Ultimo aggiornamento: 07.03.21

 

Regione prevalentemente collinare e montuosa, il Lazio offre tante mete per il turismo naturalistico

 

Regione prevalentemente collinare e per un quarto del suo territorio coperta di rilievi montuosi, fare trekking in Lazio è un’attività piacevole e che riserva sorprese inconsuete. Condivide con il vicino Abruzzo e la Toscana buona parte dei rilievi montuosi della catena dell’Appennino, mentre rilievi più bassi tipici del territorio laziale sono quelli del subappennino e antiappennino.

La scoperta del territorio è resa semplice dalla vocazione turistica di buona parte di queste mete. Quindi si raggiungono con facilità le località da esplorare poi a piedi o in mountain bike. Il territorio collinare ricoperto di boschi è una piacevole attrattiva per famiglie e per il turismo a passo lento, alla scoperta delle bellezze celate dalla ricca biodiversità del paesaggio. In questo articolo vi proponiamo alcune tra le mete più interessanti, le preferite dagli escursionisti che vogliono concedersi una giornata di gradevole relax immersi nella natura.  

 

Monte Terminillo

Ricade nel territorio reatino ed è facile da raggiungere in auto da Roma dall’autostrada A1, L’Aquila dalla SS 17/bis, e Terni dalla superstrada in direzione di Rieti. Raggiungere la vetta del monte rappresenta una bella sfida, non priva di qualche difficoltà, visto che secondo la scala di difficoltà del CAI è classificato come Abbastanza Difficile. Tutto sommato però, il percorso è breve: dura circa tre ore e ha un dislivello di 450 metri.

Si parte dal Rifugio Angelo Sebastiani che si trova a 1.820 m ed è aperto tutto l’anno. Dal sentiero la segnaletica rosso/bianca indica il percorso da seguire fino ad arrivare in quota a 2.216 metri. Utile avere con sé l’attrezzatura necessaria, la vetta è innevata per buona parte dell’anno, un buon paio di scarpe e il bastone da trekking insieme alla dotazione essenziale nello zaino permettono di godersi l’escursione.

 

Monte Soratte

Il Soratte ricade nel territorio romano, intorno a questo monte è stata istituita la Riserva Naturale che si estende per una superficie di oltre 440 ettari. L’altezza non imponente, 691 metri, ne fa comunque una piacevole meta turistica per chi ama la natura e desidera trascorrere del tempo immersi nella bellezza del luogo.

Appare ancora più maestoso di quanto sia in realtà anche perché svetta dalla pianura della Valle del Tevere, stagliandosi come unico rilievo montuoso del territorio circostante. La relativa libertà di visuale intorno al monte, assicura una perfetta visibilità del panorama circostante che si può godere una volta raggiunta la cima.

Nazzano e Torrita Tiberina

Questo trekking rappresenta una vera occasione per chi cerca percorsi non troppo battuti dai turisti. Ha infatti una certa rilevanza dal punto di vista naturalistico e presenta dei begli spunti per l’osservazione del territorio che si attraversa, seppure non sia tra i più battuti dal turismo di massa.

Nazzano è il punto di partenza all’interno della Riserva Naturale Regionale di Nazzano, Tevere-Farfa. Una località amena, ricca di bellezze sorprendenti che derivano dalla diretta influenza del corso fluviale che l’attraversa. Da qui è possibile percorrere il parco seguendo un sentiero che ne consente di ammirare una buona parte senza però incorrere in particolari difficoltà lungo il cammino. Il dislivello è minimo tra il punto di partenza e quello d’arrivo. La Torrita sorge al di sopra dei calanchi, le aree semidesertiche ricavate dall’erosione del corso del fiume.

 

Monte Gennaro

Noto anche col nome di Monte Zappi, rappresenta una meta frequentata da famiglie e visitatori che desiderano concedersi una gita immersi nel verde. Da Prato Favale si snoda uno tra i sentieri più gradevoli e uno dei più indicato da percorrere con bambini e ragazzi. Seppure sia classificato con una E per via della non sempre facile identificazione del sentiero da percorrere. Infatti è facile raggiungere la vetta e da qui dominare una vista incantevole sulla vallata e perdendo lo sguardo verso i Monti Lucreti che si estendono intorno.

Lago della Duchessa

A differenza della maggior parte dei laghi laziali che sono il risultato dell’estinzione dell’attività eruttiva di un vecchio vulcano, il Lago della Duchessa è di origine carsica. Quindi deriva dall’azione erosiva dell’acqua sul terreno calcareo tipico di questi luoghi. Il risultato è un paesaggio tipico di grande effetto scenografico con conformazioni tipiche che hanno un impatto visivo molto potente. Altro elemento che lo rende speciale, il lago si trova in quota, a 1.788 metri d’altezza, una vera e propria perla naturalistica nascosta tra imponenti cime del Monte Morrone a 2.141 m e il Monte Murolungo a 2.184 m dell’Appennino centrale.  

 

Campocatino

Ricade nella provincia di Frosinone, ma di fatto confina coi Monti Cantari del subappennino laziale a cavallo tra il Lazio e l’Abruzzo. È una località turistica montana molto vissuta perché presenta attrattive molto valide sia in periodo estivo che invernale.

Tanti i percorsi di trekking che si possono affrontare per raggiungere questa destinazione. Le strade sono ben battute e identificabili, così da poter trovare quella adatta in base al proprio livello di preparazione sportiva o al tipo di strumento da usare per percorrerle. Oltre alla passeggiata, è possibile attraversare i sentieri in mountain bike o bici da strada, non mancano associazioni locali che promuovono il trail in alta quota. La vetta si trova 1.859 metri, seppure non la più alta, sufficiente per praticare percorsi di alpinismo in grado di regalare soddisfazioni notevoli.

Monti Lepini

Ricadono prettamente nel territorio laziale, infatti i Lepini fanno parte dell’Antiappennino laziale e ricadono nei territori di Latina, Roma e Frosinone, confinano a nord coi Colli Albani altra meta molto gettonata tra gli appassionati di gite naturalistiche. Seppure non spicchino cime particolarmente imponenti, la più alta è il Semprevisa di 1.536 metri, rappresenta una meta che merita attenzione.

La segnaletica che indica i vari sentieri da percorrere è quella classica del CAI, con i tratti evidenziati in bianco e rosso lungo il percorso nei punti di maggiore rilievo. Sono numerosi i sentieri che si possono scegliere per esplorare questa zona e godere di una magnifica esperienza di grande arricchimento personale.  

 

 

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