Ultimo aggiornamento: 21.06.21

 

Bastoni da Trekking – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni

 

Per affrontare una camminata in montagna o praticare il nordic walking, è molto utile servirsi di bastoni da trekking che possano bilanciare il peso del corpo. È importante scegliere il materiale giusto, che li renda leggeri e facili da manovrare. Un occhio va dato alla resistenza, per non spendere troppi soldi e poi ritrovarsi con un oggetto inutilizzabile dopo poco tempo. L’impugnatura non deve invece dare fastidio alle mani, causando dolorose vesciche. A seconda del terreno, la punta deve avere una particolare conformazione ed essere dotata di optional, come i gommini, utili anche per la neve. Consultate la nostra guida per avere le idee chiare su come scegliere i migliori bastoni da trekking. Ecco, intanto, i nostri preferiti, a cominciare dal modello firmato Alpidex, una coppia di bastoni da passeggio economici ma realizzati con materiali di ottimo livello, come il carbonio che contribuisce a renderli leggeri. Subito dopo vengono i Glymnis a 3 Sezioni, dalla lunghezza regolabile e realizzati in solido alluminio, indicati per gli utilizzi in condizioni ambientali estreme e per i trail più impegnativi tra pietre e rocce.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Guida all’acquisto – Come scegliere il miglior bastone da trekking?

 

Quello da trekking è l’evoluzione del vecchio bastone di legno, valido aiuto nel cammino in montagna, indispensabile per dare un supporto e diminuire la fatica. Chi ha particolari problemi alle ginocchia può contare sul suo sostegno e ridurre la pressione e lo stress causati alla schiena.

Abbiamo creato una guida che possa aiutarvi a scegliere quello più indicato per voi. Date un’occhiata anche alla classifica più in basso, che include le recensioni di vari modelli presenti sul mercato.

 

 

Il peso e il materiale

Il principale criterio di valutazione per la scelta dei bastoni da trekking più utili è il peso del fusto, che è un elemento di primaria importanza per determinarne la maneggevolezza. Più sarà leggero, infatti, e più semplice sarà evitare di disperdere inutilmente una grande quantità di energia.

I modelli in alluminio sono i più diffusi ed economici, anche se questo materiale non è quello più lieve in commercio. Resiste però meglio agli urti e mantiene un prezzo più basso rispetto ad altri. Se volete invece un bastone davvero facile da manovrare, dovete orientarvi su quello in carbonio, che ha però un costo alto.

Anche se è più rigido e permette di muoversi impiegando meno forza, ha di contro una grande fragilità, tanto che basta un colpo contro una roccia per farlo sfibrare. Questi modelli devono essere preferiti se si intende camminare per giorni, perché sono molto piacevoli da portare con sé.

Chi confronta i prezzi e non ha problemi a spendere, può optare per il titanal, più rigido e resistente dell’alluminio, ma anche meno denso.

 

L’impugnatura

Un altro elemento molto importante da considerare è l’impugnatura, solitamente studiata per garantire il massimo grip nelle situazioni di piano, salita e discesa. I bastoni che l’hanno a maniglia vengono solitamente usati singolarmente e non in coppia, considerati più da hiking e da passeggio.

Per individuare la migliore marca in circolazione, è bene valutare il materiale utilizzato, che può essere la gomma, la schiuma o il sughero. Il primo è indicato per gli sport invernali, quando c’è la neve, perché d’estate lo sfregamento delle mani contro di esse può causare la formazione di vesciche.

Il suo vantaggio sta nel costo basso, unito a una resistenza che ha poco da invidiare a materiali più cari. La schiuma si adatta invece a un maggior numero di situazioni, perché è più morbida, per cui è da preferire se si vuole usare il bastone in ogni stagione. Il sughero, seppure meno solido, è più indicato per assorbire bene il sudore e le vibrazioni del terreno.

 

 

La punta

Non in ultimo, la punta deve rispondere a certi criteri per facilitare l’escursione. Più è stretta, più si addice a terreni duri, più è larga, più è indicata per terreni morbidi. In presenza di neve è possibile aggiungere un optional chiamato cestello ed è spesso venduta con gommini in dotazione, da utilizzare quando il terreno è morbido.

Quando si consumano è bene ricordare di acquistare quelli della stessa marca, in quanto, in caso contrario, sono difficilmente compatibili.

 

Gli 8 Migliori Bastoni da Trekking – Classifica 2021

 

Qui potete reperire i cinque modelli che ci hanno convinto maggiormente tra quelli venduti sul web. Consultate le nostre recensioni se non sapete come scegliere dei buoni bastoni da trekking.

 

 

1. Alpidex Bastone da Passeggio Superleggero in Carbonio

 

Se siete attenti al portafoglio, valuterete bene di optare per una coppia dal valido rapporto qualità/prezzo. Ecco perché iniziamo la nostra classifica con i bastoni Nordic-Walking di BB Sport GmbH & Co. KG, un prodotto che abbina un costo medio a una qualità encomiabile.

Il fusto di questi elementi è in carbonio, un materiale tra i più solidi e preferiti da chi cerca un modello particolarmente leggero. L’impugnatura è invece in sughero e gomma, indicata per tutte le stagioni perché in grado di assorbire bene il sudore e le vibrazioni del terreno.

Si tratta di un modello a lunghezza fissa, da scegliere in base alla tabella fornita dall’azienda: la misura è da rapportare alla propria altezza, per non avere problemi e scomodità durante il tragitto. Qualche rimostranza hanno sollevato alcuni utenti in merito ai gommini, che risultano abbastanza scadenti, e alle punte, inadatte a terra secca e fondi troppo compatti.

Riteniamo comunque questa una delle offerte più convenienti tra quelle presenti online.

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2. Glymnis Bastoni da trekking a 3 Sezioni in Alluminio

 

Chi è indeciso su quali bastoni da trekking comprare dovrebbe indirizzarsi su un modello solido e maneggevole che permetta di affrontare sia le brevi passeggiate in mezzo alla natura sia le escursioni più lunghe e impegnative. A tal proposito il nostro consiglio è di guardare alla proposta di Glymnis, che consta di due elementi resistenti e robusti, pensati per un utilizzo intensivo da parte dei trekker che sono soliti percorrere itinerari con diversi livelli di difficoltà.

