ha bisogno.

 

 

Cosa serve

I pannelli solari, da soli non bastano. Vediamo quali altri sono gli elementi necessari per completare il sistema energetico per il camper. Innanzitutto un regolatore di carica. Che scopo ha? In sostanza consente di gestire la carica della batteria ed evita la discontinuità nel rilascio dell’energia così da preservare l’integrità e il funzionamento tanto dei pannelli quanto della batteria. Servono, poi, delle batterie d’accumulo e infine un inverter, indispensabile se si utilizzano dispositivi a corrente alternata.

 

La potenza dell’impianto

I pannelli solari vanno scelti tenendo conto della potenza di cui si ha bisogno. Il minimo indispensabile è un modulo da 100 W che può produrre circa 320 wattora quotidiani. Prendete tale dato come una stima che può variare. Molto dipende dalle condizioni atmosferiche. In estate in una zona senza ombra, il modulo può produrre anche più energia. Se viaggiate in camper anche durante il periodo invernale, vi conviene prendere pannelli da 140 W. In questo modo potrete sfruttare il riscaldamento del camper.

 

I tipi di pannelli

Possiamo individuare tre tipi di pannelli solari. A vostra disposizione ci sono quelli a monocristallini, policristallini e in silicio. I pannelli solari monocristallini garantiscono un ottimo rendimento a patto che siano ben orientati verso il sole, con la giusta inclinazione e senza ombre. Molto usati sono i pannelli solari in silicio perché anche in caso di posizionamento non ottimale, forniscono un buon rendimento energetico.

 

 

Quanti pannelli servono

A seconda dei casi l’installazione di un solo pannello può essere sufficiente oppure no. Dipende dall’energia di cui si ha bisogno. Come fare a saperlo? Un sistema è prendere nota della potenza assorbita dalle apparecchiature e considerare il tempo medio di utilizzo. Chiaramente si tratta di stime ed è meglio calcolarle in eccesso.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 24.08.19

 

Lavatrici da campeggio – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni del 2019

 

Poter lavare i vestiti quando si campeggia lontano dai centri abitati è un’esigenza molto sentita dagli amanti delle vacanze all’aria aperta e che ora possono risolvere con le lavatrici da campeggio. Questi piccoli oggetti sono appunto studiati per sostituire la normale lavatrice quando non si ha a disposizione perché mancante nel campeggio dove ci si è fermati, oppure nella casa al mare o in montagna. Un modello utile è quindi il oneConcept Ecowash-Pico che permette un carico fino a 3,5 kg ed è dotato anche di timer per impostare sia la centrifuga sia il lavaggio. Per chi ha esigenze maggiori a livello di carico, ecco la lavatrice da campeggio oneConcept Ecowash XL che offre un carico di 4,2 kg e che dispone di due camere separate, una per il lavaggio e una per la centrifuga. Quest’ultima però può ospitare al massimo 3 kg di vestiti in una volta sola.

 

 

Tabella comparativa

 

Lo mejor de los mejores

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Come scegliere la migliore lavatrice da campeggio

 

Non sempre nei luoghi dove si va a soggiornare è disponibile una lavatrice che consenta di lavare vestiti e biancheria per non portarsi appresso tutto il guardaroba quando si va in vacanze. È anche vero che in alcuni monolocali non è facile trovare lo spazio per una normale lavatrice. Ecco che a soddisfare queste due esigenze, che fungono solo come esempi pratici, il mercato propone lavatrici “mignon”, chiamate da campeggio, ma che non hanno nulla da invidiare ai classici modelli e che per questo motivo diventano un valido sostituto soprattutto dove lo spazio a disposizione è risicato.

Guida all’acquisto

 

Capacità contenuta

Come le normali lavatrici, anche quelle definite “da campeggio” sono dotate di un motore che fa girare il cestello dove vengono posizionate i capi da lavare. Molti modelli sono dotati anche di funzione centrifuga per strizzare i capi dopo il lavaggio con il detersivo e il susseguente risciacquo.

