Ultimo aggiornamento: 19.01.22

 

Bolle e vesciche in genere si formano a causa dello sfregamento eccessivo tra la pelle dei piedi e le calzature, ma possono dipendere anche da ustioni, scottature, reazioni allergiche e disidrosi. Ecco cosa è bene sapere su queste comuni lesioni cutanee e quali sono i rimedi più efficaci per liberarsene.

 

Con l’arrivo del caldo e dell’estate, le scarpe possono diventare una vera e propria tortura per i nostri piedi. Indossare calzature troppo strette, scomode, con tacchi molto alti o di pessima qualità da luogo a sfregamenti e pressioni che possono generare fastidiose lesioni cutanee.

Tra le più comuni si annoverano le vesciche ai piedi, un disturbo molto comune che interessa principalmente i maratoneti, gli escursionisti occasionali e, più in generale, chi passa in piedi gran parte della giornata indossando scarpe inadatte.

Nonostante l’elevata probabilità di riassorbimento spontaneo, se trascurate possono sfociare in problemi più gravi e provocare molto dolore. Scopriamo perché e in quali condizioni si formano queste bolle sulla pelle e i rimedi (naturali e non) che possono essere d’aiuto per accelerare la guarigione.

 

Vescicole sulla pelle: cosa sono e perché si formano

Le vesciche sono lesioni cutanee che si formano a causa di pressioni e sfregamenti continui, ma possono essere anche una manifestazione clinica della dermatite allergica da contatto (DAC) o della disidrosi ai piedi.

All’osservazione, appaiono come rigonfiamenti tondeggianti di diametro inferiore ai cinque millimetri, al cui interno è contenuto un liquido limpido, sieroso o siero-ematico.

Nella maggior parte dei casi, le bolle sotto i piedi originano in sede intraepidermica nelle zone sottoposte a ripetuti sfregamenti, attriti o pressioni, come la pianta, il tallone e le dita.

Oltre allo strofinio reiterato tra la pelle e le calzature, tra le cause più comuni delle vesciche purulente ci sono anche le ustioni di primo o secondo grado, il congelamento della porzione di pelle interessata, le infezioni erpetiche e le dermatiti irritative o allergiche.

In alcuni casi, queste bollicine sulla pelle possono manifestarsi anche a seguito di punture d’insetto o intolleranza ad alcuni farmaci. A differenza dei duroni e dei calli ai piedi, che si formano a seguito di uno sfregamento prolungato, ma meno aggressivo, le vesciche sono causate da un attrito intenso, relativamente breve e localizzato su una piccola area.

Altri fattori che influenzano l’insorgenza di queste lesioni cutanee sono l’umidità, le alte temperature e la percorrenza di lunghe distanze con indosso scarpe nuove, rigide, troppo strette o di qualità scadente.

Il siero che si forma nella zona soggetta allo sfregamento non è altro che una risposta infiammatoria messa in atto dall’organismo per proteggere l’epidermide da batteri e agenti esterni che potrebbero infettare le ferite larghe e profonde, mentre il dolore è dovuto alla presenza del siero all’interno della bolla che preme sulla pelle per attutire la frizione.

 

Quali sintomi si associano alle vesciche?

A seconda della causa, le vesciche possono accompagnarsi a svariati sintomi e disturbi, tra cui:

  • prurito alle dita dei piedi, sotto la pianta o all’altezza del tallone;
  • pizzicore o senso di bruciore ai piedi;
  • arrossamento locale;
  • gonfiore;
  • trasudamento e desquamazione;
  • irritabilità cutanea, accompagnata a formazione di crosticine;
  • dolore;
  • stati febbrili e senso di spossatezza.

Il decorso della lesione cutanea può impiegare da pochi giorni fino a un mese e, in genere, si risolve spontaneamente. Tuttavia, in caso di vescica infiammata o particolarmente dolorosa, è opportuno consultare un dermatologo per procedere all’anamnesi e all’esame obiettivo della zona cutanea colpita.

Trattamenti e rimedi

Come dicevamo, nella maggior parte dei casi le vesciche dei piedi non richiedono cure mediche specifiche, ma solamente delle accortezze per prevenire complicanze infettive o altri disturbi.

Se la lesione è dovuta allo sfregamento ripetuto sulla pelle, in genere è sufficiente lavare frequentemente l’area in cui è localizzata la vescica sul piede con acqua e sapone, così da mantenerla pulita ed evitare che sporco e batteri infettino la ferita.

Per promuovere la rigenerazione delle cellule epidermiche e, contestualmente, proteggere la zona da ulteriori attriti e pressioni, si può applicare un cerotto idrocolloidale o idroattivo in modo da creare un ambiente umido intorno alla lesione che ne favorisca la guarigione.

Se le bolle sui piedi non sono dolorose e permettono di camminare, si consiglia di lasciarle intatte affinché si riassorbano spontaneamente. Qualora, invece, la vescica sia prossima alla rottura o provochi molto dolore, dopo aver pulito e disinfettato con cura la zona si può pungere il margine della bolla con un ago sterile per drenare il siero che si è accumulato all’interno.

Una volta bucata in uno o più punti, bisogna premere delicatamente con una garza per consentire la fuoriuscita del liquido, prestando attenzione a non danneggiare, sollevare o staccare la pelle che la ricopre.

Al termine dell’operazione, si consiglia di applicare un antisettico per ridurre il rischio di infezione e coprire la zona con una medicazione morbida fino alla completa guarigione, che in genere dovrebbe avvenire nel giro di tre-quattro giorni.

 

Consigli e accorgimenti per prevenire la formazione delle vesciche

Come spesso accade, anche nel caso delle vesciche la prevenzione può giocare un ruolo fondamentale. Nella stragrande maggioranza dei casi, le lesioni cutanee di origine meccanica si possono prevenire con l’adozione di alcune buone abitudini, come per esempio applicare una pomata a base di ossido di zinco e magnesio silicato prima di fare una lunga passeggiata o dedicarsi a un’escursione particolarmente impegnativa.

Queste creme svolgono due importanti funzioni: ammorbidiscono la pelle e riducono l’attrito con le calze e le scarpe, assorbendo contestualmente il sudore e l’umidità per mantenere il piede perfettamente asciutto.

Altro accorgimento utile per prevenire la comparsa di vescicole e bolle sulle dita dei piedi è indossare calze sottili e, preferibilmente, prive di cuciture come quelle in microfibra. Allo stesso modo, è importante che siano della stessa misura del piede, quindi né troppo grandi né troppo strette, e lo stesso vale anche per i calzini.

Per quanto riguarda la scelta delle scarpe, anche in questo caso il comune denominatore per evitare la formazione delle vesciche è che calzino alla perfezione.

In altre parole, se per esempio dobbiamo acquistare un nuovo paio di scarpe da trekking da donna, quando le proviamo il piede non dovrebbe sentirsi stretto o costretto, ma perfettamente avvolto e trattenuto, senza sentire pieghe né cordonature.

Quando camminiamo, l’avampiede non deve scivolare in avanti e, sollevando il tallone da terra, è importante che la calzatura segua il movimento e non ci siano sfregamenti tra la pelle e la fodera interna. Quando flettiamo il piede in avanti la tomaia non deve sfregare sul dorso e non dobbiamo sentire le stringhe.

Infine, oltre a indossare calzature, calze e calzini di buona qualità e realizzati con materiali traspiranti, è fondamentale anche mantenere una buona igiene dei piedi e asciugarli bene dopo averli lavati.

 

 

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