Nella dotazione, infatti, sono incluse tre coppie di punte in acciaio al tungsteno per essere sempre preparati a qualsiasi terreno si voglia esplorare, garantendo una maggiore stabilità su fango, neve, acqua, sabbia, rocce e asfalto.

I bastoni sono realizzati in Ergal, una lega di alluminio e zinco impiegata principalmente in campo aeronautico, per risultare leggeri e resistenti al tempo stesso, mentre le tre sezioni telescopiche permettono di regolare la lunghezza da 65 a 135 cm per adattarli alla conformazione fisica dell’utilizzatore.

 

Pro

Portabilità: La praticità di trasporto di questi bastoni da trekking, che da chiusi occupano pochissimo spazio, è una caratteristica che si pone al servizio di quanti cercano un oggetto funzionale e facile da trasportare.

Regolabili: Costruiti in alluminio 7075, si avvalgono di un pratico sistema a bloccaggio rapido che permette di regolare la lunghezza da 65 a 135 cm con un semplice “click”.

Accessori: La presenza di sei punte intercambiabili e una sacca per il trasporto sono plus che rendono il prodotto ancora più appetibile e lo incoronano tra quelli preferiti dai trekker più avventurosi.

 

Contro

Anti-shock: L’assenza di ammortizzatori fa avvertire maggiormente le vibrazioni e i contraccolpi quando si cammina in discesa.

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3. Glymnis Bastoni Trekking Pieghevoli e Antiurto

 

Fare trekking è una passione di molti, anche di coloro che hanno qualche fastidio alle gambe. Per questa ragione è importante alleggerire la pressione aiutandosi con dei bastoni appositi, come quelli di Glymnis.

Questo modello è molto facile da portare con sé, perché pieghevole in ben cinque punti: potrete così riporlo nello zaino o in borsa. Possono essere allungati o accorciati in base all’altezza dell’utente: la regolazione copre tra i 36 e i 130 cm.

Il corpo in alluminio 7075 è resistente, come anche la punta, in carburo di tungsteno, mentre l’impugnatura è ergonomica ed è realizzata in EVA ad alta densità, che mantiene le mani asciutte.

Per garantire una presa ancora più salda, ci si potrà servire anche dei lacci incorporati, utili soprattutto perché c’è chi sostiene che i bastoni siano troppo pesanti. Non mancano gli accessori, come le otto punte, da cambiare in base al terreno sul quale si pratica il trekking.

 

Pro

Resistenti: I bastoni da trekking di Glymnis sono in alluminio 7075, resistente all’uso, come anche le punte in carbonio, otto a disposizione, per adattarsi a tutti i terreni.

Impugnatura: In EVA, che impedisce alle mani di sudare, è ergonomica e non fa stancare chi vuole praticare trekking per molte ore.

Pieghevoli: La loro struttura fa in modo che possano piegarsi in cinque punti, così da poter essere riposti nello zaino o in borsa e trasportati con facilità.

 

Contro

Peso: Ogni elemento appare troppo pesante a chi cerca prettamente degli strumenti che non affatichino ulteriormente durante l’attività di trekking.

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4. AutoPkio Coppia di Bastoni da Trekking Polo 6061

 

Dalla comparazione tra i migliori bastoni da trekking del 2021 non sfigura affatto questa coppia in lega di alluminio proposta da AutoPkio, che viene preferita per il convincente rapporto qualità/prezzo. Disponibili in quattro colorazioni, per restare fedeli al proprio stile anche durante le escursioni in montagna, sono dotati di un efficiente sistema antishock che attutisce le vibrazioni e i contraccolpi durante la camminata, rivelandosi alleati indispensabili quando si percorrono tratti in discesa e per chi ha problemi alle articolazioni.

Resistenti e robusti anche in caso di utilizzi intensivi, mantengono un peso decisamente ridotto per agevolarne la portabilità quando retratti, riuscendo a trovare posto anche in uno spazio limitato o in uno zaino particolarmente affollato.

Rientrano tra i modelli più venduti e apprezzati del momento in virtù della ricca dotazione di accessori, che comprende quattro punte in gomma, due piastre da neve e una pratica borsa da viaggio con tracolla regolabile.

 

Pro

Anti-shock: Realizzati in lega di alluminio e dotati di giunti facili da bloccare per la regolazione delle tre altezze (65, 103 e 135 cm), questi bastoni da trekking fanno affidamento su un efficace sistema di ammortizzazione che assorbe gli urti e rende più agile e sicura la camminata.

Manici: Le impugnature ergonomiche in schiuma EVA assicurano un perfetto grip su ogni tipo di percorso e assorbono bene il sudore per evitare che la presa diventi scivolosa.

Optional aggiuntivi: Nel prezzo sono inclusi sei accessori per ogni tipo di terreno e una pratica sacca per il trasporto.

 

Contro

Tamponi: I terminali in gomma tendono a staccarsi facilmente quando la punta si incastra tra i sassi o affonda nel fango, una pecca a cui l’azienda ha cercato di rimediare dotando il prodotto di due tamponi di riserva.

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5. TheFitLife Bastoni da Trekking Poles Blue GB

 

Proseguendo con i nostri consigli d’acquisto è ora il turno dei bastoni da trekking Poles Blu GB di TheFitLife, pensati sia per affrontare le escursioni in montagna sia per praticare il nordic walking. I manici in schiuma EVA con cinturini regolabili e il corpo in alluminio li rendono affidabili e adatti per tutte le condizioni atmosferiche, potendo contare su un buon sistema ammortizzante che attutisce efficacemente le vibrazioni e gli urti per ottimizzare l’equilibrio in relazione al tipo di percorso che si vuole intraprendere.

Tra gli elementi apprezzabili di questo modello segnaliamo anche la struttura regolabile in altezza grazie al sistema di blocco con avvitamento che consente di raggiungere una lunghezza compresa tra i 65 e i 130, mentre il peso contenuto ne agevola il trasporto.