Chiaramente, rispetto alle lavatrici da appartamento, queste lavatrici in miniatura hanno una capienza decisamente ridotta. I modelli più “grandi” arrivano ad ospitare un massimo di 5 kg, anche se la media dei modelli più venduti online si aggira intorno ai 4 kg. Ci sono anche modelli decisamente piccoli che non superano i 3 kg, e sono ideale per un campeggiatore solitario o un single che non ha spazio nell’appartamento in cui vive.

 

Alla ricerca della corrente

Per funzionare anche queste piccole lavatrici necessitano di una presa elettrica per alimentare il motore e di uno scarico da dove prendere l’acqua necessaria per il lavaggio.

Questo può tranquillamente essere un rubinetto, e per questa opzione tutte le lavatrici da campeggio sono dotate di un tubo che le consente di essere appunto collegata a un rubinetto. Il diametro del tubo è abbastanza standard, e nel caso l’aggancio al rubinetto non sia della misura ideale si può tranquillamente sostituire con un costo minimo con un tubo più adatto. Un ulteriore tubo sarà necessario per svuotare la lavatrice dall’acqua residua dopo il lavaggio o il risciacquo, e questa è senza dubbio l’operazione più “noiosa” che bisogna mettere in preventivo quando si decide di acquistare una lavatrice da campeggio.

Molte di queste lavatrici in miniatura sono costruite in plastica, materiale che consente di contenere i prezzi ed è abbastanza resistente. La qualità di una buona lavatrice da campeggio si valuta anche per il tipo di plastica utilizzata. Spesso i modelli più economici sono fatti in plastica davvero molto sottile e quindi anche poco resistente.

Adattarla alle proprie esigenze

La presenza di un timer è fondamentale per poter eseguire il lavaggio senza sperperare corrente elettrica inutilmente. Le lavatrici da campeggio di norma offrono un manuale con i tempi necessari per lavare determinati capi. Chiaramente, visto il carico decisamente minore rispetto a una normale lavatrice, anche i tempi di lavaggio e centrifuga sono più bassi.

La potenza del motore determina a suo modo anche i tempi di lavaggio: un motore potente consente di lavare in minor tempo e di eseguire la centrifuga (dove disponibile) in pochi minuti. Questo consente di fare più bucati in meno ore, soprattutto se si è in ferie con la famiglia e i vestiti da lavare non sono pochi.

 

Le migliori lavatrici da campeggio del 2019

 

Sono prodotti indubbiamente particolari e rivolti a una nicchia di acquirenti ma se non sapete quale lavatrice da campeggio comprare, qui di seguito trovate i nostri consigli d’acquisto con tanto di classifica e recensioni dei modelli più interessanti.  

 

Prodotti raccomandati

 

oneConcept Ecowash-Pico

 

Principale vantaggio:

Le dimensioni molto contenute abbinate a una buona potenza del motore e della centrifuga consentono di utilizzare questa piccola lavatrice per lavare una discreta quantità di panni e vestiti in poco tempo.

 

Principale svantaggio:

Secondo i pareri degli utenti è fondamentale posizionare la lavatrice da campeggio su una superficie piatta e stabile, perché altrimenti si rischia che durante il lavaggio e la centrifuga le vibrazioni che si creano possono far ribaltare il dispositivo.

 

Verdetto: 9.8/10

La miglior marca di lavatrici per campeggio offre un modello che piace sotto molti punti di vista, non ultimo l’estetica e la semplicità di utilizzo. Il prezzo a cui viene offerta non è particolarmente alto se messo in comparazione con altri modelli simili.

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Descrizione Caratteristiche Principali

 

Potente

Senza alcun dubbio una delle caratteristiche per cui si distingue questa lavatrice da campeggio sono è la potenza erogata dal motore alimentato tramite corrente elettrica. Questo raggiunge senza problemi i 380 Watt che in poco tempo consentono di lavare una buona dose di vestiti, pari ad un massimo di 3,5 kg.

