Ultimo aggiornamento: 15.04.21

 

La Val Vigezzo è una delle sette valli che compongono il più esteso territorio della Val d’Ossola in Piemonte. Al confine con il Canton Ticino, ha una forma speciale e un’estensione notevole. Le caratteristiche del territorio rendono il clima particolarmente mite e gradevole, e lo spettacolo della natura qui assume un carattere molto suggestivo. Nel 1923 è stata istituita la linea ferroviaria che collega la vallata alla Svizzera con la linea Domodossola – Locarno. Attiva ancora oggi e meta di turismo, la linea ferrata consente di attraversare le valli e godere del maestoso spettacolo che si dischiude al visitatore.

Un’escursione in questi territori è carica di cultura, bellezza paesaggistica e fonte di grande ispirazione. La stessa che ha reso nota la valle per aver dato i natali a tanti pittori attivi sul posto o fuori dai confini locali. Infatti, soprattutto per questa ragione il vigezzino è noto anche col nome di Valle dei Pittori.

 

Val Vigezzo, dove si trova

La Valle Vigezzo si caratterizza per una particolare forma a U, inconsueta per questi luoghi e per lo stesso complesso di vallate che è la Val d’Ossola. La ragione della particolare forma è la presenza di due torrenti che la percorre, e non uno come avviene più di frequente. I due corsi d’acqua procedono in direzioni opposte, in questo cooperando per rendere la forma della valle unica e molto suggestiva. All’altezza di circa 800 metri si trova l’altipiano, piuttosto esteso, che è anche sede dei centri abitati di maggiore attrattiva della vallata.

L’altopiano ha un’estensione notevole e si caratterizza per il brusco declivio dei due versanti opposti. Il risultato è un panorama di struggente bellezza immerso nel maestoso spettacolo dell’arco alpino. Le cime che circondano la valle sono maestose, con altitudini che si aggirano intorno ai 2.000 metri e con punte di 2.466 del Pizzo la Scheggia.

Com’è immaginabile, qui si trovano diverse attrattive che offrono servizi vari al turista. Dagli sport invernali alle passeggiate in natura, i punti per il pernottamento non mancano e la ricca presenza di centri abitati rende facile la sosta immersi nei boschi. Basta un cucinotto da campeggio e poco più per attrezzarsi alla permanenza in questi luoghi.

 

L’itinerario di Santa Maria Maggiore

La linea ferroviaria che da Domodossola va a Locarno, percorre la via che dalla valle in Italia va verso il territorio delle Centovalli svizzere. Tra i punti di maggiore interesse dal lato italiano, sicuramente merita attenzione e una visita più approfondita l’abitato di Santa Maria Maggiore. Borgo che si trova a 816 metri, è il punto di maggiore attrattiva sia dal punto di vista paesaggistico che architettonico. Una piccola borgata legata profondamente ai ritmi di vita e le attività delle comunità montane, questa colpisce per la piacevole genuinità data dalla presenza degli edifici seicenteschi ancora in ottimo stato.

Il percorso continua verso la località di Buttogno, altra borgata fortemente segnata dall’impronta delle attività tradizionali, legate in particolare all’agricoltura. Druogno, altro piccolo comune montano che si incontra percorrendo l’anello, merita una sosta prolungata per visitare la Parrocchiale di San Silvestro che custodisce affreschi e altri reperti risalenti al XVI secolo.

La vallata che ispira gli artisti da secoli

Nota anche come Valle dei Pittori la vigezzina è un punto di riferimento per i paesaggisti almeno dal 600. In questi luoghi sono nati numerosi artisti che si sono lasciati ispirare dalla bellezza dei panorami cui si può avere accesso. Non stupisce che le chiese e i luoghi di culto presenti nelle borgate che punteggiano la vallata custodiscano preziosi tesori che risalgono anche al 500.

A testimonianza dell’importanza che la pittura assume come mezzo espressivo e di sostentamento nell’ambito della comunità valligiana, c’è la presenza dell’unica Accademia di Belle Arti. Istituita nel 1878 ad opera di Giovanni Maria Rossetti Valentini, a sua volta pittore attivo e nativo di questi luoghi, l’accademia è ancora attiva, aveva il pregio di essere gratuita e fruibile da tutti.

 

Da Val Vigezzo alle Centovalli in ferrovia

In Val Vigezzo le escursioni sono di certo l’attrattiva turistica più importante. È possibile attraversare paesaggi incantati formati dall’azione costante dell’erosione e dalla ricca vegetazione. Le condizioni climatiche locali, con una particolare piovosità, permettono a flora e fauna di svilupparsi liberamente in tutto il loro fascino. Visitare questi luoghi seguendo il percorso della strada ferrata è un ottimo modo per godere del panorama con un solo sguardo. La prospettiva del treno permette anche di inerpicarsi in tratti altrimenti non raggiungibili a piedi.

Il tratto di ferrovia della Val Vigezzo percorre tutta la vallata, ma salendo a bordo del treno che collega l’Italia con la Svizzera è possibile regalarsi un viaggio affascinante della durata di appena 2 ore. Il percorso si snoda per 52 km, attraversa ben 83 ponti e si immette in 31 gallerie. Il paesaggio che si può ammirare dal finestrino non è di certo tra quelli che si dimenticano presto.

Il treno è accessibile a tutti, chi fa le vacanze coi propri amici animali sa di poter portarli a bordo. Va bene una brandina per cani di grossa taglia, purché dotati di museruola, e il trasportino per quelli più piccoli.

Il turismo per famiglia nell’incanto naturale

Tra i borghi che il treno costeggia, di certo Santa Maria Maggiore rappresenta quello con maggiori attrattive nel versante italiano. Escursioni in natura, sport estremi, l’impronta culturale delle popolazioni che vivono la valle. Qui si trovano diverse attrattive per tutti, il parco avventura Santa Maria Maggiore è uno dei tanti esempi.

Le tappe da fare durante il percorso possono essere diverse e si dovrà scegliere in base al tempo a disposizione e il tipo di tour che si desidera fare. Muoversi da un villaggio all’altro è facile perché le connessioni sono garantite durante l’arco della giornata. Le località principali lungo il percorso di 52 km sono almeno otto, e Verdasio, Re, Intragna e Ponte Brolla meritano una sosta e una visita a ritmo lento.  

 

 

 

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