Buona anche la dotazione di accessori, che consta di cinque punte in gomma, due pad per l’asfalto e una coppia di piastre per la neve, così da poterli utilizzare in qualsiasi circostanza e senza limitazioni dovute al terreno o alle condizioni climatiche.

 

Pro

Lunghezza regolabile: I Poles Blu GB fanno affidamento su un sistema di bloccaggio a rotazione che permette di regolare la lunghezza dei bastoni in base alle esigenze e alla statura dell’escursionista.

Sistema anti-shock: È in grado di attutire le vibrazioni e i contraccolpi a ogni passo per consentire una distribuzione equilibrata del peso tra i muscoli delle gambe e delle braccia, così da rendere la camminata più fluida e meno sfiancante.

Rapporto qualità/prezzo: Il costo contenuto, la praticità d’uso e il livello di prestazioni offerte sono stati apprezzati persino dai trekker professionisti, che li hanno acquistati come attrezzatura di supporto.

 

Contro

Giunture: Da migliorare gli attacchi a vite per il fissaggio delle punte, visto che tendono ad allentarsi facilmente quando si affrontano terreni particolarmente insidiosi o compatti.

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6. LYDUO Bastoncini da Trekking Telescopici, Anti-Shock

 

Anche il prodotto proposto da Lyduo è uno di quelli con un buon rapporto qualità/prezzo. Sicuramente il punto a favore è il materiale di fabbricazione, l’alluminio 7075 di grado aeronautico, che rende questi bastoni da trekking allo stesso tempo leggeri e molto forti.

La possibilità di regolarne la lunghezza, tra i 68 e i 135 cm, ne garantisce l’adattamento a persone di ogni statura. Il manico ergonomico in EVA assicura grande traspirabilità, per cui non soffrirete il caldo nel periodo estivo, mentre i lacci possono essere messi ai polsi per evitare di perdere i bastoni.

Non manca, all’interno della confezione, una serie di punte di ricambio, che permettono di sfruttarne l’uso su qualsiasi tipo di terreno. Purtroppo qualche utente ne ha sperimentato la fragilità, per cui è preferibile non acquistarli per un impiego troppo frequente.

 

Pro

Rapporto qualità/prezzo: La spesa da affrontare per avere questi bastoni da trekking di Lyduo non è tanto impegnativa, soprattutto vista la qualità di materiali e fattura.

Materiali: Quelli utilizzati sono l’alluminio 7075, di grado aeronautico, per il corpo e l’EVA per il manico, che è inoltre ergonomico e permette di impugnare gli strumenti senza surriscaldare le mani.

Regolabili: I bastoni possono essere regolati in lunghezza, in modo da assicurarne un uso comodo a persone di ogni statura.

Accessori: Nella confezione sono presenti delle punte che si adattano a ogni tipo di terreno.

 

Contro

Fragili: C’è chi sostiene che non si tratti di una coppia di bastoni da poter essere utilizzata ogni giorno, a causa di una certa fragilità di alcuni pezzi.

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7. Attrac Bastoncini Nordic Walking con Sistema telescopico, Anti-Shock

 

Se la vostra intenzione è quella di cercare il risparmio a ogni costo, questa coppia di bastoni da trekking di Attrac può essere una buona soluzione. La cifra da spendere è infatti molto contenuta in rapporto ad altri prodotti dello stesso tipo.

Nonostante ciò il prodotto è notevole, vista la struttura telescopica, che può essere regolata in base all’altezza dell’utente, per esattezza tra i 67 e i 136 cm. Questo vuol dire che non avrete difficoltà a usarli con comodità.

Il manico presenta un rivestimento in sughero che, oltre a essere ergonomico, aiuta ad assorbire il sudore che le mani producono soprattutto d’estate. Un plus sono i guantini, collegati ai bastoni, che sono legati ai manici e garantiscono un’impugnatura molto più sicura.

Non manca una serie di accessori, ovvero le punte, insieme a un libretto in PDF, che rende noti alcuni esercizi eseguibili con questi strumenti. C’è però chi, per una mancanza di resistenza della struttura e a causa del peso notevole, ne consiglia l’impiego prettamente ai principianti.

 

Pro

Telescopici: Questi bastoni da trekking possono essere regolati in base all’altezza della persona che dovrà usarli.

Manico: Non solo è in sughero, quindi in un materiale che raccoglie il sudore, ma è arricchito da due guantini, uno per pezzo, che assicurano una presa ancora più salda durante l’attività di trekking.

Accessori: Nella confezione troverete le punte in dotazione, insieme a un libro in PDF che contiene anche alcuni esercizi da eseguire con i bastoni.

 

Contro

Peso: Questo prodotto appare troppo pesante per chi ha intenzione di usarlo su tratti molto lunghi.

Resistenza: La struttura e le componenti non sono così resistenti da poter soddisfare le esigenze degli escursionisti di professione. Meglio, dunque, per i principianti.

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8. Black Diamond Bastoncini da Trekking Trail Poles

 

Non possono restare al di fuori dei nostri suggerimenti anche questi bastoni da trekking di Black Diamond, che vantano un corpo in alluminio molto robusto e resistente a un impiego più che saltuario.

Si tratta di un modello telescopico, che può essere allungato o accorciato, in base all’altezza di chi deve utilizzarlo. Le maniglie in schiuma aiutano a mantenere una presa salda, insieme alle cinghie poste ai lati, che sono anche imbottite.

Un punto di forza è la presenza della schiuma antiscivolo anche sull’estensione del manico, così da non correre in alcun modo il rischio che i bastoni cadano durante l’attività. Di contro, la spesa da affrontare per questo prodotto è abbastanza alta, specialmente se si considera che non sono incluse punte di ricambio, ma solo le piastre da neve.

 

Pro

Alluminio: Molti utenti lodano la resistenza di questi bastoni da trekking, che si addicono a chi pratica quest’attività come sport principale.

Manici: Sono in schiuma antiscivolo e assicurano una presa molto salda, grazie anche ai lacci imbottiti collocati sui lati.