Se si attiva la funzione di centrifuga, il motore si attesta a 135 watt, una buona potenza per avere tutto quanto il vestiario lavato pronto per essere steso ad asciugare, ma appena umido e non completamente bagnato. I tempi per effettuare un ciclo di centrifuga sono molto contenuti questo consente di poter provvedere a un nuovo bucato a pochi minuti da quello appena terminato.

È ideale quindi per la biancheria intima, per qualche maglietta, pantaloni e felpe non molto pesanti. Di giubbotti o tutti i capi di vestiario ingombranti non sono indicati per essere lavati in questa mini lavatrice visto anche il cestello per la centrifuga che ha una capacità minore rispetto a quanto si può lavare.

Facile da usare

Non bisogna certo spaccarsi le meningi per poter utilizzare al meglio questa lavatrice. Sul lato è posizionato un solo grande tasto che funge da timer e che consente di impostare il tempo per il lavaggio e anche per la centrifuga. Il massimo tempo impostabile per il lavaggio è di 10 minuti, mentre si scende a tre minuti per la centrifuga.

Si può scegliere di utilizzare acqua calda o fredda a seconda dei capi che si andranno a lavare. L’acqua necessaria deve arrivare da una fonte che di norma può essere un rubinetto ma che può essere anche a scelta un qualsiasi contenitore abbastanza alto da permettere al tubo di pescare la quantità d’acqua necessaria alla lavatrice per il lavaggio. Un secondo tubo laterale posto sul bordo della lavatrice funge da scarico e sarà necessario alla fine di ogni bucato per svuotare l’acqua residua che contiene il detersivo.

 

Mancano le istruzioni nella nostra lingua

Le istruzioni allegate (purtroppo però non in lingua italiana) consigliano la giusta quantità d’acqua e di detersivo da utilizzare in base alla tipologia di vestiario che si desidera lavare. Comoda, infine la maniglia posta sul lato che consente di trasportare in tutta comodità la lavatrice, visto anche il peso che non supera i 5 kg.

Da notare che il cavo di alimentazione, che può essere avvolto nei due comodi supporti sul retro della lavatrice ha una presa di tipo Shuko, quindi è prevedibile che sia necessario acquistare un adattatore per poterla utilizzare dove si vuole.

 

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oneConcept Ecowash XL

 

Questa lavatrice da campeggio si nota subito per la presenza di due comparti da utilizzare per due differenti operazioni. Il primo e più ampio è quello dedicato al lavaggio dei capi e ne può contenere un massimo di 4,2 kg. Il secondo più piccolo è quello dove si inseriscono i vestiti per la centrifuga e in questo caso si può inserirne fino a 3 kg. Rispetto a molte altre lavatrici da campeggio, questo modello mette a disposizione anche due programmi di lavaggio, uno pensato per gli indumenti normali e l’altro per quelli più delicati.

La presenza di due timer destinati rispettivamente ad impostare i tempi per lavaggio e centrifuga permettono di eseguire queste due operazioni una di seguito all’altra senza dover svuotare la lavatrice come accade nei modelli a un solo vano. Il motore da 300 watt arriva alla massima potenza durante il lavaggio, mentre scende a 110 watt per le operazioni di centrifuga. Non è la lavatrice portatile venduta al prezzo più basso, ma le sue caratteristiche la rendono quella più simile a una normale lavatrice da casa.

 

Pro

Capienza: La possibilità di lavare in una volta sola ben 4,2 kg di vestiti la rende ideale per un single o per una famiglia quando va in campeggio e non ha a disposizione una normale lavatrice.

Semplice: La presenza di due timer, uno per impostare il tempo del lavaggio e uno per quello della centrifuga rendono molto semplice le operazioni sopra indicate.

Potenza: Con 300 W di potenza per il lavaggio e 110 W per la centrifuga, si ottengono ottimi risultati in entrambe le operazioni, nonostante le dimensioni molto contenute di questa lavatrice da campeggio.

 

Contro

Manuale: Quando si decide di lavare e asciugare i vestiti non ci si può allontanare visto che è necessario spostare manualmente i capi dal vano lavaggio a quello per la centrifuga.

