Ultimo aggiornamento: 04.08.21

 

Nel cuore delle Dolomiti ampezzane, a otto chilometri da Cortina d’Ampezzo, sorge un meraviglioso sentiero escursionistico su roccia, facilitato nell’ascesa da antiche strutture fisse in metallo, che conduce a un orrido naturale scavato dal Rio Fanes. Vediamo cosa riserva questa spettacolare via ferrata a tutti gli escursionisti che vogliono mettersi alla prova con percorsi più impegnativi ed emozionanti.

 

Pura immersione nella natura incontaminata tra canyon rocciosi e cascate ghiacciate: questo è quello che promette l’itinerario escursionistico che nasce nel cuore del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo. Ci troviamo a otto chilometri a nord-ovest da Cortina d’Ampezzo, autentico paradiso per una vacanza in montagna d’inverno e meta ambita di molti trekker e scalatori che vogliono godersi l’affascinante contesto naturale offerto dalla via ferrata che conduce alle spettacolari cascate di Fanes.

Il sentiero, con il suo susseguirsi di forre, cateratte e vallate profonde, costeggia tutto il corso del Rio Fanes permettendo di raggiungere siti di grande interesse paesaggistico e idrogeologico che altrimenti sarebbero preclusi.

Si può percorrere a tappe o in un’unica soluzione di continuità, presentando tratti di diversa difficoltà ma ben attrezzati con funi e infissi metallici nei punti più esposti e pericolosi. All’interno del parco si possono prendere anche percorsi meno impegnativi (affrontabili anche da famiglie con bambini), che conducono alla confluenza delle valli di Fanes, Travenanzes e Ra Vales, attraversando boschi di mughi, abeti e larici.

 

Come arrivare alle cascate di Fanes

Per raggiungere la gola di Fanes, un orrido naturale dalla particolare conformazione rocciosa scavata dall’incessante azione erosiva dell’acqua, si possono percorrere tre diversi sentieri escursionistici che terminano nei pressi del Ponte de Pian de Loa, sul Rio Fanes.

Ognuno presenta un differente livello di difficoltà: dalla facile passeggiata che parte dal punto di accesso situato nel Parco del Ponte Felizon (a nord di Fiames), sviluppandosi per quasi due chilometri su una strada lastricata e semipianeggiante, fino ai tratti attrezzati delle due vie ferrate sulla sponda orografica destra del fiume (via Giovanni Barbara e via Lucio Dalaiti), adatti agli esperti di escursionismo in montagna che vogliono mettersi alla prova con percorsi più impegnativi e avventurosi.

Per percorrere la strada ferrata delle cascate di Fanes si può lasciare l’auto al parcheggio del Parco Naturale delle Dolomiti ampezzane, a circa sei chilometri da Cortina d’Ampezzo, per poi proseguire a piedi verso Pian de Loa alla volta del primo ponte sul Boite. Una volta attraversato il sentiero ad anello che porta al Ponte Outo sospeso a circa ottanta metri, dove si può godere di una vista mozzafiato sulla forra di Fanes, si arriva alla gola del Rio de Fanes in meno di un’ora per ammirare le cascate di Sotto.

Per visitare il cuore della gola conviene prendere il bivio in direzione ovest per la valle di Fanes, che attraversa uno stretto fossato in mezzo al bosco prima di sbucare sulla strada di che porta alla località Sbarco de Fanes. Da qui, si procede sul sentiero attrezzato che arriva alle cascate di Fanes di Sopra, passandoci sotto mediante una paretina rocciosa di una decina di metri munita di corda.

 

Cosa si può ammirare lungo l’itinerario

Dal Pian de Loa bisogna seguire il segnavia n. 401 in leggera pendenza, che attraversa il bosco e prosegue verso il sentiero alla sinistra idrografica del Rio Fanes che conduce all’omonima valle. Dopo un’oretta circa di cammino si arriva al margine della gola, dove è d’obbligo una sosta per ammirare dall’alto il panoramico belvedere sulle spettacolari cascate delle Dolomiti.

Da qui, si può percorrere un irto sentiero a zig-zag sulla parte sinistra del torrente per raggiungere una strettoia rocciosa con scalette che passa sotto la prima cascata di Fanes, con il frastuono dell’acqua che fa da preludio al suggestivo passaggio incontaminato offerto dalla natura.

Dopo aver attraversato la cascata di fondo, il percorso prosegue in salita su una stradina sterrata alla volta della sommità opposta della gola. Arrivati al punto di sosta con panchine si può scegliere di far ritorno al Pian de Loa ripercorrendo a ritroso il sentiero intrapreso all’andata, oppure fare il giro completo della via ferrata per attraversare il greto del torrente e imboccare il sentiero attrezzato con corde fisse che porta alla riva destra del Rio Fanes.

 

Percorso senza ferrata

Per arrivare alle cascate di Fanes senza ferrata basta raggiungere il bivio della località Pian de Loa e prendere la mulattiera di sinistra n.10 che permette di arrivare al Ponte Outo. Una volta attraversato il ponte, si scorge un cartello con le indicazioni per arrivare alla Cascata Belvedere, raggiungibile mediante un sentiero abbastanza largo e relativamente semplice che non richiede (a discrezione dell’escursionista) l’uso del kit da ferrata, necessario invece per intraprendere il percorso che passa sotto la cascata.

Dopo l’immancabile reportage fotografico, si riprende la strada principale e si imbocca al bivio il “Sentiero dei Canyon e delle Cascate” che sale verso destra e permette di arrivare alle Cascate di Sopra, con un susseguirsi di ruscelli, ponticelli e spettacolari scorci sulle Dolomiti di Fanes.

Dopo un’oretta di cammino si arriva all’ultima cascata in località Sbarco de Fanes: da lì si può svoltare a sinistra all’incrocio per ritornare sulla stradina sterrata del Ponte Outo che porta a Pian de Loa (quindi al punto di partenza), oppure prendere il percorso verso destra alla volta della Ferrata Cengia Mattia per ammirare la Cascata “Sbarco del Rio di Fanes”.

Quando e come visitare le cascate Fanes

Come sottolineato, per raggiungere le cascate di Fanes ci sono numerosi sentieri rocciosi che, sebbene siano attrezzati con corde e funi metalliche, richiedono un adeguato equipaggiamento da ferrata e l’uso di bastoncini da Nordic Walking per non scivolare quando si passa sotto le cascate.

Il periodo ideale per visitare la zona è in primavera o inizio estate poiché, grazie al disgelo, le cascate e i torrenti sono particolarmente ricchi d’acqua. Al fine di evitare disagi e pericolosi incidenti, si raccomanda di non intraprendere l’escursione in inverno o in caso di forti temporali per non incorrere nel rischio di improvvise onde di piena e tratti ghiacciati in corrispondenza di alcune zone esposte.

Quanto alla lunghezza dell’itinerario, complessivamente siamo sui nove-dieci chilometri con un tempo di percorrenza che si attesta in genere sulle otto ore a passo moderato. Infine, se si suddivide il percorso in due escursioni distinte, si incontrano 400 metri di dislivello per la Val Di Fanes e altri 300 per Val Travenanzes e Ra Vales.

 

 

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