Telescopici: I bastoni possono essere regolati in base all’altezza dell’utente, così da adattarsi a tutti.

 

Contro

Costo: Il prezzo di vendita è tra i più alti, per cui non si tratta di un modello destinato a chi vuole risparmiare.

Accessori: Mancano in dotazione delle punte di ricambio, in quanto nella confezione sono incluse solo le piastre da neve.

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Come utilizzare un bastone da trekking

 

Passeggiare in campagna o su un sentiero di montagna è sicuramente un ottimo modo per mantenersi in forma e visitare posti nuovi immersi nella natura selvaggia e incontaminata, riscoprendo le bellezze che madre natura ci offre.

Resistenza fisica e un discreto allenamento sono alla base del trekking, ma equipaggiarsi con un buon bastone potrà fare certamente la differenza per migliorare la stabilità durante la camminata e avere un maggiore sostegno, soprattutto nei tratti più scoscesi o dissestati.

 

 

Fisso o telescopico?

Se anche voi avete intenzione di dedicarvi al trekking o al nordic walking, il primo criterio da valutare è la lunghezza del bastone, che può essere fissa o regolabile.

I modelli fissi sono i più apprezzati dai trekker professionisti, in quanto offrono una maggiore resistenza e stabilità in qualsiasi circostanza, specialmente sui tracciati particolarmente difficili e tortuosi.

Per i principianti e gli escursionisti occasionali consigliamo, invece, i bastoni telescopici, perché regolabili a seconda della propria statura e in base al percorso che ci si appresta ad intraprendere. È possibile, infatti, accorciarli quando la salita è molto ripida o allungarli in discesa per migliorare l’equilibrio, fino a ridurli al minimo per riporli comodamente nello zaino quando non sarà necessario utilizzarli.

 

Materiali e ammortizzazione

I migliori bastoni da trekking sono dotati di un sistema anti-shock per attutire le vibrazioni e i contraccolpi durante la camminata. Tuttavia, la presenza di questo sistema, il più delle volte, rende l’attrezzo molto pesante, dando anche la sensazione di una scarsa stabilità nei tratti in salita.

Per ridurre tali inconvenienti, i modelli più versatili, e purtroppo anche più costosi, sono equipaggiati di un meccanismo che consente di attivare e disattivare l’ausilio degli ammortizzatori, in modo da ottimizzare l’equilibrio in relazione al tipo di itinerario.

Ad incidere sul peso e sulla robustezza dell’accessorio è anche la scelta dei materiali. I prodotti in alluminio sono più economici e hanno una maggiore resistenza agli urti e alle sollecitazioni; quelli in fibra di carbonio, d’altro canto, sono estremamente leggeri, ma è preferibile utilizzarli su sentieri non troppo impegnativi. Ad ogni modo, secondo i professionisti, gli articoli migliori restano quelli realizzati in titanal, un metallo molto più rigido e resistente dell’alluminio, ma leggero quasi quanto il carbonio.

 

 

Punta e impugnatura

In merito alla struttura, particolare attenzione va posta sull’impugnatura e sulla punta.

L’impugnatura deve essere tale da garantire un perfetto grip su ogni tipo di percorso ed evitare che durante la prestazione la sudorazione delle mani possa rendere la presa scivolosa.

Il sughero è senza dubbio il materiale che riesce ad assorbire meglio le vibrazioni; mentre la schiuma, essendo più morbida e leggera, sarà perfetta in estate o quando il clima è particolarmente afoso. Nei periodi freddi o in occasione di gite su cime innevate, è preferibile optare per un manico in gomma, in quanto rende la presa più salda e garantisce un ottimo isolamento termico.

L’affidabilità della punta, invece, dipende principalmente dal diametro, da valutare in relazione al tipo di selciato: quelle più strette e appuntite sono progettate per le superfici particolarmente dure e compatte, riuscendo a stabilizzare l’appoggio anche sui piani rocciosi; laddove il terreno risulti più morbido o ricoperto dalla neve, una punta dallo spessore più largo sarà certamente più idonea.

 

 

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Questi prodotti sono tra quelli più consigliati, ma al momento non sono disponibili

 

VanFree Nero

 

Un modello particolarmente apprezzato tra quelli venduti online è quello di VanFree, dal design pieghevole e regolabile, adatto a chi ha bisogno di attrezzi da poter compattare. È possibile allungarlo da 100 a 135 cm, rendendolo giusto per persone di tutte le altezze.

Una volta chiuso ha invece dimensioni pari a 34 cm, per cui non sarà difficile trovare un posto nel quale inserirlo, senza che vi infastidisca con un peso eccessivo (pari a soli 0,28 kg).

È infatti costituito da alluminio, molto leggero e allo stesso tempo resistente, che ne allungherà anche la vita.

L’impugnatura in schiuma rende semplice tenerlo in mano, senza causare vesciche o ferite quando lo si usa a lungo.

Si tratta però di un singolo bastone, che è pensato prima di tutto per le escursioni e l’alpinismo, per cui, se si vogliono praticare attività come il nordic walking, è necessario acquistarne due.

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Ultimo aggiornamento: 21.06.21

 

Monte imponente e maestoso, il Pelmo ha anche il pregio di avere una speciale forma che ricorda tanto una sedia, quella del Padreterno ovviamente

 

La scalata del Monte Pelmo rappresenta una vera sfida ma è anche fonte di grande soddisfazione. Questa vetta che si staglia sulle dolomiti del bellunese, ha anche il pregio della speciale forma che ricorda quello di una sedia con lo schienale. Il Pelmo, 3.168 m, e il Pelmetto, che svetta coi suoi 2.990 m, ha anche una forcella che contribuisce a rendere unico e suggestivo lo skyline di questo massiccio.

Ci vuole più di un semplice bastone da trekking per arrivare fino in cima. Ma è bene sapere che ci sono anche vie normali, percorsi più accessibili, per raggiungere la meta. Quindi con il giusto allenamento e la preparazione, è possibile scalare la montagna e vincere la sfida con se stessi. Il giro del Pelmo, inoltre, rappresenta una soluzione perfetta per godere del maestoso spettacolo naturale che si schiude intorno al Monte.