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oneConcept SG003

 

Con una capienza di 2,8 kg la si può utilizzare in campeggio o nella casa di vacanza dove avere una lavatrice normale che si utilizza solo per qualche giorno all’anno è uno spreco. In pratica si ha la metà del carico di una normale lavatrici, ma tempi di lavaggio estremamente ridotti. Infatti, nella parte alta della piccola lavatrice sono posizionati due timer: uno per il lavaggio (da 0 a 15 minuti) e uno per la centrifuga (da 0 a 5 minuti).

Si possono lavare un po’ tutti i capi, anche lenzuola e biancheria intima, seguendo la tabella riportata nelle istruzioni (in lingua tedesca, ma con disegni che aiutano a capire che capo inserire a che minutaggio lavarlo). La potenza del motore si attesta a 180 watt che consente di avviare un ciclo completo di centrifuga e finirlo in soli 5 minuti. I capi alla fine saranno solamente umidi, pronti per essere stesi ad asciugare senza il fastidioso gocciolio che avviene quando i vestiti non sono stati centrifugati a dovere.

 

Pro

Silenziosa: Una delle sue qualità che più stupisce è la mancanza di rumore quando è in uso, cosa che consente di utilizzarla anche si ci sono persone che dormono nella stanza o nel camper dove è posizionata.

Centrifuga: Nonostante le dimensioni molto contenute offre anche la possibilità di centrifugare quanto appena lavato, utilizzando un cestello apposito deputato a questa operazione.

Tempi brevi: Una centrifuga fatta bene impiega solo 5 minuti di tempo. A detta degli utenti che l’hanno acquistata i capi escono appena umidi e pronti per essere asciugati dai raggi del sole in breve tempo.

 

Contro

Svuotamento: Dopo il lavaggio è necessario svuotare la lavatrice dall’acqua residua e dal detersivo prima di procedere alla centrifuga, operazione che a lungo andare può diventare un po’ noiosa da eseguire.

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TecTake 400777

 

Una valida alternativa alla classica lavatrice da appartamento, vista la capienza massima che offre (4,2 kg) e la possibilità di centrifugare e lavare i vestiti in due zone separate.

Questo è quanto offre la lavatrice da campeggio TecTake, che si basa su un motore da ben 240 Watt che dimezza la sua potenza quando deve centrifugare i capi inseriti nell’apposito vano. Nella parte alta della lavatrice sono a disposizione i due timer che consentono di regolare i tempi per il lavaggio (massimo 15 minuti) e per la centrifuga (massimo 5 minuti).

Piace la possibilità di impostare il lavaggio in base alla tipologia di capi che si vanno ad inserire, normali o delicati. Una terza posizione nella manopola deputata a questa selezione si utilizza quando è necessario scaricare l’acqua dopo il lavaggio. Chi confronta i prezzi prima di acquistare noterà che questo modello è in linea con gli altri modelli dalle stesse qualità.

 

Pro

Doppio vano: La lavatrice da campeggio TecTake offre due vani ognuno dei quali è concepito per un particolare utilizzo: il primo serve per inserire i capi da lavare, il secondo per asciugarli utilizzando la funzione di centrifuga.

Doppio programma: Due i programmi di lavaggio messi a disposizione selezionabili tramite un’apposita manopola posta nella parte alta della lavatrice: la prima è per i capi normali che necessitano di lavaggio “forte, la seconda per i capi delicati.

Drain: La manopola che serve per selezionare il tipo di lavaggio ha una terza posizione evidenziata dalla scritta “drain” che si deve selezionare quando è necessario far defluire l’acqua all’esterno della lavatrice dopo il lavaggio.

 

Contro

Tubo di scarico: Alcune utenti hanno trovato che il tubo di scarico è un po’ troppo corto e realizzato con plastica troppo morbida che lascia presagire una facile rottura.

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HCP lavatrice a mano

 

Quando non si ha la possibilità di avere una presa elettrica nelle vicinanze, una lavatrice “a mano” è quello che serve per avere sempre i capi puliti e pronti da indossare. Un modello tra i più venduti è quello proposto da HCP che appunto usa “l’olio di gomito” al posto della corrente elettrica per far ruotare il cestello deputato al lavaggio dei capi. Ha una capacità massima di 2 kg, anche perché un maggiore carico diventerebbe troppo faticoso da “girare”.

