Ultimo aggiornamento: 10.07.20

 

Lo strumento più usato per l’orientamento e la navigazione fornisce l’indicazione del Nord solo grazie al particolare magnetismo della Terra. 

 

Il nostro pianeta cela ancora moltissimi misteri che la scienza sta cercando di scoprire attraverso nuovi studi, avvalendosi di tecnologie sempre più moderne. Uno di questi è il campo magnetico. Può sembrare banale, ma in realtà questa caratteristica è unica della Terra e ancora non si sa come funzioni il meccanismo di generazione di questo fenomeno. Si può supporre che l’interazione tra il nucleo esterno in ferro liquido e quello interno solido in qualche modo contribuisca alla creazione del magnetismo grazie alle correnti elettriche potentissime generate, ma per il momento rimane una teoria non confermata. 

Gli studi condotti su questo fenomeno vengono ritenuti molto importanti in quanto il campo magnetico tiene lontani i raggi cosmici e al vento solare, inoltre dal campo magnetico si può capire lo stato del nucleo terrestre. Quelli più recenti, condotti attraverso l’utilizzo di satelliti spaziali, hanno provato che il campo magnetico terrestre si sta indebolendo. Una sua inversione potrebbe stravolgere completamente il clima terrestre e ovviamente esporci completamente ai fenomeni cosmici. 

A questo si aggiunge un cambio di posizione del campo magnetico terrestre sempre più frequente che dai venti o dieci anni ha iniziato a spostarsi a cinque anni di distanza. L’ultimo spostamento è stato proprio dal 2015 al 2020. 

 

La risposta è nelle rocce

Per quanto riguarda lo spostamento del campo magnetico, gli geologi hanno trovato un sistema per monitorarlo, ovvero usare delle rocce. Alcune particolari tipologie quando si formano ‘immagazzinano’ informazioni sullo spostamento del campo magnetico e sono in grado di mantenerle per milioni di anni. 

Lo studio viene condotto principalmente sulle rocce contenenti ferro o nichel (sensibili al magnetismo) e quelle laviche. Queste rocce si trovano in tantissimi ambienti, specialmente nel mare, con le loro parti interne orientate verso il campo magnetico terrestre. Le datazione delle rocce permette quindi di capire quali sono stati le varie modifiche del campo magnetico e di organizzare una datazione in modo da tenere traccia dei vari spostamenti. 

Bussola, mappa o navigatore? 

Nel corso dei secoli l’uomo si è sempre dovuto affidare a dei sistemi particolari per poter trovare la giusta via. I navigatori del passato usavano le stelle, i venti e la posizione del sole, per poi passare alla cartografia e alle bussole. Pensare di potersi orientare con una bussola e una mappa di questi tempi può sembrare davvero obsoleto, specialmente considerando l’immediatezza dei moderni navigatori. L’arrivo dell’e-commerce ha rimesso la bussola sul mercato, dando la possibilità agli appassionati di trovare tantissimi modelli difficili da reperire. 

Sebbene le bussole vendute online riscuotano ancora un certo successo, questo strumento rimane relegato al campo nautico e a quello geologico. Ormai grazie ai navigatori GPS veniamo praticamente ‘guidati’ dalla partenza all’arrivo, anche se non conosciamo bene la strada. Sono finiti quindi i tempi dove si dovevano tirare fuori le mappe per trovare il giusto svincolo o la strada da percorrere, tutto è diventato molto più facile. La voce del navigatore ci dice dove girare, quanti chilometri ci sono da percorrere e persino se troveremo del traffico sul percorso. 

Gli amanti dell’orientamento però, preferiscono comunque esplorare zone naturali dotati solo della loro fida bussola e di una mappa, traendo grande soddisfazione nel trovare un nuovo sentiero. L’avventura è molto più avvincente senza usare troppi aiuti tecnologici, ma bisogna ovviamente sapere come leggere una mappa e usare la bussola. Non tutti infatti sanno bene come funziona, sebbene è impossibile non rimanere affascinati da quella freccia che punta sempre verso nord, non importa in quale direzione la si metta. 

 

Un’attrazione ‘magnetica’

La bussola funziona grazie al magnetismo, l’ago infatti punterà sempre verso il polo nord, indicando sempre quella direzione. Ma visto che il campo magnetico terrestre è in continuo spostamento, come facciamo ad essere sicuri che la bussola ci stia dando la direzione giusta? Infatti il nostro caro strumento per l’orientamento si ‘sbaglia’, in quanto c’è una discrepanza tra il nord magnetico e il vero ‘nord’, cosa che ci costringe a fare un calcolo per poter trovare le giuste coordinate sulla mappa. 

In realtà l’ago della bussola non punta proprio verso il Polo nord, quanto verso un punto in profondità sotto la superficie terrestre. Se dovessimo lasciarlo libero e in verticale, l’ago punterebbe proprio in quella direzione. D’altronde non è il Polo nord ad avere un campo magnetico, bensì l’intero pianeta. 

Fenomeni particolari

Il campo magnetico è la causa di fenomeni davvero incredibili e spettacolari, come ad esempio le famose aurore boreali. Queste sono generate dall’interazione con i temuti venti solari e il campo magnetico della terra, creando quei bagliori di luce così incredibili che portano tantissimi viaggiatori a visitare i paesi più a nord del pianeta per poterli osservare. 

Questo fenomeno però non è l’unico, perché in realtà anche alcuni animali sono in grado di spostarsi orientandosi grazie al campo magnetico. Le tartarughe marine ad esempio possono percorrere distanze incredibili per poi ritornare nei posti visitati grazie al campo magnetico. La bussola biologica appartiene anche ad altri animali come alcuni uccelli e insetti che riescono a determinare la latitudine geografica e magnetica grazie a innate capacità sensoriali. Capacità che avrebbero fatto sicuramente comodo ai primi esploratori umani e che adesso sono state trasferite nei nostri navigatori GPS.

 

 

 

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