 

Il giro del Monte Pelmo

Tante le peculiarità di questo Monte così suggestivo da aver influenzato la fantasia dei locali, attribuendogli il nome di “Caregon del Padreterno”. La “sedia” è formata da una speciale conformazione rocciosa, frutto dell’erosione nelle diverse epoche geologiche che hanno dato origine a una maestosa forma ricca di suggestione.

Tra il Monte Pelmo vero e proprio e la parte meno alta a circa 3.000 metri, il Pelmetto, c’è una fenditura. Il canalone che si forma tra queste due formazioni rocciose è un canalone che termina con una forcella, il nome che le viene dato è appunto di Fessura.

Non basta solo questo, alle altitudini maestose cui si erge la montagna, un altro tratto distintivo rende questo Monte molto peculiare e in grado di attirare l’interesse degli appassionati. La forma del sedile si deve soprattutto alla presenza di un circo glaciale, una sorta di depressione delle pareti del Monte a forma di anfiteatro. La conformazione così speciale si può ammirare soprattutto da Sud Est, nella parte che si affaccia sulla Valle del Boite.

 

Raggiungere la cima del Pelmo per via normale

Si può iniziare la salita da punti diversi. Del resto, da qualunque parte si affronti la scalata, rappresenta una sfida interessante che non può essere improvvisata. Dalla via normale, cioè quella che rappresenta il minor grado di difficoltà, è possibile raggiungere la destinazione finale ma non senza qualche difficoltà. Il percorso inizia dal Passo Staulanza, proprio di fronte il rifugio facilmente raggiungibile in auto dalla strada asfaltata. Si superano quindi i pascoli fino al primo bivio verso il sentiero 472.

Il paesaggio boscoso e ricco di sorgenti d’acqua rende amena e gradevole questa prima parte dell’escursione. Man mano che si prosegue verso le vette brulle e innevate, si cede il passo al terreno ghiaioso e semovente, che richiede grande concentrazione e una buona preparazione atletica.

Durante la salita è possibile osservare le altre vette del gruppo, in particolare il Civetta. Si può raggiungere da un altro percorso il Monte Civetta per via normale e questo, insieme al Pelmo, rappresenta una tra le mete preferite dagli alpinisti in escursione su queste montagne. Alla fine del bosco si alternano pini mughi e prati e da qui sarà presto possibile godere del panorama che offre il Pelmo in tutta la sua maestosità.

Il cammino è ancora in grado di riservare sorprese lussureggianti, attraversando valli verdi e prati dedicati a pascolo che invitano alla calma e alla meditazione. La vista da qui è sensazionale e ogni monte delle Dolomiti visibile da questo scorcio si presenta nella propria grandiosità. A quota 1.946 si trova il rifugio Venezia, non a caso si trova in questo luogo, infatti tra poco inizierà la parte più impegnativa della camminata e si potrà fare una sosta per rifocillarsi prima di ripartire.

La scalata del monte prosegue dall’impegnativo sentiero Flaibani. Si può decidere di percorrerlo in salita, seguendo il percorso ad anello in senso antiorario, oppure in discesa. Di certo, quest’ultima scelta presenta maggiori difficoltà su un terreno già riservato a esperti alpinisti. Man mano che il sentiero si inerpica lungo il costone, si restringe la via calpestabile e aumentano i tratti in cui è necessario proseguire lungo le pareti attrezzate.

Se si desidera tornare indietro è possibile percorrere l’anello e continuare ancora fino a completare il giro. Chi invece intende raggiungere la vetta dovrà intraprendere il cammino dalla cengia di Grohmann. Il camminamento pressoché invisibile da basso, consente di attraversare il costone in apparenza verticale.

Gli omini di pietra segnalano gli imbocchi verso il sentiero da percorrere con sempre maggiore efficacia man mano che il sentiero prosegue verso la cima. Si tratta di un cammino che richiede particolare concentrazione e sangue freddo. Ci si trova spesso a camminare sugli strapiombi, con il piede non sempre stabile sulla ghiaia molto mobile.

Il percorso fino alla cima non è obbligato, questa vetta rappresenta una sfida per gli appassionati che spesso provano vie alternative per scalare la montagna. Un altro percorso è quello della cengia di Ball, tecnicamente ancora più impegnativa della Grohmann ma attrezzata di corde fisse che riducono la difficoltà effettiva del percorso.

Tornare a valle

La presenza dei rifugi lungo il percorso rappresenta l’inevitabile corollario dell’esperienza montana. Offrono il vantaggio di accogliere l’escursionista al termine della propria impresa, oppure consente alle famiglie di raggiungere i piedi del monte da dove godere della bella vista, se non proprio la mozzafiato che si gode dalla vetta. La cima del Pelmo si deve conquistare a fatica e non è per nulla scontata. I rifugi Venezia e Staulanza rappresentano un prezioso approdo per vivere la montagna.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 21.06.21

 

Regione prevalentemente collinare e montuosa, il Lazio offre tante mete per il turismo naturalistico

 

Regione prevalentemente collinare e per un quarto del suo territorio coperta di rilievi montuosi, fare trekking in Lazio è un’attività piacevole e che riserva sorprese inconsuete. Condivide con il vicino Abruzzo e la Toscana buona parte dei rilievi montuosi della catena dell’Appennino, mentre rilievi più bassi tipici del territorio laziale sono quelli del subappennino e antiappennino.

La scoperta del territorio è resa semplice dalla vocazione turistica di buona parte di queste mete. Quindi si raggiungono con facilità le località da esplorare poi a piedi o in mountain bike. Il territorio collinare ricoperto di boschi è una piacevole attrattiva per famiglie e per il turismo a passo lento, alla scoperta delle bellezze celate dalla ricca biodiversità del paesaggio. In questo articolo vi proponiamo alcune tra le mete più interessanti, le preferite dagli escursionisti che vogliono concedersi una giornata di gradevole relax immersi nella natura.  