Diventa anche una centrifuga svuotando l’acqua all’interno e procedendo alla rotazione del cestello tenendo i capi bagnati all’interno che possono essere magliette, biancheria intima e panni. Le dimensioni e il peso sono molto contenuti (è realizzata in polipropilene) e non sarà quindi un problema trasportarla insieme al resto dell’attrezzatura quando si va in campeggio. Un cuscinetto a ventosa evita che la mini lavatrici a mano si sposti durante la fase di lavaggio.

 

Pro

Facile da usare: Per poter lavare i vestiti con questa lavatrice manuale è molto semplice: basta inserire i vestiti, riempire d’acqua il vano centrale, mettere un po’ di detersivo, e girare la manovella per effettuare il lavaggio.

Dimensioni: L’ingombro di questa lavatrice è davvero minimo, nell’ordine di 320 cm larghezza e 45 cm in altezza, che consentono di ospitare fino a 2 kg di vestiti da lavare e 3 kg da asciugare.

Maniglia retraibile: La maniglia che serve per far ruotare il cestello quando non viene utilizzata si può riporre sul coperchio evitando che maldestramente per un qualche motivo si rompa nel caso venga urtata.

 

Contro

Capi poco ingombranti: Capienza e dimensioni non consentono di lavare e asciugare capi che siano molto ingombranti, quindi d’inverno può risultare poco utile.

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Come utilizzare la lavatrice da campeggio

 

Le cosiddette lavatrici da campeggio, sono in pratica delle mini lavatrici che consentono di lavare e in alcuni casi asciugare tramite centrifuga una quantità ben definita di capi che di norma non superano i 5 kg. Per dimensioni e peso sono ideali appunto da portarsi in campeggio o nella casa delle vacanze, dove una normale lavatrice non ha senso di esserci.

 

 

Motori potenti

Queste piccole lavatrici funzionano più o meno come quelle normali. Hanno un motore, abbastanza potente per poter completare un lavaggio in circa 7/8 minuti, ma i modelli più completi sono dotati di timer che può arrivare fino a 15 minuti. La centrifuga si ottiene in soli 5 minuti al massimo, ovviamente molto dipende dal tipo di capi inseriti. Sono alimentate tramite corrente elettrica, quindi hanno questa piccola l’imitazione che prevede una presa nelle vicinanze.

Non sono certo indicate per lavare giubbotti invernali, coperte pesanti e altri capi di abbigliamento che necessitano di lavaggi particolari. Infatti, solo alcuni modelli offrono un paio di tipi di lavaggio, che vanno da quelli per capi normali a quelli più delicati.

 

Utilizzo

Come le normali lavatrici anche queste da campeggio utilizzano, chiaramente, l’acqua, fredda o calda a seconda delle esigenze di lavaggio che si possono avere. Sono dotate di un paio di tubi: il primo serve per riempire l’interno della lavatrice e può essere collegato direttamente a un rubinetto dell’acqua.

Il secondo serve per scaricare l’acqua una volta terminato il lavaggio. Quest’ultima operazione va effettuata manualmente, portando la lavatrice da campeggio in posizione più elevata rispetto alla bacinella o lavandino dove si vuole scaricare l’acqua.

 

Centrifuga

Molti modelli, come detto, sono dotati anche dell’opzione di centrifuga per asciugare il più possibile i panni appena lavati. Ci sono sul mercato due tipi di lavatrici da campeggio con due diversi concetti di centrifuga. La prima e forse la più semplice prevede l’inserimento nell’unico vano, opportunamente svuotato dell’acqua utilizzata per il lavaggio, di un cestello dove si andranno ad inserire i capi appena lavati.