 

Monte Terminillo

Ricade nel territorio reatino ed è facile da raggiungere in auto da Roma dall’autostrada A1, L’Aquila dalla SS 17/bis, e Terni dalla superstrada in direzione di Rieti. Raggiungere la vetta del monte rappresenta una bella sfida, non priva di qualche difficoltà, visto che secondo la scala di difficoltà del CAI è classificato come Abbastanza Difficile. Tutto sommato però, il percorso è breve: dura circa tre ore e ha un dislivello di 450 metri.

Si parte dal Rifugio Angelo Sebastiani che si trova a 1.820 m ed è aperto tutto l’anno. Dal sentiero la segnaletica rosso/bianca indica il percorso da seguire fino ad arrivare in quota a 2.216 metri. Utile avere con sé l’attrezzatura necessaria, la vetta è innevata per buona parte dell’anno, un buon paio di scarpe e il bastone da trekking insieme alla dotazione essenziale nello zaino permettono di godersi l’escursione.

 

Monte Soratte

Il Soratte ricade nel territorio romano, intorno a questo monte è stata istituita la Riserva Naturale che si estende per una superficie di oltre 440 ettari. L’altezza non imponente, 691 metri, ne fa comunque una piacevole meta turistica per chi ama la natura e desidera trascorrere del tempo immersi nella bellezza del luogo.

Appare ancora più maestoso di quanto sia in realtà anche perché svetta dalla pianura della Valle del Tevere, stagliandosi come unico rilievo montuoso del territorio circostante. La relativa libertà di visuale intorno al monte, assicura una perfetta visibilità del panorama circostante che si può godere una volta raggiunta la cima.

Nazzano e Torrita Tiberina

Questo trekking rappresenta una vera occasione per chi cerca percorsi non troppo battuti dai turisti. Ha infatti una certa rilevanza dal punto di vista naturalistico e presenta dei begli spunti per l’osservazione del territorio che si attraversa, seppure non sia tra i più battuti dal turismo di massa.

Nazzano è il punto di partenza all’interno della Riserva Naturale Regionale di Nazzano, Tevere-Farfa. Una località amena, ricca di bellezze sorprendenti che derivano dalla diretta influenza del corso fluviale che l’attraversa. Da qui è possibile percorrere il parco seguendo un sentiero che ne consente di ammirare una buona parte senza però incorrere in particolari difficoltà lungo il cammino. Il dislivello è minimo tra il punto di partenza e quello d’arrivo. La Torrita sorge al di sopra dei calanchi, le aree semidesertiche ricavate dall’erosione del corso del fiume.

 

Monte Gennaro

Noto anche col nome di Monte Zappi, rappresenta una meta frequentata da famiglie e visitatori che desiderano concedersi una gita immersi nel verde. Da Prato Favale si snoda uno tra i sentieri più gradevoli e uno dei più indicato da percorrere con bambini e ragazzi. Seppure sia classificato con una E per via della non sempre facile identificazione del sentiero da percorrere. Infatti è facile raggiungere la vetta e da qui dominare una vista incantevole sulla vallata e perdendo lo sguardo verso i Monti Lucreti che si estendono intorno.

Lago della Duchessa

A differenza della maggior parte dei laghi laziali che sono il risultato dell’estinzione dell’attività eruttiva di un vecchio vulcano, il Lago della Duchessa è di origine carsica. Quindi deriva dall’azione erosiva dell’acqua sul terreno calcareo tipico di questi luoghi. Il risultato è un paesaggio tipico di grande effetto scenografico con conformazioni tipiche che hanno un impatto visivo molto potente. Altro elemento che lo rende speciale, il lago si trova in quota, a 1.788 metri d’altezza, una vera e propria perla naturalistica nascosta tra imponenti cime del Monte Morrone a 2.141 m e il Monte Murolungo a 2.184 m dell’Appennino centrale.  

 

Campocatino

Ricade nella provincia di Frosinone, ma di fatto confina coi Monti Cantari del subappennino laziale a cavallo tra il Lazio e l’Abruzzo. È una località turistica montana molto vissuta perché presenta attrattive molto valide sia in periodo estivo che invernale.

Tanti i percorsi di trekking che si possono affrontare per raggiungere questa destinazione. Le strade sono ben battute e identificabili, così da poter trovare quella adatta in base al proprio livello di preparazione sportiva o al tipo di strumento da usare per percorrerle. Oltre alla passeggiata, è possibile attraversare i sentieri in mountain bike o bici da strada, non mancano associazioni locali che promuovono il trail in alta quota. La vetta si trova 1.859 metri, seppure non la più alta, sufficiente per praticare percorsi di alpinismo in grado di regalare soddisfazioni notevoli.

Monti Lepini

Ricadono prettamente nel territorio laziale, infatti i Lepini fanno parte dell’Antiappennino laziale e ricadono nei territori di Latina, Roma e Frosinone, confinano a nord coi Colli Albani altra meta molto gettonata tra gli appassionati di gite naturalistiche. Seppure non spicchino cime particolarmente imponenti, la più alta è il Semprevisa di 1.536 metri, rappresenta una meta che merita attenzione.

La segnaletica che indica i vari sentieri da percorrere è quella classica del CAI, con i tratti evidenziati in bianco e rosso lungo il percorso nei punti di maggiore rilievo. Sono numerosi i sentieri che si possono scegliere per esplorare questa zona e godere di una magnifica esperienza di grande arricchimento personale.  

 

 

Ultimo aggiornamento: 21.06.21

 

Una biodiversità unica nel suo genere, la posizione speciale protetta dalle montagne ma subito a ridosso del mare. I trekking liguri si affacciano su panorami indimenticabili

 

Complice la particolare bellezza naturalistica e la posizione privilegiata, i trekking in Liguria possono riservare indimenticabili suggestioni agli amanti dello sport in natura. Le montagne che si spingono a ridosso del mare che creano insenature e pareti rocciose a strapiombo, percorrono il litorale creando tra le insenature località famose in tutto il mondo.

Chi è abituato al cammino sui sentieri di montagna e con una certa difficoltà non potrà resistere alla tentazione di organizzare il proprio trekking. È infatti importante notare che seppure esistano percorsi facili da percorrere, nessuno è del tutto privo di difficoltà. Per godere al meglio della bellezza della costa ligure è possibile effettuare gli spostamenti in barca osservando dalla prospettiva marina la peculiarità di spiagge e insenature.

I più allenati, possono sfidare i sentieri che si inerpicano e congiungono i villaggi marinari del litorale. In questo articolo abbiamo selezionato cinque percorsi da non perdere tra le principali mete turistiche della regione.

 

Il Sentiero Liguria

Va detto che tutta la costa può essere percorsa da parte a parte, quindi da Bocca di Magra a Ventimiglia, e viceversa. Il percorso si chiama Sentiero Liguria ed è un lunghissimo tratto che attraversa la regione lungo tutta la costa. Il percorso si snoda per 650 chilometri e tocca ben 28 tappe. Inoltre, le condizioni climatiche miti della regione permettono di percorrere il sentiero durante tutto l’anno e senza particolari limitazioni. L’unica accortezza da seguire riguarda la possibilità di imbattersi in zone soggette a frane. La particolare conformazione rocciosa e l’azione degli elementi rendono alcuni tratti meno sicuri perché possono avvenire degli smottamenti. Per questo è importante seguire le indicazioni presenti lungo il percorso e non allontanarsi dal sentiero tracciato.

Le escursioni in Liguria devono essere fatte con le dovute precauzioni, senza sottovalutare l’importanza della giusta attrezzatura malgrado la località sia prevalentemente marina. Un buon paio di scarpe e un bastone da trekking rappresentano la dotazione di base. Anche uno zaino con acqua e spuntini è utile per avventurarsi immersi nella natura.

 

La Riviera di Ponente

Si divide idealmente la regione a metà dalla parte occidentale di Genova compresi i comuni di Savona e Imperia. È qui che si possono intraprendere i sentieri in Liguria che portano verso le cittadine francesi al limitare della Costa Azzurra. Tra le mete da non perdere in questa parte del territorio, ci sono i giardini botanici di Hanbury, oltre 6.000 specie botaniche provenienti da luoghi diversi si adattano perfettamente nel clima mite e accogliente della riviera.

Tra le altre tappe da non perdere in Ponente, la Riviera dei Fiori può offrire il suo massimo splendore. Si tratta quindi di attraversare le cittadine di Sanremo e le sue spiagge, Taggia e Bussana. Tra Capo Mimosa e Capo Mele si può godere della passeggiata immersi nel tipico ambiente mediterraneo. Selvaggio e rustico, in questo territorio predominano le specie arboricole più resistenti alla stretta vicinanza con il clima salmastro.

Riviera di Levante

Fanno parte della Riviera di Levante il territorio che da Genova va verso la Toscana. In questo incantevole scorcio di mondo sono compresi luoghi magnifici come le Cinque Terre, Portofino, Versilia e il Golfo dei Poeti. Tutti luoghi in qualche modo legati alla tradizione nazionale e alla vita personale di ognuno di noi, che in maniera più o meno diretta abbiamo incrociato i nostri destini con queste località. Le gite in Liguria rischiano di non essere mai a sufficienza per poter esplorare un territorio così ricco e articolato. Infatti, anche qui è difficile fare una selezione dei posti che meritano una visita.

Chi vuole contare sulla forza delle proprie gambe e su quadricipiti ben allenati, avrà l’imbarazzo della scelta. Ma il nostro suggerimento è di non perdere il trekking presso il Golfo dei Poeti. Sede di tre parchi naturali, questa naturale insenatura rappresenta un patrimonio naturale per via della sua ricca biodiversità. Ricade nel territorio di La Spezia e rappresenta un’ottima occasione per chi inizia il viaggio da sud. 

Anche se la definizione risale a tempi piuttosto recenti, agli inizi del Novecento, i poeti che calcano questi luoghi si contano già nei secoli precedenti, compreso Dante. E la capacità di ispirazione che suscitano queste località è sufficiente a far venire voglia di scoprire meglio di cosa si tratti.

 

Le Cinque Terre

Rinomata e identificativa spesso di tutta la Liguria, questa località si trova di fatto nella riviera di Levante, anche queste ricadono nella provincia di La Spezia. Di fatto ci si riferisce a cinque borghi, o terre, secondo il costume antico: Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore.

È semplice trovare sul posto delle guide e accompagnatori che possano indicare la via migliore da seguire in base alle condizioni di partenza. Il numero dei partecipanti all’escursione, l’età e il livello di agonismo permette di stabilire come godere al massimo delle meraviglie di questi luoghi selvaggi.

 

Le escursioni da Genova

Escursionismo in Liguria significa anche seguire le vie che dal capoluogo si diramano verso la città vecchia e le località più pittoresche nei dintorni di questa bella cittadina. L’Acquedotto Storico, che parte da Cavassolo, è una delle mete naturalistiche favorite tra quelle che costeggiano la città. Il tour in Liguria, del resto, non può prescindere dalla visita della capitale né del suo centro storico.

 

L’Alta Via dei Monti Liguri

Non solo mare, la Liguria offre anche attrattivi per gli appassionati di alpinismo. I monti della Liguria offrono dei bei percorsi nella zona più interna della regione più stretta e allungata d’Italia. Il CAI Liguria, il Club Alpino Italiano, offre supporto e indicazioni utili per arricchire le camminate in Liguria anche del piacere dell’esplorazione in alta quota.

Oltre all’interesse sportivo, il percorso è segnato da 8.000 km di sentieri, questo luogo rappresenta un punto di osservazione e tutela della fauna e la flora locale. Infatti, per via della sua speciale conformazione, il territorio rappresenta un corridoio naturale prezioso che fa da ponte tra la biodiversità montana e quella dei parchi naturalistici che si trovano a valle a ridosso della costa.

  

 

 

Ultimo aggiornamento: 21.06.21

 

Con l’arrivo della bella stagione, chi ama passeggiare e fare escursioni all’aperto deve assolutamente provare gli itinerari offerti dalla Toscana. Ecco quelli da non perdere.