Questo, fungerà da disidratatore attraverso un movimento rotatorio prodotto dallo stesso motore che viene utilizzato per il lavaggio. La seconda opzione prevede modelli con due vani separati, uno per il lavaggio e uno per la centrifuga. Sono molto comodi, in quanto appena finito il lavaggio basta spostare gli abiti nella centrifuga per procedere all’asciugatura. Non si possono però effettuare le due operazioni nello stesso tempo.

 

 

Costi

Una lavatrice da campeggio, come detto, funziona a corrente elettrica. Visto i tempi davvero minimo per fare un bucato da 4 Kg ed eventuale centrifuga, non ci saranno spiacevoli sorprese nella bolletta elettrica. Anche a livello di consumo d’acqua siamo ben al di sotto di quanto si usa con una normale lavatrice, e stesso dicasi per il detersivo necessario al lavaggio.

I prezzi di queste lavatrici non sono molto alti, e sono anche una valida alternativa per case dove lo spazio a disposizione non è molto e magari sono abitate da una, massimo due persone. Se vi state chiedendo dove acquistare una lavatrice da campeggio in questa pagina trovate i link dei modelli più venduti online con i nostri consigli d’acquisto e le migliori offerte per scegliere quello che più si addice alle vostre esigenze.

 

 

 

Domande frequenti

 

Come funziona la lavatrice da campeggio?

Una lavatrice da campeggio è normalmente alimentata a corrente elettrica. È necessario che sia collegata a un rubinetto tramite un tubo normalmente in dotazione. Sempre in dotazione è presente un tubo per lo scarico dell’acqua. Un motore che può raggiungere diverse potenze si occupa di alimentare il cestello dove vengono posizionati i capi da lavare.

Molti modelli hanno anche la funzione di centrifuga, che può avvenire o all’interno del vano principale o tramite un secondo adibito specificatamente a questo utilizzo

 

 

Quali detersivi si possono usare in una lavatrice da campeggio?

In pratica si possono utilizzare un po’ tutti i detersivi che normalmente si usano nelle normali lavatrici domestiche. Se viene utilizzata su una barca, visto che molto probabilmente lo scarico dell’acqua utilizzata per il lavaggio viene rilasciata in mare è meglio scegliere i detersivi ecologici, che hanno un costo leggermente superiore di quelli normali ma non inquinano il mare.

 

Quali funzioni e quali programmi hanno le lavatrici da campeggio?

La maggior parte dei modelli consente di lavare e di centrifugare i capi inseriti. Queste due operazioni non sono fatte in autonomia dalla lavatrice, ma devono essere eseguite a mano. A livello di programmi, i modelli più evoluti ne offrono almeno un paio. Uno dedicato al lavaggio dei capi normali e uno predisposto per lavare i capi più delicati. Questi modelli sono in genere anche i più costosi.

 

Quanti vestiti posso lavare con una lavatrice da campeggio?

La capienza di ogni lavatrice da campeggio varia da modello a modello in base alle dimensioni del vano principale e di conseguenza di quelle della lavatrice. Versino molto piccole possono ospitare un massimo di 2 kg di vestiti, mentre i modelli “più grandi” arrivano anche a 5 kg.

In media però le lavatrici da campeggio si attestano a una capienza compresa tra i 3 e 4 kg, Per quanto riguarda la centrifuga, questa capacità scende in pratica in tutto i modelli che la offrono. Queste caratteristiche sono molto importanti da valutare al momento dell’acquisto e sono facilmente reperibili nelle schede tecniche di ogni modello.

 

 

Quanto impiega una lavatrice a lavare circa 3 Kg di indumenti?

Il tempo necessario per lavare circa 3 Kg di indumenti varia a seconda della potenza del motore. A titolo di esempio un motore da circa 200 Watt impiega dai 6 agli 8 minuti per un ciclo di lavaggio. Chiaramente si tratta di vestiti molto sporchi, si può aumentare la durata agendo sui timer che la maggior parte dei modelli offrono.

Difficilmente però si può andare oltre i 15 minuti. I tempi scendono per quanto riguarda la centrifuga: in circa 5 minuti si possono avere 3 kg di vestiti abbastanza asciutti da non vederli gocciolare quando si andranno a stendere.