 

I trekking in Toscana sono molti e diversi, anche grazie alla conformazione geologica del territorio, che permette di variare ampiamente i sentieri.

L’attività fisica, oggi più che mai, sappiamo essere fondamentale, perciò seguire dei percorsi ad anelli in ambientazioni naturali suggestive e panoramiche, magari attraversando fiumi, incontrando cascate e passando in mezzo a boschi e castelli, può rappresentare una motivazione in più per conoscere il territorio.

Come si può immaginare, i percorsi di trekking in Toscana sono diversi, ma noi ne abbiamo selezionati sette che meritano assolutamente di essere provati. Perciò, indossate i pantaloni e le scarpe adatte e procuratevi un bastone da trekking di qualità, perché si parte!

 

Bosco delle Fate a La Verna

Una delle escursioni in Toscana più amate da turisti italiani e stranieri si trova nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Qui si possono trovare numerosi percorsi, uno più bello dell’altro, che attraversano il famoso Bosco delle Fate.

Quello di cui vi stiamo parlando ora è però uno dei più impegnativi, nonostante si strutturi su tutto l’anello basso.

Dislivelli di almeno 178 metri, lunghezza complessiva di 6 km, salite e discese di medio-bassa difficoltà sono alcune delle peculiarità di questo itinerario toscano, che vi regalerà però un’immersione completa nella natura.

Uno splendido angolo del Casentino, impreziosito da faggi secolari che donano un’atmosfera antica e accogliente

 

SentierElsa

Piscine naturali, piccole cascate e scorci suggestivi sono alcune delle meraviglie naturali che potrete incontrare seguendo questo itinerario che offre la Toscana.

Situato all’interno del parco fluviale della cittadina medievale di Colle Val D’Elsa, il cosiddetto SentierElsa rappresenta anche uno dei luoghi naturali più fotografati e apprezzati dagli influencer.

A differenza di altri sentieri, gli accessi in questo caso sono diversi: Ponte di Spugna, Catarelli, Selvamaggio e Ponte di San Marziale sono i più noti.

Scegliendo di iniziare il percorso dal primo, potrete percorrere tutta la lunghezza del parco e attraversare il fiumiciattolo grazie alle pietre levigate che emergono dall’acqua.

Non preoccupatevi se siete poco atletici o avvezzi al trekking, perché ci sono a disposizione anche corde laterali che collegano le due sponde.

Qui, una delle attività consentite, è quella di poter fare un bagno: perciò l’occasione perfetta per immergersi nella natura la prossima estate.

Sentiero panoramico Vinci

Qual è la prima personalità illustre che vi viene in mente pensando a questo sentiero?  Be’, ci avete preso in pieno: questo territorio è esattamente lo stesso che diede i natali al famoso Leonardo.

Ricco di percorsi che passano per colline e che circondano la città di Vinci, si tratta di un’occasione perfetta per chi vuole fare delle passeggiate nella natura toscana.

La camminata non è molto lunga (poco più di 2 km per l’andata), ma collegandosi anche ad Anchiano, dove si trova la casa natale di Leonardo, potrete fare un bel giro panoramico, passando per brevi discese in mezzo ai campi e risalendo in direzione delle aziende agricole, tra cui il podere di Gremigneto.

 

Lungo Acquedotto Mediceo

Se avete intenzione di seguire dei sentieri in Toscana ma preferite non stancarvi troppo, allora sappiate che tra tutti, uno dei più semplici è proprio questo.

Il motivo è che è un percorso praticamente lineare, senza discese e né salite, lungo esattamente 4 km.

Parte da via Condotti n°40 ad Asciano e arriva fino a via Condotti a Ghezzano, ma sapete qual è la cosa che rende speciale questo sentiero?

Si sviluppa praticamente a fianco dell’acquedotto mediceo, voluto da Cosimo I de’ Medici e attivo fino al XX secolo.

Sentiero di Terzani

I boschi toscani sono senza dubbio tra i più suggestivi che vantiamo nel nostro Bel paese.

Un breve cammino che è alla portata di tutti è il Sentiero di Terzani, caratterizzato da leggere pendenze ma non troppo complesso.

Viene chiamato in questo modo perché proprio da queste parti nacque e visse il famoso giornalista fiorentino Tiziano Terzani.

Il percorso parte infatti da Case Cucciano, arrivando fino al cosiddetto Albero con gli occhi, che è una creazione del summenzionato.

Per i suoi fan, quest’ultimo, è senza ombra di dubbio un luogo particolare, dove potersi riunire e leggere insieme alcuni passi dei suoi libri.

 

Castello di Sammezzano

Tra gli autentici capolavori che si possono vedere percorrendo i sentieri CAI della Toscana, c’è senza alcun dubbio una meraviglia rara di architettura orientale dell’800: il castello di Sammezzano.

Il suo fascino è dato da molteplici fattori, sia perché è abbandonato da tempo immemore, sia perché è circondato da flora e fauna selvatiche di rara bellezza.

Negli ultimi tempi è stato nuovamente messo sotto la luce dei riflettori, con la speranza di una ripresa effettiva di un luogo così suggestivo.

Al momento si può visitare recandosi a Leccio, poco distante da Firenze e da uno degli outlet di lusso maggiormente conosciuti: The Mall.

Un antico sentiero che penetra nel sottobosco, lungo più di 2 km e con un dislivello non troppo impegnativo vi porterà accanto alla sequoia più alta d’Italia, con i suoi 54 metri.

Isola Santa

Ci sono luoghi incantati e suggestivi immersi tra le montagne in Toscana, che fanno sempre bene al corpo, alla mente e allo spirito. Isola Santa è uno di questi, situata in Garfagnana, perciò in provincia di Lucca.

Qui l’auto purtroppo non è ammessa, ma potrete lasciarla tranquillamente in un posto riparato tra le piccole insenature della strada provinciale.

Dirigendosi verso Belvedere, poco prima troverete un sentiero sterrato in discesa, delimitato da una staccionata.

Da qui avrete l’opportunità di scendere e raggiungere il bordo di Isola Santa: un piccolo paesino in fase di ristrutturazione.